Contest

Iniziative speciali, concorsi, eventi a tema per raccontare il territorio del Friuli Venezia Giulia anche attraverso le tue esperienze!

Blogger per caso

I NOSTRI INVIATI

Ecco qui i 4 vincitori di Blogger Per Caso, il concorso organizzato in collaborazione con Turisti Per Caso, che sono diventati i nostri inviati speciali in nel nostro Friuli Venezia Giulia.

Elena Roppa alias “Elena_FVG”, Serena “Jambalaya” Ferti, Valentina Macciotta alias “Valemac82″ e Alberto “Ladal22″ Rosa hanno superato una selezione di oltre cento iscritti e sono stati eletti vincitori del concorso dalla giuria composta da dalla redazione di turistipercaso.it e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Per loro però la vera sfida sta nel mettersi in viaggio e raccontarci in diretta il loro percorso. Grazie ai loro reportage li seguiremo da vicino, interagendo con loro durante tutto il tragitto.

Alberto ha viaggiato in Friuli Venezia Giulia a metà dicembre. Scopri i suoi racconti nei post di questa pagina!

Trekking nelle Dolomiti Friulane, patrimonio dell’Unesco
Il #bloggerpercaso Edoardo di Mente Nomade

Amante del mondo, innamorato della natura.

Mi chiamo Edoardo Massimo Del Mastro e sono il fondatore di Mente Nomade.

Ho 29 anni e sono padre di un bellissimo bambino di nome Thomas.

Artista nella vita e per professione, con una grande passione per i viaggi in solitaria.

Negli ultimi anni ho potuto approfondire questo mio hobby, percorrendo in lungo e largo le strade d’Europa; ho attraversato a piedi l’Irlanda, parte dell’Inghilterra in mountain-bike e girato intorno all’Islanda, alla scoperta di scenari mozzafiato. Ho avuto il piacere di viaggiare molto in solitaria, scavando sempre di più dentro di me.

“Scoprendo il mondo, scoprirai te stesso” è il mio motto, che in questi ultimi anni, mi ha dato la forza di affrontare e superare degli ostacoli, piccoli e grandi, che la vita mi ha posto davanti.

ITINERARIO

In questi giorni, avrò l’enorme piacere di recarmi in una delle regioni più belle d’Italia: il Friuli Venezia Giulia.

Facendo base a Claut (Pordenone), percorreremo degli itinerari a piedi nel Parco delle Dolomiti Friulane e faremo visita ad alcuni paesi tipici della zona, tra cui Erto e Casso, Frisanco e Poffabro.

Con le sue vette dolomitiche, patrimonio dell’UNESCO, e sconfinati paesaggi naturalistici, il Friuli Venezia Giulia si conferma un vero e proprio “parco giochi” per gli amanti dell’alpinismo e trekking.

Per costruire il mio itinerario, sto consultando il sito ufficiale del turismo del Friuli Venezia Giulia e per cercare alloggio e itinerari ho trovato interessante valutare le proposte del Club Walking Experience.

Seguitemi e datemi consigli con #bloggerpercaso!

A pedali tra le anse del Tagliamento
Venzone

Le acque cangianti del lago di Cavazzo risplendono sotto i raggi del sole, danzando armoniose al ritmo della brezza mattutina friulana. Le bici sono pronte, le borracce piene d’acqua fresca, l’umore è a mille, siamo in pace con il mondo. Il bacino lacustre è il punto di partenza del nostro fine settimana friulano in bicicletta che ci permetterà di pedalare nella valle del But e lungo la ciclovia Alpe Adria.

Pedalando tra laghi e monti
Leo e Vero di lifeintravel.it

“Quella della bicicletta è l’unica catena che ti rende libero”… abbiamo fatto nostro questo aforisma ed abbiamo deciso di applicarlo alla nostra vita, viaggiando per l’Italia e per il mondo in bicicletta!

Siamo Leo e Vero, cicloviaggiatori con la passione per la montagna e la mountain bike. Negli anni abbiamo continuato a vagabondare per i quattro angoli del mondo ma amiamo anche riscoprire la nostra meravigliosa penisola ed ogni volta che possiamo saltiamo in sella alla nostra bici che è divenuta una fedele compagna con cui esplorare i sentieri dietro casa così come le più remote strade della terra.

BabyTrekking in Tarvisiano e Carnia, una montagna tutta a prova di bambino
laghi_fusine1

Da sempre amo le montagne, ma mai ero stata su quelle Friulane… certo, ne avevo sentito parlare, avevo visto anche qualche foto, ma mai avrei potuto immaginare la bellezza che ho trovato! Laghi, altipiani, montagne ancora innevate, rifugi, farfalle e buon cibo… cosa decidere di vedere in un weekend con bambino di un anno e mezzo a seguito? Qualcosa che fosse accessibile anche a lui, che non lo stancasse troppo e che consentisse anche a noi genitori di goderci appieno le meraviglie “formato famiglia”. Ebbene: Tarvisiano e Carnia offrono davvero moltissimo a mamma e papà, il brutto è solo… dover scegliere!

Visitare il Friuli Venezia Giulia e respirare la sua “aria”
prosciutto san daniele

Come ci è capitato parecchie volte partecipare ad un festival ci ha dato la possibilità di scoprire parti d’Italia e del mondo che fino ad allora non conoscevamo.
Questa volta il ruolo di “grimaldello” l’ha svolto Aria di Friuli Venezia Giulia, il festival diffuso che è partito dalla storica festa di San Daniele del Friuli -  un evento che non si può liquidare semplicemente come la festa del noto prosciutto, tanto imponenti sono le sue dimensioni e importanti i nomi coinvolti negli spettacoli – per ampliarsi quest’anno con percorsi gastronomici e culturali volti alla scoperta di dodici località della regione, dando vita a un viaggio alle radici del gusto e della storia del Friuli Venezia Giulia.

aria-di-fvg-02
Tenendo come base la località di San Daniele del Friuli abbiamo visitato in un weekend parte del patrimonio del territorio che lo circonda, scoprendo delle vere e proprie eccellenze nazionali.
Partiti nella tarda mattinata del venerdì siamo arrivati a San Daniele nel pomeriggio e la prima tappa non poteva non essere la visita ad uno dei numerosi prosciuttifici della zona.

L’addetto alla qualità dello stabilimento Nuova Mondial ci ha illustrato tutti i processi produttivi dell’azienda, da quando arriva la carne macellata all’accurata selezione, dall’importantissima salatura e fino alla sala della stagionatura alle cui pareti si aprono le caratteristiche finestre strette ed alte che permettono all’aria di entrare e di perfezionare il lavoro dell’uomo sin lì svolto. Questo è il vero segreto del prosciutto San Daniele, il microclima del luogo formato dalle correnti di aria calda e fredda provenienti dal mare e dalle montagne poco distanti.

Terminata la visita ci siamo diretti verso il centro di San Daniele e più precisamente in via Roma a due passi dalla piazza di Pellegrino da San Daniele per scoprire l’antico tesoro di inestimabile valore custodito nel cuore della città: la Biblioteca Guarneriana. San Daniele del Friuli possiede la prima biblioteca pubblica del Friuli e una delle prime dell’intera nazione. Guarnerio d’Artegna nei primi anni del XV secolo ne è stato il suo fondatore e poco prima di morire donò alla comunità del paese ciò che nel corso di decenni aveva accumulato sui suoi scaffali, e cioè un’insieme di 173 manoscritti, affinché fossero di dominio pubblico e chiunque ne potesse usufruire.

biblioteca guarneriana san daniele del friuli
L’odore dei secoli di cui è impregnata la carta di questi volumi è qualcosa di straordinario, così come la vista dei brillanti colori delle miniature che ne decorano i capolettera.
La mattina seguente abbiamo programmato visita e colazione presso la Latteria Sociale di Muris, piccola località in comune di Ragogna, a pochi chilometri da San Daniele.
Dopo una breve introduzione sulla storia degli allevatori che da secoli portano al pascolo il loro bestiame sulle colline che circondano Muris, siamo entrati negli ambienti della latteria scoprendo cosa avviene una volta che viene consegnato il latte in mano al casaro.

