L’ultima sigaretta nei caffè storici di Trieste con Svevo e Joyce

Faccio outing: quando lessi la prima volta “La coscienza di Zeno” lo feci (ebbene sì) grazie a un bignami. Era un’inutile lettura estiva pensavo e, a fine agosto, proprio quando mancavano pochissimi giorni all’inizio della scuola, andai in cartolibreria e mi comprai il bignami di Italo Svevo. Lo lessi in fretta, saltando anche qualche pagina all’inizio, poi, più leggevo e più volevo leggere. Alla fine del libro mi ero appassionata e non capivo come avevo potuto terminarlo così in fretta. Così la scuola iniziò e io mi comprai il vero libro di Svevo, lo lessi tutto e ne rimasi affascinata.

Piazza Hortis - Statua di Italo Svevo (foto Anja Cop)

Piazza Hortis – Statua di Italo Svevo (foto Anja Cop)

Da allora sogno di fare un viaggio per i caffè storici di Trieste tra le atmosfere che hanno ispirato i racconti di Joyce che qui ha vissuto agli inizi del 1900 incontrando anche il nostro scrittore italiano Italo Svevo.

I caffè di Trieste io li vorrei fare tutti, iniziando da Piazza dell’Unità d’Italia, enorme e bellissima, affacciata sul mare dove sicuramente Joyce e Svevo s’incontravano magari per bere un caffè o raccontarsi qualche vicenda al famoso Caffè degli Specchi.

Scorcio di Piazza Unità dal Caffè degli Specchi (foto Anja Cop)

Scorcio di Piazza Unità dal Caffè degli Specchi (foto Anja Cop)

Continuando a parlare di “Gente di Dublino” i due si sarebbero spostati, ed io con loro, verso il mare e, passando per la Riva del Mandracchio, magari sul calar della sera con le luci e il buio che cala piano piano, si sarebbero diretti verso il famoso Teatro Lirico Giuseppe Verdi. Qui a fianco si trova il Caffè Tommaseo, il più antico caffè di Trieste del quale in realtà non si conosce nemmeno l’esatta data di apertura. Quel che si sa, invece, è che venne riaperto nel 1830. Quindi, la sua prima apertura è sicuramente antecedente a questa data. Qui molto probabilmente Svevo e Joyce prendevano assieme il gelato dato che nel 1844 questo locale era già dotato d’illuminazione a gas e il gelato era una grande novità per l’epoca.

Ponterosso - Statua di Joyce (foto Anja Cop)

Ponterosso – Statua di Joyce (foto Anja Cop)

Dopo un gelato e un paio di caffè il mio tour con Joyce e Svevo sarebbe arrivato al termine. Non perché a Trieste non ci siano altri caffè storici, anzi! Di certo una lista completa potreste trovarla qui ed è anche molto più esaustiva e dettagliata della mia. Il mio tour sarebbe finito qua perché so per certo che tra una chiacchiera e l’altra i due amici mi avrebbero fatto decisamente perdere il senso dell’orientamento e,tra “un’ultima sigaretta” e una lettura a “flusso di coscienza”, sono sicura che sarei rimasta incantata e affascinata da questi scrittori e mi sarei persa nel “nero” del caffè e nel fumo della sigaretta per poi girarmi e non ritrovarli più.

E tu sei pronto a venire a prendere un nero nei caffè storici di Trieste? O, magari, un “capo in B”? ;-)

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