latteria-sociale-menis

latteria sociale menis

Sarà perché quando ero bambino spesso facevo visita al caseificio vicino casa dei miei genitori nella campagna modenese, ma fatto sta che il mondo del formaggio mi ha sempre affascinato.
Per nostra grande fortuna al termine della visita praticamente tutta la gente di Muris, alpini compresi, ci stava attendendo nel giardino di fronte per assaggiare ciò che di squisito viene realizzato nella latteria e cioè formaggio, ricotta, yogurt, più vari prodotti e piatti tipici della tradizione contadina friulana, come la frittata con erbe e l’immancabile polenta. Il tutto innaffiato da latte e, altrettanto immancabile, vino bianco.

menis alpino
Il nostro tour è proseguito, sempre a  Ragogna, verso il suo castello, sede dello Scriptorium Foroiuliense, associazione culturale nata nel 2012 dedicata all’insegnamento dell’arte calligrafica. A fianco delle aule didattiche della Scuola Italiana Amanuensi abbiamo visitato l’Opificium Librorum (possibile solo su prenotazione), una sorta di piccolo museo vivente in cui ammirare gli antichi mestieri del cartaio, legatorista, miniaturista e amanuense. Varcando la soglia sembra quasi di essere sul set del film “Il nome della Rosa”.

scuola italiana amanuensi

scuola-italiana-amanuensi

Tra queste antiche mura vengono realizzate opere di pregiatissima fattura, tant’è che tra i committenti e clienti ci sono anche la Santa Sede e la Regione Friuli Venezia Giulia, per la quale è stato realizzato il logo ufficiale di Expo. L’arte amanuense non è qualcosa di morto e senza futuro, anzi, sembra quasi che in un’epoca come i giorni nostri, dominata dall’“usa e getta”, riscoprire gli antichi mestieri, scanditi da ritmi completamente diversi, sia una sorta di salvezza.
Dai bastioni del castello rimaniamo affascinati nel vedere il corso del fiume Tagliamento che, completamente libero da argini, punta placido verso valle con il suo colore azzurro ghiaccio.
Da un castello all’altro: quello di Fagagna. O almeno quello che ne resta. Abbiamo consumato un ottimo pranzo nel giardino del ristorante San Michele che sorge a fianco della chiesa costruita sulle fondamenta del castello di Fagagna. Il castello fu realizzato in epoca medioevale e abbandonato agli inizi del XV secolo quando ormai risultava obsoleto ed inutile in favore del borgo che andava formandosi lungo le pendici del colle, ancora aggi visitabile e molto suggestivo. Dell’edificio oggi rimangono solo un rudere e una delle torri adattata in seguito a campanile, ma il colle su cui sono ospitati offrono incantevoli panorami sulle colline moreniche tutt’intorno, che vantano la più alta densità di castelli di tutto il Friuli Venezia Giulia.

La visita a Fagagna è continuata nel pomeriggio al Museo della Vita Contadina Cjase Cocel. In una struttura agricola, parte della quale risalente al 1600, è stato realizzato un’interessante progetto didattico che consiste nel ricreare gli ambienti che costituivano le abitazioni dei contadini tra l’800 e il ‘900, ma non solo. Come nel caso dell’Opificium Librorum anche qui è stata utilizzata l’idea di creare un museo vivente, quindi passeggiando tra le stanze e i vari edifici che compongono la struttura si incontrano uomini e donne all’opera in mestieri ormai dimenticati come il fabbro con incudine e martello, la merlettaia, la filatrice.

museo-vita-contadina-fagagna-02

Ogni particolare è stato studiato e realizzato con estrema cura. Questo museo è caldamente consigliato non soltanto per chi quel periodo storico l’ha vissuto e vuole rivivere un pomeriggio nostalgico, ma anche e soprattutto per chi, come i bambini, non lo conoscono e ignorano le proprie origini.
Il comune di Fagagna oltre al percorso storico offre al possibilità anche di immergersi nella natura attraverso l’Oasi dei Quadris. Nata attorno ai laghi formatisi negli scavi rettangolari (ecco l’origine del nome “quadris”) utilizzati dall’antica fornace della zona per estrarre la torba, combustibile per la cottura dei mattoni, questa oasi naturalistica è la sede di una associazione onlus il cui scopo è custodire gli animali ospitati e proporre iniziative volte all’educazione ambientale dei visitatori, in special modo dei più piccoli. I protagonisti dei Quadris, oltre alle varie specie di uccelli, sono le cicogne e gli ibis, che grazie al lavoro e alla passione dei volontari dell’associazione sono tornati a ripopolare queste terre.

oasi quadris
Avendo a disposizione solo una mattina, quella della domenica, ultimo giorno per noi qui in terra friulana, abbiamo optato per qualcosa di davvero originale: la Scuola di Mosaicisti Friulani di Spilimbergo.

scuola mosaicisti friuli
È stata davvero un’esperienza stupenda essere guidati nelle aule e nei corridoi di questo istituto in cui tradizione e innovazione non sono mai stati così tanto in armonia. Una delle professoresse ci ha spiegato in breve la tecnica utilizzata per realizzare un mosaico tradizionale e qualche trucco del mestiere.

scuola mosaicisti friuli

Vederla lavorare armata di tessere, pinzette e mazzetta è stato un vero spettacolo. La visita è continuata attraverso le tre diverse sezioni della scuola, ognuna dedicata ad uno degli anni scolastici, i primi due improntati all’insegnamento della tecnica mentre l’ultimo alla ricerca e allo sviluppo della creatività.
La Scuola Mosaicisti racchiude forse in sé tutto lo spirito friulano, custode della tradizione con i piedi ben piantati nel presente e gli occhi rivolti verso il futuro.
Questa è l’aria che si respira in Friuli Venezia Giulia. Per organizzare un viaggio in questa terra di confine dalle mille sfaccettature, si può consultare il sito ufficiale www.turismofvg.it, dove si trovano informazioni su tutte le risorse turistiche, il booking on line e i club di prodotto (Bike, City Stay, Mare Family, Montagna Family, Gusti (dove mangiare), Trekking, Slow e altri in preparazione) con vantaggiosi proposte e servizi con cui ognuno può organizzare il proprio viaggio in base alle proprie passioni.

Baby trekking tra monti e laghi
Azzurra Baby Trekking

Sono Azzurra e fin da piccolissima ho iniziato ad amare le montagne, grazie ai miei nonni nati sulle meravigliose Dolomiti; mi è sempre piaciuto camminare tra le cime e fermarmi a guardare gli splendidi panorami che si possono ammirare soltanto solcando i sentieri, ma da quando sono mamma (di due piccoli terremoti di 20 mesi e 3 anni) questa passione è diventata ancor più forte, perché ho scoperto che non c’è cosa migliore che condividere le bellezze della natura con chi di più di prezioso abbiamo al mondo: i nostri bimbi! Ho deciso di creare il blog babytrekking.it per raccontare delle escursioni effettuate con miei pargoletti, e ispirare anche gli altri genitori a farlo: diventare mamma e papà non vuol dire dover rinunciare a fare ciò che ci piace, ma significa riuscire a conciliare le esigenze di grandi e piccini, per divertirsi tutti assieme!

Per il nostro weekend tra le montagne del Tarvisiano e della Carnia, da venerdì 10 a domenica 12 luglio, ho pensato di provare attività adatte ai bimbi piccini, come il mio di 20 mesi che mi accompagnerà, ma senza rinunciare anche a scoprire panorami e località che possano appagare anche i genitori: ecco quindi che passeggeremo lungo le rive dei laghi di Fusine e di Predil, ma non ci faremo mancare la visita alle miniere di quest’ultimo e l’ascesa al santuario dei Monti Lussari; entreremo nella casa delle farfalle a Bordano e ci specchieremo nelle acque del lago di Cavazzo, per poi incontrare da vicino gli animali in una fattoria didattica.

[caption id="attachment_8497" align="aligncenter" width="580"]Il monte Lussari, nel Tarvisiano (ph. Claudio Costerni) Il monte Lussari, nel Tarvisiano (ph. Claudio Costerni)[/caption]

Abbiamo deciso di pernottare all’Hotel il Cervo di Tarvisio, facente parte del club di prodotto Family Montagna, che riunisce sotto la sua egida tutte quelle strutture che hanno fatto dell’accoglienza ai genitori con bimbi a seguito il loro fiore all’occhiello: potevamo perderci grandi sale tutte piene di giochi, menù ad hoc e piccole sorprese tutte studiate per rendere il soggiorno dei più piccoli davvero indimenticabile?

E se pioverà? Niente panico, non ci perdiamo mai d’animo; troveremo senz’altro un programma alternativo per divertirci comunque! (visto che le possibilità non mancano, anzi!).

Seguiteci con #bloggerpercaso e #FVGlive!

Elisa e Luca blogger per caso ad Aria di Friuli Venezia Giulia!
Elisa e Luca mi prendo e mi porto via

Buongiorno a tutti!

Siamo Elisa e Luca, coppia nella vita e nel blog Mi prendo e mi porto via che gestiamo dal 2011. Siamo moglie e marito: Elisa viaggia da sempre e Luca non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n'R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi dal primo appuntamento in un ristorante turco a Berlino. Da un paio di anni siamo mamma e papà di un bellissimo bambino viaggiatore che tutti in rete conoscono come Manina.

Abbiamo aperto il nostro blog perché ci piaceva scrivere di viaggi, i nostri primi racconti di viaggio sono stati pubblicati su Turistipercaso.it ed è per questo che siamo veramente contenti di essere stati nominati blogger per caso da Turismo Friuli Venezia Giulia in collaborazione appunto con questa grande testata di viaggi. Quando viaggiamo ci piace andare alla scoperta di posti insoliti fuori dalle solite mete, siamo appassionati di enoturismo, birraturismo e terme&spa ma ciò che ci attrae maggiormente è cercare l’insolito anche dentro mete super conosciute. Appena possiamo acquistiamo un volo aereo per conoscere un’altra meta al di là dell’Oceano.

[caption id="attachment_8436" align="aligncenter" width="580"]Il prosciutto di San Daniele  [Ph. Ulderica dA pozzo (POR FESR 2007-2013)] Il prosciutto di San Daniele [Ph. Ulderica dA pozzo (POR FESR 2007-2013)][/caption]Del Friuli Venezia Giulia vi racconteremo Aria di Friuli Venezia Giulia (che si tiene dal 26 al 29 giugno a San Daniele e in 12 località storiche della regione), saremo per voi i vostri occhi, il vostro cuore e senza dubbio le vostre papille gustative, assaggeremo per voi questo piatto prelibato accostandolo a vini e birre artigianali. Saremo presenti ai concerti che caratterizzeranno l’evento, vi racconteremo del nuovo spettacolo di Vinicio Capossela e della prima data del tour italiano di Bob Dylan. Andremo per voi alla scoperta di piccole chicche del Friuli Venezia Giulia come Aquileia, Codroipo, Spilimbergo e Ragogna raccontandovene segreti e peculiarità.

Vi aspettiamo il weekend dal 26 al 28 giugno per viaggiare insieme, lasciatevi prendere e portare via con noi, non ve ne pentirete! Intanto se volete qualche anteprima su questa festa alla radici del gusto, piena di eventi culturali e musicali, ecco il sito ufficiale: www.ariadifriuliveneziagiulia.it !

FVG tra mare e terra
IMG_0433

Viaggio in Friuli Venezia Giulia, tra mare e terra, Trieste, Lignano Sabbiadoro, Marano e Grado

Arriviamo in Friuli Venezia Giulia un sabato mattina di fine maggio, è la laguna di Grado a darci il benvenuto, entrando all’isola del sole, così è chiamata anche questa località, la troviamo proprio sulla destra, il panorama con sullo sfondo il Santuario dell’isola di Barbana è un quadro, ci siamo già innamorati.

IMG_0198

Per il nostro week-end di inizio stagione abbiamo scelto il campeggio Tenuta Primero, è il primo di una serie di tre, poco prima di entrare a Grado Pineta, fa parte delle strutture che aderiscono al Club Family Experience Mare, qui le famiglie sono benvenute con una serie di servizi family dedicati. Ritiriamo il nostro Family Experience Mare Carnet che ci consegnano alla Reception, un libretto con numerosi buoni sconto per accedere alle attrazioni family nelle principali località di mare della Regione.

Ci sistemiamo nel nostro bungalow a pochi passi dal mare, sarà la nostra casa per i prossimi due giorni, nella struttura c’è pure una bella piscina dove i nostri piccoli sguazzeranno un bel po’ passando dalla zona idromassaggio, quella con le bolle per dirla alla loro, alla vasca più grande dove perfezionarsi nel loro stile ancora cucciolesco.

DSC_2640

Grado è una bella cittadina di mare, la particolarità che la contraddistingue rispetto altre località similari è il fatto che è abitata anche fuori stagione, questo dettaglio la rende viva e poco impersonale, è piacevole incontrare la gente del posto che parlando in dialetto la chiama ancora “Gravo”. La prima cosa che facciamo è noleggiare un’imbarcazione e farci un giro in laguna, possiamo così approfittare di un punto di vista privilegiato su questo tratto di costa, bimbi felici a prua ed a poppa buttano ogni tanto il retino a mare, si sentono pescatori, adorano il mare, siamo pure fortunati a vedere uno stormo di cigni che in perfetta formazione si destreggia sopra le nostre teste.

IMG_0210

Il nostro approccio a Grado continua con un giro in centro per scoprire il cuore della città vecchia, tra edifici caratteristici in pietra a vista ci sono scorci dove lasciare il cuore, un gelato vicino al porticciolo davanti alle barche dei pescatori, una sosta al parco giochi nella piazza dietro l’ingresso principale della spiaggia ed il tempo fila veloce, tra uno scatto e l’altro, una risata e magari un piccolo capriccio che si spegne in un attimo davanti alla prospettiva di una corsa ed un castello costruito con la sabbia.

C’è un bel sole il nostro secondo giorno nel Friuli Venezia Giulia, abbiamo già scelto il nostro itinerario perciò non ci resta che fare una bella colazione davanti al porticciolo da diporto della Tenuta Primero e metterci in auto con direzione Marano. Per arrivarci percorriamo la strada che taglia in due la laguna, l’altro collegamento alla terra ferma di Grado, e porta a Belvedere, non per nulla si chiama così, clic! Sfiliamo Aquileia con la grande cattedrale ed il grande Parco Archeologico con i reperti di epoca romana, in circa 30 minuti siamo a destinazione, è una cosa del Friuli Venezia Giulia che apprezziamo particolarmente il fatto che tutto si raggiunge abbastanza velocemente.

IMG_0228

Marano è un’altra cittadina di laguna, vive principalmente di pesca e le numerose imbarcazioni di pescatori si specchiano nel canale che va verso il mare aperto con i loro colori sgargianti. E’ il classico clima di paese, oggi è domenica mattina, il vociare della gente che si riunisce nei bar del centro, camminiamo nell’area pedonale sino alla piazza principale con l’antica torre, le campane suonano mentre i nostri bimbi prima giocano a fare i prigionieri davanti all’antica porta di legno, poi in una gara di salto il lungo. Il clima del dì di festa, gli edifici del centro storico con quei tratti che ricordano vagamente Venezia, il sole e la tranquillità di questa località ci mette di buonumore, ne approfittiamo per un tradizionale cappuccino e cornetto seduti ai tavolini all’aperto di un caffé mentre i bimbi possono giocare liberi nella piazza. Poco distante partono le imbarcazioni per le gite nella Riserva Naturale della Valle Canal Novo, ne approfitteremo un’altra volta, oggi abbiamo ancora un paio di tappe.

IMG_0322

Lignano Sabbiadoro pare fatta apposta per le famiglie, mare, spiaggia e divertimento. Abbiamo promesso la spiaggia ai bambini e non gliela facciamo mancare, lasciamo l’auto vicino alla Terrazza a Mare e ci avviamo verso il mare, l’accesso è libero, abbiamo solo che da scegliere il parco giochi e lasciarli andare, chiaramente i birbanti scelgono quello più grande, nuovo e colorato al bagno 10! Noi nel frattempo ci godiamo il sole sulle sdraio di un ombrellone poco distante,

Per evitare di assumere il colore delle aragoste sfogliamo il carnet delle attrazioni family friendly e scopriamo che proprio in centro c’è il Parco Junior, un enorme parco a tema con attrazioni come trenino, barchette a motore, automobiline, gonfiabili giganti e percorsi avventura, i nostri bambini con la valigia non si perdono in indecisioni, come vedono l’ingresso partono a razzo verso il divertimento.

IMG_0331

Un’ora e mezzo di divertimento sono sufficienti a stancare i bimbi, ci rimettiamo in auto e mentre loro scivolano velocemente tra le braccia di Morfeo ci dirigiamo ad est, verso Trieste.

Facciamo tappa al Castello di Duino, questo antico maniero costruito sulle falesie calcaree che si tuffano nel Golfo di Trieste, è costituito da due corpi principali, il castello e la rocca della Dama Bianca, il primo seppure aperto al pubblico è tuttora residenza del Conte di Torre e Tasso, la seconda, pare realizzata sui resti di un antico Castrum romano, è il castello più antico, è il secondo ad affascinarci particolarmente, in specialmodo per la leggenda che parla del fantasma della signora del castello, che ancora si aggirerebbe di notte per le stanze in rovina della fortezza.

DSC_2688

Ancora direzione est, verso Trieste, una breve sosta nella piazzola panoramica a destra subito dopo la grotta naturale della Strada Costiera, che spettacolo il golfo, e parcheggiamo nel porticciolo di Grignano, la località di mare dove Massimiliano Arciduca d’Austria ha fatto erigere uno dei più bei castelli affacciati sul mare al mondo, Miramare.
Dal parcheggio si sale un tratto a piedi lungo una scalinata e si entra direttamente nel Parco del Castello, una grande area verde dove sono stati piantumati piante ed alberi provenienti da ogni parte del mondo, alcuni centenari. Il primo scorcio del castello lo abbiamo dalla cosiddetta piazzola dei cannoni sul fronte mare, tra gli alberi spicca la bianca sagoma merlettata di Miramare, ed è a ancora amore.

IMG_0438

Il castello è realizzato tutto in pietra bianca d’Istria, le sue forme armoniose si specchiano nel tratto di mare antistante e nel porticciolo creato proprio per accogliere i principi d’Austria al tempo. Narra la leggenda che in una notte di tempesta, Massimiliano si riparò nella Baia di Grignano, proprio qui volle realizzare la residenza per lui e sua moglie. Purtroppo la vita un po’ si sceglie ed un po’ sceglie lei, Massimiliano finì trucidato in Messico, la moglie divenne pazza, tutto senza che potessero di fatto godersi la loro bella residenza sul mare. Qualcuno dice che sia la maledizione della sfinge egiziana sulla punta del molo del porticciolo, sono dicerie, ma noi gli stiamo lontani ;) Consideriamo i castelli il luogo perfetto per una visita con i bambini, c’è la magia della favola per i piccoli, quel pizzico di cultura per i grandi, Miramare ha pure il parco dove scorazzare liberi, approvato a pieni voti.

IMG_0447

Il tramonto ci riporta sulla strada verso Grado, non prima di fermarci sullo spiazzo dell’Obelisco di Opicina per un’ultima occhiata a Trieste, le prime luci accese della città che di distende sul mare sono un colpo all’anima, ciao Trieste e ciao Friuli Venezia Giulia, ripasseremo da queste parti, magari per riprenderci quel pezzetto di cuore che lasciamo in questa terra di mezzo, dove il mare incontra la terra.

Per saperne di più: http://www.turismofvg.it/Club-Family-Experience-Mare

Blogger per caso dove la terra incontra il mare
Giulia e la sua famiglia @ Bambini con la valigia

Giulia e Fabio, siamo una famiglia viaggiatrice ed il nostro blog è Bambini con la Valigia un family travel blog nato realmente per caso dopo il nostro primo importante viaggio in Scozia, l’idea di buttare giù quattro righe in un diario di viaggio, un Moleskine con la copertina nera e l’elastico al tempo, raccogliendo emozioni e spunti di viaggio in una piccola avventura da Edimburgo sino alle Highlands, ci ha condotto sino ad oggi in giro per diversi paesi europei ed oltre, la Cambogia è stata la nostra ultima tappa di viaggio.

Viaggiamo per conoscere, per incontrare la gente, per scoprire con gli occhi, anche quelli dei nostri figli, una bimba ed un bambino di rispettivamente di 5 ed 8 anni, com’è fatto il mondo, per raccontare attraverso le parole, le immagini ed i video che realizziamo, le nostre emozioni ed esperienze di fronte a nuove scoperte, spesso per capire ed apprezzare le differenze. Norvegia, Danimarca, Germania, Spagna e Baleari, Austria, Slovenia, Croazia, come Irlanda ed Inghilterra ci hanno dato molto, ora è tempo di dedicare un po’ del nostro tempo anche all’Italia.

Dal 30 al 31 maggio saremo in Friuli Venezia Giulia come Blogger per Caso per scoprire alcune località della costa: Lignano Sabbiadoro, Marano lagunare, Grado e la costiera triestina con i suoi due castelli affacciati sul blu del Golfo di Trieste, Miramare e Duino. L’idea è quella di conoscere il Friuli Venezia Giulia proprio dove la terra incontra il mare, i territori cosiddetti di mezzo, la laguna, le spiagge ma anche le falesie che da Duino conducono lungo la strada litorale verso la città di Trieste.

Alloggeremo in una delle strutture del Club Family, il Camping Tenuta Primero, lo conosciamo da anni è una delle eccellenze sul territorio gradese per l’accoglienza alle famiglie. Miniclub, piscina, attività per bambini e una spiaggia di sabbia dorata ideale per costruire qualche castello in riva al mare. Monteremo su una batela, tipica imbarcazione gradese, per provare, come i vecchi pescatori facevano, ad addentrarci tra i canneti ed i casoni della laguna, cercando di vedere gli uccelli migratori. Entreremo nel Castello memoria della favola triste di Carlotta e Massimiliano e in quello di Duino per cercare la mitica Dama Bianca, per poi ricostruirli con la sabbia, paletta e secchiello alla mano sulle spiagge di Grado e Lignano.

Chiaramente ogni suggerimento è benvenuto per aiutarci a scoprire gli angoli più caratteristici o nascosti durante il nostro itinerario in Friuli Venezia Giulia!

NB Seguite il viaggio di Giulia e Fabio su twitter @bambiniCLV, facebook Bambini con la valigia e Instagram @bambiniconlavaligia, sui nostri canali social e su quelli di Turisti per Caso! Partecipate usando gli hashtag #bloggerpercaso e #goliveFVG, oppure #mareFVG #familyFVG :)

Neve e gastronomia in Carnia, accoppiata perfetta
Diqua&Dilà sulle Ciaspole in Carnia

Ci eravamo lasciati con il racconto del nostro piano B in Carnia, fra relax delle terme e una cena alquanto insolita in un ristorante biblioteca.
Il tempo è imprevedibile e spesso gioca a sconvolgere i tuoi piani mettendo alla prova la tua creatività. Fortunatamente qui in Carnia le attività sono numerose, la scelta non manca basta solo sapersi organizzare.
Secondo giorno, ci svegliamo con il sole che fa capolino dalle montagne innevate: e vai!

[caption id="attachment_8354" align="aligncenter" width="580"]Il sole c'è! Il sole c’è![/caption]

Una colazione energizzante e un giro veloce per Sutrio, il paese del legno che ospita fra le sue vie molte sculture, ovviamente in legno. Ogni angolino sembra parlare di sé, il tempo pare essersi fermato, qui a Sutrio. Sono le nove di mattina ma già il sole colora le strade di una luce calda.

[caption id="attachment_8355" align="aligncenter" width="580"]Le sculture in legno di Sutrio Le sculture in legno di Sutrio[/caption] [caption id="attachment_8356" align="aligncenter" width="580"]A Sutrio il tempo sembra essersi fermato A Sutrio il tempo sembra essersi fermato[/caption]

Partiamo per Forni di Sopra, oggi finalmente potremo utilizzare le nostre FVG card e partecipare alla ciaspolata che avevamo prenotato.
Vi state chiedendo cos’è una FVG Card? Ve lo spiego subito!
La Fvg Card è un pass che puoi acquistare presso gli uffici d’informazione turistica del Friuli Venezia Giulia, che offre tanti servizi per conoscere la Regione, spendendo meno!

[caption id="attachment_8357" align="aligncenter" width="580"]L'itinerario personalizzato con FVG Card L’itinerario personalizzato con FVG Card[/caption]

La Card è nominativa e dura 48ore per 18€, 72ore per un costo di 21€, un week end per un costo di 29€ o 7 giorni e per ottenere gli sconti va esibita assieme ad un documento.

Utilizzando questo pass i vantaggi sono tanti, soprattutto è possibile personalizzare il percorso alla scoperta del Friuli con l’itinerario che fa al caso vostro: arte, cultura, mare, montagna e benessere! Qualche approfondimento lo trovate qui e potete anche scaricare la lista dei vantaggi in pdf.
Come vi ho già detto, la scelta del mio itinerario è ricaduta sulle attività neve che qui in Carnia sono varie e vanno ben al di là dello sci per la gioia di chi vuole godere degli scenari innevati praticando altri sport invernali.
Ad incuriosirmi c’erano diverse tipologie di ciaspolata (alle quali potete partecipare gratuitamente esibendo la FVG Card, per tutte le info sulle ciaspolate consultate qui) e io ho optato per quella fotografica. In realtà il nostro percorso è stato una variante perché a causa delle condizioni meteorologiche la nostra guida ha preferito farci prendere una strada più sicura.
La mia prima volta sulle ciaspole è stata molto divertente, in fondo è come avere delle ciabatte ai piedi e la cosa bella è che per camminare non devi far altro che trascinare i piedi senza alzarli.

[caption id="attachment_8358" align="aligncenter" width="580"]La ciaspolata fotografica in Carnia La ciaspolata fotografica in Carnia[/caption] [caption id="attachment_8359" align="aligncenter" width="580"]Il dietro le quinte sulla neve di un bloggerpercaso :) Il dietro le quinte sulla neve di un bloggerpercaso :)[/caption]

Abbiamo provato a camminare in discesa e in salita imparando le varie tecniche per restare in piedi.
I panorami della Carnia, visti dall’alto della montagna, sono molto affascinanti anche con un velo di foschia. Vedere per credere.

[caption id="attachment_8360" align="aligncenter" width="580"]Panorami di Montagna in Carnia Panorami di Montagna in Carnia[/caption] [caption id="attachment_8362" align="aligncenter" width="580"]Panorama dalla seggiovia di Forni di Sopra Panorama dalla seggiovia di Forni di Sopra[/caption] [caption id="attachment_8361" align="aligncenter" width="580"]Montagne innevate e cielo azzurro Montagne innevate e cielo azzurro[/caption]

Una volta provata l’ebrezza della ciaspolata nei boschi e consumate le nostre energie è arrivato il momento di buttarsi sulla gastronomia! Siamo scesi a valle e ci siamo diretti verso un birrificio artigianale, siamo entrati in magazzino per conoscere il proprietario e ascoltare la storia di questa birra, le origini e le tecniche di produzione.

[caption id="attachment_8363" align="aligncenter" width="580"]Provando la birra artigianale a Forni Provando la birra artigianale a Forni[/caption]

Abbiamo brindato alzando i calici, o meglio, le pinte, a questa giornata così ben riuscita. Ce ne siamo portati anche a casa qualcuna giusto per non farci sfuggire di mente i sapori del Friuli.
Abbiamo terminato la nostra giornata nel migliore dei modi: finalmente abbiamo assaggiato polenta e frico, il piatto che tutti mi avevano consigliato di provare.

[caption id="attachment_8364" align="aligncenter" width="580"]Frico e polenta Frico e polenta[/caption] [caption id="attachment_8365" align="aligncenter" width="580"]Il famoso prosciutto di Sauris Il famoso prosciutto di Sauris[/caption]

Che vi posso dire di polenta e frico? Un trionfo di sapori di montagna, un pasto completo e molto calorico, la giusta ricompensa dopo una mattinata sulla neve. Sapori golosi, di quelli che ti appagano. Siamo davvero sazi ma siamo bloggerpercaso e il nostro “dovere” è quello di provare un po’ tutto per poi raccontarlo a chi ci leggerà. :) La scusa pare reggere, abbiamo ordinato uno strudel di mele che ci hanno portato con una montagna di panna affianco che si è sciolta al solo contatto con l’impasto caldo.
Poi niente, ci siamo messi in marcia verso casa: soddisfatti ma con quel pizzico di voglia di tornare e scoprirele altre meraviglie friulane che ancora ci aspettano!

Stefania di Diqua&Dilà

Blogger per caso, sulla neve!
Stefania Pozzi - Blogger per Caso

In Friuli Venezia Giulia non ci sono mai stata. Esatto, mai. Giro il mondo ma mi manca ancora qualche perla della nostra bella Italia.
Sto per partire e mai termine fu più azzeccato che Blogger per Caso. Con me, oltre a mio marito ci sarà anche il videomaker Emiliano, pronto a catturare ogni bellezza del territorio e ogni istante degno di nota.

Vi confesso che non sono mai stata brava a creare l’itinerario perfetto, solitamente improvviso lasciandomi trasportare dal luogo, dal tempo e dagli incontri che faccio. Mi piace un sacco perdermi nei miei viaggi ed, in fondo, questa si è rivelata quasi sempre la scelta migliore per conoscere meglio il territorio, per fare mio un luogo anche se non mi appartiene.

Quindi non programmerò dettagliatamente ogni momento di questo week end che mi aspetta, ma ci sono delle attività che non voglio perdermi. Ad esempio ho deciso che il mio week end da Blogger per Caso sarà sulla neve, perché quest’anno mi è proprio mancata.
Perché vivo a Milano fra il grigio e il cemento e da troppo ho la voglia di sentire gli scarponi che affondano facendo scricchiolare la neve fresca.
Ho voglia di mettermi i guanti solo quando le mie dita saranno rosse come un peperone dopo aver giocato a palle di neve, di vedere l’alba o il tramonto da dietro le montagne e di svegliarmi con il profumo di legna che arde nel fuoco. Avrei anche voglia di leccarmi i baffi di cioccolata calda.
Ve l’ho detto che sono golosa? Vorrei assaggiare tutto, ma proprio tutto di questa regione. Sto cercando di documentarmi sui piatti tipici; chi me ne consiglia qualcuno assolutamente di provare?

Vorrei andare al di là dello sci, sport che ho praticato fin da bambina. Vorrei provare altre attività come le ciaspole, di cui tutti mi parlano e che mi hanno sempre incuriosito. Voglio vedere panorami mozzafiato.

[caption id="attachment_8320" align="aligncenter" width="580"]Ciaspolata panoramica Zoncolan/Ravascletto Carnia Ciaspolata panoramica Zoncolan/Ravascletto, Carnia (ph. Ulderica Da Pozzo / POR FESR 2007-2013)[/caption]

Insomma, un itinerario di massima c’è, ma tutto potrebbe cambiare. Certo, i vostri consigli da esperti potrebbero renderlo ancora più unico!

Arriverò a Sauris e pernotterò in un rifugio della zona perché sabato mattina vorrei partecipare ad un bellissimo phototrekking per catturare la magia della montagna in inverno con la mia reflex, a Forni di Sopra.
Se non chiedo troppo alle mie gambe, sabato mi piacerebbe anche provare la ciaspolata notturna con cena in baita alpina.
Domenica mattina invece vorrei dedicarla al meritato relax nelle terme di Arta Terme per poi ripartire verso Milano.
Ma come già detto, valgono tutti i consigli possibili, quindi mi affido fedelmente a voi!

Bimbieviaggi in Friuli: quando il programma lo decidono i bambini!
parchi-gioco-a-Lignano-aquilone

Dopo la giornata di ieri dedicata all’escursione in motonave nella Laguna di Marano, oggi abbiamo affidato l’organizzazione della giornata alla principessa di casa.

Bimbieviaggi in Friuli: esplorando la Laguna di Marano
Laguna di Marano - bimbieviaggi

L’acqua al posto dell’asfalto, cenni della mano al posto dei semafori e gli stessi identici cartelli stradali: la Laguna di Marano è un po’ come un’autostrada, che unisce Lignano a Marano, ma anche Venezia a Grado.

Active Friuli: in cielo sul monte Chiadenis e sottoterra a Tarvisio
18

La nuova tappa del viaggio è Forni Avoltri per un’intera giornata dedicata alla montagna. All’alba la strada è vuota e comoda. Non servono navigatori sofisticati o app collaudate, le indicazioni stradali sono lineari.

Active Friuli: la “forra” di Barcis e il dog trekking a Fusine!
Il lago di Barcis

Un viaggio in velocità. Nel senso, un viaggio pensato in 48 ore e poi vissuto strada facendo. In velocità, appunto. Con il “per caso” che ha messo uno dopo l’altro incontri, episodi, aneddoti, esperienze che intrecciano adrenalina e serenità.

Blogger per caso…con famiglia!
Bimbieviaggi Blogger per caso

Dopo aver esplorato le strade del Friuli assieme alla grande biker Chiara Meriani e all’avventuriero Alberto Rosa, il prossimo weekend tocca a noi di Bimbi e Viaggi la missione di essere blogger per caso: una famiglia alla scoperta del Friuli!

Bike tour, la seconda giornata: Grado – Smartno (56 km)
ciclabile Versa Judro

Lasciare “l’Isola del Sole” non è facile (non perché la ciclabile non si trova… anzi! Ma la spiaggia è invitante e il sole finalmente ha preso coraggio.) Ma noi rimontiamo in sella: nella seconda giornata di tour ci aspettano 56 chilometri, e non tutti pianeggianti. Quindi, passato il lungo ponte da cui la vista sulla laguna è splendida, imbocchiamo la ciclabile Fvg1 Grado – Palmanova: prima tappa della giornata, Aquileia. In un’area archeologica di eccezionale importanza, considerata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, basta deviare di pochi metri e la Basilica di Santa Maria Assunta ci aspetta, con i suoi famosi mosaici paleocristiani (IV sec.) che costituiscono un tassello fondamentale nella storia dell’arte italiana.

[caption id="attachment_8185" align="aligncenter" width="580"]Seconda tappa: l'uscita da Grado Seconda tappa: l’uscita da Grado[/caption]

Passate Terzo d’Aquileia e Cervignano del Friuli, la tappa a sorpresa è Strassoldo: con i suoi due castelli, Strassoldo di Sopra e di Sotto, è un raro esempio di antico borgo medievale, piccolissimo ma estremamente ben conservato e ricco d’atmosfera. Vien voglia di far finta di essere una principessa e fermarsi qui, almeno una notte… le stanze per gli ospiti ci sono e non hanno nemmeno prezzi inaccessibili!

Ma la nostra meta è ancora lontana e ripartiamo, di nuovo sulla ciclabile Alpe Adria, questa volta fino a Palmanova: varcate le Porte Monumentali della “città stellata” – così chiamata per la sua pianta poligonale a stella con 9 punte – ci fermiamo a fare un rebechin, pranzetto veloce, in Piazza Grande che  sembra quasi troppo vasta per la cittadella che la circonda, mentre i turisti fotografano il Duomo.

Di nuovo on the road e sulla strada, nella località di Medeuzza, mi devo fermare per fotografare uno dei tanti gioielli quasi sconosciuti della nostra regione: una bella chiesetta che sembra fatta di biscotto! Poi in sella, verso la prossima ciclabile: passata  Villanova imbocchiamo la nuova ciclopedonale Versa – Judrio e già si vede Cormons all’orizzonte, lassù, sulla collina…

Ancora qualche pedalata e raggiungiamo il nostro atteso pit-stop: il Bikeways Point di Cormons dove possiamo lasciare le city bike noleggiate al Point di Trieste, per scambiarle con delle MTB, più adatte alle colline che ci attendono. Sempre elettriche… che pensavate?! Da qui, Andrea – uno dei due ragazzi che gestiscono il noleggio presso il Greenpoint.go, ci accompagna verso il castello di Spessa che fa spettacolo, adagiato com’è su un verdissimo campo da golf. Ci racconta dei vini pregiati: le cantine di invecchiamento, scavate proprio sotto il castello, sono le più antiche del Collio e si sviluppano sue due livelli. ll più antico risale al periodo medievale (una volta utilizzato per la produzione del vino, oggi viene usato come barricaia); il secondo è un vecchio bunker militare del 1939, scoperto durante i lavori di ristrutturazione. Grazie alla temperatura costante di 14° funge da cantina di affinamento per i prestigiosi rossi Cru del Castello, oltre che per la celebrata Grappa Riserva Conte Ludovico, invecchiata più di 20 anni. Ma noi decliniamo l’invito all’assaggio: il sole picchia, la salita ci aspetta e il bicchiere di vino lo degusteremo una volta parcheggiate le biciclette!

[caption id="attachment_8186" align="aligncenter" width="580"]Confine di Stato Italia Slovenia Confine di Stato Italia Slovenia[/caption]

Entriamo in territorio sloveno: “Zivijo!” ci salutano da quel che un tempo fu il confine, ora utilizzato dagli allegri paesani come sosta pic-nic! Ricambiamo, e iniziamo la salita verso un altro castello-fortezza, quello di Dobrovo, eretto nel 1600 sopra i resti del precedente medioevale. Anche qui ci tenta una cantina, quella cooperativa di Goriška Brda. Ma la luce è meravigliosa, la voglia di pedalare non si è esaurita e…nemmeno la batteria delle e-bike: così approfittiamo e andiamo ancora più su, togliendoci lo sfizio di raggiungere il borgo di Šmartno, incastonato nelle sue mura e ridipinto tutto di bianco.

[caption id="attachment_8188" align="aligncenter" width="580"]Fortezza di Dobrovo Fortezza di Dobrovo[/caption]

Il poeta sloveno Gradnik lo paragona al nido d’ aquila, da dove lo sguardo può abbracciare tutta la zona: dal monte Nanos alle Alpi Carniche e la Pianura Friulana fino al mare Adriatico. Luogo perfetto dove fermarsi. Finalmente il bicchiere di vino ci aspetta ed è quello offerto dalla nipote di Marica: un bianco fresco, il Belica. Vien voglia di fermarsi qui, a Casa Marica, che prende il nome dalla nonna, ricordata con affetto perché viziava i bambini con la sua cucina, semplice ma gustosa. Questa sera, tagliere di salumi locali e frittata alle erbe. Sua nipote, ha viziato anche noi!

Leggi la tappa 1 del bike tour di Chiara e Stefano: BIKE TOUR: IN BICI DA TRIESTE A GRADO (66 KM)

[caption id="attachment_8184" align="aligncenter" width="580"]All'arrivo All’arrivo[/caption]
Bike tour: in bici da Trieste a Grado (66 km)
La laguna di Trieste

Amici di vecchia data, giornalisti, in bici (e non per caso): questa volta, a raccontare la nostra regione, ci andiamo in bicicletta, Stefano De Franceschi ed io! Ed ora, mentre io scrivo e Ste monta le immagini, speriamo davvero sia stata la prima gita di una lunga serie, tanto ci ha affascinato attraversare slow e con gli occhi di turisti (per caso!) quel che c’è intorno alla nostra città.

[caption id="attachment_8177" align="alignnone" width="580"]Chiara e Stefano pronti a partire Chiara e Stefano pronti a partire[/caption]

Ritrovo in viale Miramare 5, dove abbiamo noleggiato le biciclette: non che non ne avessimo una… ma per bloggare by bike da Trieste fin su, sul Collio sloveno – 122 km in due giorni - ho ben pensato di scegliere un’e-bike! Già, una bicicletta a pedalata assistita: quella che tanti snobbano, commentando (a Trieste) “perché xè da veci”. E invece è una gran trovata: permette anche a chi ha polpacci normali, di raggiungere vette insperate e viaggiare, davvero viaggiare, in bicicletta, senza dover limitare i chilometri. Quindi, e-bike sia: e se la sceglierete anche voi, mi raccomando, non dimenticate di caricare la batteria durante la vostra sosta notturna ;)

Partenza prevista alle 9, da viale Miramare appunto: ma come si fa a partire da Trieste senza nemmeno passare per Piazza Unità? Ottima scusa per “un nero”, un caffè naturalmente, triestinissimo, prima di “sconfinare” in Bisiacaria. E poi si parte, direzione Porto Vecchio: poco prima della Stazione, entriamo in bicicletta in quello che un tempo fu il vecchio porto della città e che ora cerca la sua nuova identità, divertendosi intanto a far da palcoscenico a pellicole d’atmosfera, come l’ultima di Salvatores.

[caption id="attachment_8179" align="alignnone" width="580"]Partenza da Trieste, in bici! Partenza da Trieste, in bici![/caption]

Terminati i magazzini, ritorniamo su viale Miramare, sulla pista ciclabile un po’ sconnessa ma ombreggiata. Un passaggio al “barakin” di Barcola, la pineta del lungomare di Trieste dove i triestini “vanno al bagno” (leggi: vanno al mare, che qui si dice così). Un po’ di gimkana tra asciugamani e sdraio, e raggiungiamo la prima tappa: l’asburgico Miramare, “un castello di pietra bianca a picco sull’acqua che sembra ritagliato nel cartone da un bambino”.

[caption id="attachment_8180" align="alignnone" width="580"]Arrivata a Miramare! Arrivata a Miramare![/caption]

Ancora, strada Costiera: qui davvero ci vorrebbe una ciclabile! Poco prima della famosa galleria naturale, scavata nella roccia, il Belvedere: all’orizzonte, si scorge Duino, borgo di principi e pescatori, seconda tappa del nostro bike tour. Dallo splendido castello, anche questo a picco sul mare, si vede la rocca stagliarsi contro il mare, con il suo fascino di rudere antico e la tenebrosa leggenda che vi aleggia: anche in questo castello, come in quello di Miramare, ombre di anime perse vagano ancora tra le rocce…

Usciamo da Trieste. Da Duino, attraversando Monfalcone, si raggiunge finalmente la ciclabile del Litorale, che porta a Marina Julia, direzione Punta Barene: dalle rocce a picco sul mare passiamo ai ciotoli di spiaggia e poi alla laguna: paesaggio inaspettatamente bello a Quarantia, dove l’acqua salata e dolce si mescolano e già inizia la Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo. Prossima tappa, l’Isola della Cona: scendiamo dalle biciclette per un po’, per ammirare splendidi cavalli, uccelli da National Geographic e una piccola lontra!

[caption id="attachment_8181" align="alignnone" width="580"]Pedalando verso l'Isola della Cona Pedalando verso l’Isola della Cona[/caption]

Ripartiti, superiamo il ponte sull’Isonzo e giriamo verso Punta Sdobba: ora Grado è già vicina, e la laguna torna pian piano ad essere mare. L’arrivo, per la foto di rito, è sulla passeggiata che s’affaccia sulla spiaggia sabbiosa; la conclusione del biketour, all’hotel Diana, scelto non a caso, visto che anche l’alloggio delle biciclette è a 4 stelle! E per finire la giornata, una cena davvero meritata: boretto tipico gradese, alla trattoria “Al Pescatore” nella zona del canale, dove i pescherecci si stan preparando all’uscita notturna. Io ho assaggiato quello di “canoce”, che sarebbero le canocchie: da leccarsi le dita!

Leggi la tappa 2 del bike tour di Chiara a Stefano: Grado – Smartno (56 km)

Blogger per caso in movimento
Canyoning (ph Massimo Crivellari POR FESR 2007-2013)

Prendo il testimone da The Lady Bike e mi preparo per un nuovo viaggio in Friuli Venezia Giulia con i panni del Blogger per Caso, nel fine settimana dall’8 al 10 agosto.

Per me è il quarto: l’ultimo, a dicembre, mi ha portato dal nord al sud, dalla (poca) neve della Carnia al mare d’inverno di Grado. In mezzo: libri misteriosi, viaggi di epoche passate, birre nate in mezzo al bosco, mummie, artigianato a base di lavanda. Nel frattempo ho continuato a scoprire il Friuli Venezia Giulia, per me sempre più una tavolozza di colori che si mischiano per dare tinte davvero uniche. Basta aver voglia di arrivarci e lasciarsi vivere.

Questa volta si sale e si scende all’insegna dei contrasti che trovano armonia: quella con i cani a Tarvisio per il dog trekking, quella con la natura selvaggia e garbata delle Dolomite friulane, quella del lago di Barcis da scoprire a bordo di un gommone, quella dell’adrenalina del rafting e del canyoning (spero!), per finire tra i tasti bianchi e neri di un pianoforte che suonerà vicino al cielo in Sella Nevea.

E come sempre l’improvvisazione sarà la compagna di viaggio discreta, sorniona, riservata. A raccontare con me questo viaggio ci sarà Dada, un video maker che video maker non è… e forse una misteriosa Lei che viaggia con il corpo e con la mente. Ma questa è davvero un’altra storia ed è un forse.

Per scoprire come andrà a finire, seguitemi e magari ci incontreremo sui nostri cammini.

Ciao,

Alberto

[caption id="attachment_8165" align="aligncenter" width="580"]trekking (ph. Mario Verin) trekking (ph. Mario Verin)[/caption]
Da Trieste al Collio in bicicletta!
Trieste Piazza Unità

Rocce carsiche a picco sul mare, laguna e spiagge sabbiose, villaggi di pescatori, siti archeologici e ben tre castelli prima di giungere alla meta, tra colline di boschi e vigneti, con tutti i prodotti dell’enogastronomia di frontiera: tutto ciò in 100 km, per un weekend in bicicletta tra Trieste e il Collio, prima friulano e poi sloveno.

Borghi del Friuli Venezia Giulia
Copertina Borghi friuli Venezia Giulia

Nel nostro viaggio da #bloggerpercaso sottosopra, abbiamo visitato due delle cinque grotte principali del Friuli Venezia Giulia ed abbiamo degustato alcune delle prelibatezze tipiche di questa terra. Il nostro breve road trip ci ha fatto conoscere delle località interessanti, che abbiamo incontrato lungo l’itinerario che avevamo disegnato. Sono quasi tutte piccole realtà e si possono visitare in mezza o in una giornata, perfette se volete spostarvi in zone diverse ed avete a disposizione solo un weekend. Ecco, in ordine, i borghi del Friuli Venezia Giulia che abbiamo visitato:

Aiello del Friuli

Aiello del Friuli (Dael in friulano) è una piccolo paese adagiato nella bassa pianura friulana che sembra assomigliare a tanti altri, ma passeggiando per le sue vie, osservando le pareti delle case, vi accorgerete che questo luogo è speciale. Aiello, di antica tradizione rurale, è stato soprannominato “Paese delle Meridiane“, perché qui si possono ammirare 70 meridiane, gli antichi orologi solari, di stili e periodi diversi.

[caption id="attachment_8136" align="alignnone" width="580"]aiello del friuli meridiana Casa Comar - Virgulini Casa Comar – Virgulini[/caption]

Potete decidere di passeggiare senza una particolare meta oppure prendere una mappa gratuita messa a disposizione dal Circolo Culturale “Navarca”, per esplorare tutte le zone, seguendo l’itinerario che preferite, ammirando le particolarità e individuando i motti di ciascuna meridiana. La domenica il Circolo Culturale è disponibile (su prenotazione, per gruppi) per effettuare delle visite guidate e il nostro consiglio è di non perdere questa opportunità perché è l’unico modo per scoprire curiosità che non potrete reperire da nessun’altra parte. Se avete poco tempo fate un salto nel Cortile delle Meridiane, qui ne ammirerete facilmente più di 20 e se avete fortuna potrete anche visitare il Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale (aperto la domenica dalle 15 alle 18).

[caption id="attachment_8134" align="alignnone" width="580"]Aiello del Friuli Museo Contadino Cortile delle Meridiane[/caption]

Una curiosità: Aiello è gemellata “Nel segno del tempo” con Pesariis, un piccolissimo paese di montagna famoso per la produzione di orologi. Questo borgo ha avviato un progetto per la costruzione di 24 orologi monumentali nel centro per raccontare l’evoluzione dell’industria locale e al momento ne sono stati costruiti 10.

Gradisca d’Isonzo

Gardiscje (in friulano) ci ha davvero sorpreso, perché non pensavamo che potesse conquistarci così tanto. Complice l’aria frizzante e un timido sole, abbiamo esplorato il centro storico che è quasi interamente pedonale e percorribile in due ore, se volete passeggiare senza fretta o se volete fare diverse soste fotografiche.

[caption id="attachment_8137" align="alignnone" width="580"]Gradisca d'Isonzo Galleria d’Arte Contemporanea Galleria d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”[/caption]

Le stradine, i palazzi storici, la Loggia dei Mercanti, il Teatro Comunale e la Galleria Regionale d’Arte contemporanea “Luigi Spazzapan”, tutto ci ha conquistato. L’unica nota triste di questa visita è stato constatare lo stato di abbandono della Fortezza di Gradisca d’Isonzo, è un peccato vedere una struttura storica (risale al 1176) chiusa, che non ha la possibilità di rinascere come punto di riferimento per eventi culturali.

Fagagna

Fagagna (in friulano Feagne) è uno dei borghi più belli d’Italia e l’angolo più suggestivo del paese è la collina dove si ergeva il castello, ormai ridotto a rudere. Solo il torrione è stato risparmiato dal passare del tempo perché nel 1922 è stato trasformato in campanile. Sul colle si trova anche la Chiesetta di S. Michele Arcangelo, che grazie ad un recente restauro è tornata alla sua architettura originaria. Questo luogo, soprattutto in una giornata di sole, regala una vista stupenda sulla pianura circostante, lo sguardo corre lontano senza incontrare ostacoli.

[caption id="attachment_8138" align="alignnone" width="580"]Castello di Fagagna Vista dal castello di Fagagna[/caption]

Saremmo rimasti tutto il giorno sdraiati sul prato, seguendo la danza delle nuvole, ma l’emozione più grande doveva ancora arrivare!
Dovete sapere che qui si trova un’oasi costruita per il reinserimento della cicogna bianca, ”Oasi dei Quadris“, che vi invito a visitare anche solo per sostenere il lavoro e l’impegno dei volontari che gestiscono la struttura. In realtà i nidi di cicogna sono sparsi per tutta Fagagna e ne viene monitorata l’attività. Una mappa affissa all’interno dell’oasi tiene traccia dei rilevamenti. Proprio qui ho visto, per la prima volta, una cicogna libera e a pochi metri da me, non so descriverei bene l’emozione che ho provato, ma vi assicuro che ho continuato a sorridere tutto il giorno.

[caption id="attachment_8140" align="alignnone" width="580"]cicogna a fagagna Nido di Cicogna davanti al Casale Cjanor[/caption]

Se passate nei dintorni di Fagagna nel periodo compreso tra aprile e luglio, non perdete l’opportunità di ammirare questi maestosi animali in libertà.

San Daniele del Friuli

Qui il tempo non ci ha graziato ed abbiamo visitato la patria del prosciutto crudo sotto la pioggia, accompagnati da un vento ghiaccio. Siamo entrati nel borgo attraversando la cinquecentesca Porta Gemona e il borgo ci è sembrato addormentato, silenzioso, quasi assente: un sabato mattina con pochissime persone per strada e negozi chiusi. Girovagando siamo arrivati nella piazza principale, dominata dal Duomo che si raggiunge salendo una scalinata, qui finalmente abbiamo trovato un po’ di vita, dei ragazzi in bici, un gruppo di signori al bar e qualche turista. Per la gioia dei nostri sensi ci siamo diretti alla Bottega del Prosciutto. Non ne abbiamo avuto il tempo, ma sicuramente una cosa da non perdere è una degustazione o una visita ad uno dei prosciuttifici della zona. Giugno è uno dei momenti migliori per visitare questo borgo, perché ogni anno il Consorzio del Prosciutto di San Daniele organizza “Aria di Festa” quattro giorni di musica, iniziative culturali e di riscoperta delle territorio e dei suoi sapori, in particolare del prodotto che ha reso famoso questo posto in tutto il mondo. San Daniele del Friuli custodisce un piccolo tesoro in Via Garibaldi: nella Chiesa di Sant’Antonio Abate ci sono degli affreschi sorprendenti realizzati da Martino da Udine (noto come Pellegrino da San Daniele) a cavallo tra il ’400 e il ’500 e da alcuni è stata definita La Sistina del Friuli.

[caption id="attachment_8141" align="alignnone" width="580"]Chiesa di Sant'Antonio Abate - San Daniele Del Friuli Affreschi nella Chiesa di Sant’Antonio Abate – San Daniele Del Friuli[/caption]

Non siamo degli appassionati di edifici religiosi, ma questa chiesa ci ha offerto una pausa dalla pioggia battente e scoprire questi bellissimi affreschi, in uno spazio sostanzialmente spoglio, è stato emozionante.

Pordenone

Abbiamo visitato Pordenone (Pordenon) la domenica mattina, rientrando verso casa. Come è facile immaginare, la città era piuttosto deserta ma dato che pochi giorni prima si era svolto il raduno degli alpini, le finestre e la città erano ancora addobbate a festa. Abbiamo passeggiato per il centro, passando sotto i suoi famosi porticati gotico-rinascimentali, ammirandone gli affreschi. Arrivati davanti al Palazzo Comunale (1291-1395) ci siamo ipnotizzati davanti al bellissimo orologio che caratterizza questa facciata, rendendola speciale.

[caption id="attachment_8142" align="alignnone" width="580"]Palazzo comunale Pordenone friuli Venezia Giulia Palazzo Comunale di Pordenone[/caption]

Qui ci sono molti ristoranti che meritano una sosta e per alcuni è necessaria la prenotazione. Pordenone ci ha dato l’impressione di essere un luogo che ha bisogno di tempo per dischiudersi, va vissuta nella quotidianità per coglierne l’anima. È un ottimo punto di partenza per esplorare il Friuli occidentale e quando torneremo in queste zone la sceglieremo con base.

Il Friuli Venezia Giulia ci ha regalato un weekend interessante tra  grotte, borghi e sapori tipici ma sappiamo che ci sono ancora tantissime esperienze che non abbiamo fatto e molti posti che non abbiamo visitato. Cosa non dovremmo perderci durante il prossimo viaggio in Friuli Venezia Giulia?

Alessandro e Kinzica, blog100days.it

Grotte del Friuli Venezia Giulia
Visita Grotta Gigante

Il nostro viaggio da blogger per caso sottosopra ci ha permesso di degustare alcuni dei prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia,  ma anche di scoprire il lato più nascosto di questa regione di confine.

Il Friuli Venezia Giulia è ricco di cavità naturali, ne sono state rilevate circa settemila ed è stato stimato che rappresentano solo il 10% delle grotte presenti sul territorio regionale. Di questa piccola percentuale, le grotte visitabili si contano sulle dita della mano, ma non sono per questo meno sorprendenti.

Pianificando il nostro weekend da #BloggerPerCaso abbiamo consultato la sezione “punti di interesse” presente sul sito www.turismofvg.it, perché permette di visualizzare su una mappa le località divise per temi ed argomenti. Nella sezione “grotte” ho trovato quelle accessibili da tutti:

  • Grotta di San Giovanni d’Antro
  • Grotta Verde di Pradis
  • Grotta Torri di Silvia (FVG card)
  • Grotta Gigante (FVG card)
  • Grotta Nuova di Villanova (FVG card)

Se, invece, siete degli specialisti di complessi carsici ed esplorazioni speleologiche potreste anche spulciare il sito web del catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia (http://www.catastogrotte.fvg.it/). Io l’ho fatto per pura curiosità ed ho scoperto una cavità con un nome davvero inconsueto: “Abisso dei Led Zeppelin”.

Purtroppo non siamo speleologi ed abbiamo dovuto scartare la discesa hard-rock, optando invece per la Grotta Verde di Pradis, che ci ha incuriosito con il suo nome esotico, e la Grotta Gigante, che detiene un Guinness World Record.

La Grotta Gigante si trova nei pressi di Trieste e venne esplorata nel 1840 durante le ricerche del fiume sotterraneo Timavo. L’attuale ingresso venne ampliato nel 1904 e nel 1908 vennero terminati i lavori che permisero l’apertura al pubblico.

La grotta è facilmente raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici (basta prendere il bus n°42 da Trieste); all’interno del centro accoglienza è allestito il Museo Scientifico Speleologico (ad ingresso libero) visitabile nei giorni di apertura della grotta. La Grotta Gigante di Sgonico è la caverna più grande del mondo tra quelle accessibili ai turisti e detiene il Guinness dei Primati dal 1995 grazie alla sua sala principale, il cui volume complessivo è di 366.000 m³.

Grotta Gigante Friuli Venezia Giulia scale

Prima di entrare abbiamo visto il video che mostra David Cusanelli, base jumper italiano, mentre realizza un’impresa quasi impossibile: lanciarsi con il paracadute all’interno della grotta. Avete capito bene, lancio con il paracadute dentro una grotta, la Grotta Gigante. Questo vi fa capire davvero quanto sia imponente. Non è la sola impresa sportiva da record che ha ospitato, da poche settimane il campione italiano di bike trial è riuscito a completare la risalita in bici dei 500 gradini – dislivello 114 m – della grotta. All’ingresso viene segnalato che ce ne sono 500 a scendere e altrettanti a salire ed anche questo è un dato impressionante, ma vi assicuro che si affrontano senza problemi anche perché sarà la bellezza della grotta a togliervi il fiato.

Questa cavità è interessante e affascinante per la grandezza e per la ricchezza delle sue stalattiti e stalagmiti. La visita guidata vi svelerà la storia, i segreti e le curiosità della Grotta Gigante, ma esistono altre modalità per conoscere e vivere questo luogo. In grotta vengono organizzati degli eventi davvero unici: aperitivi, concerti di musica medievale e gare sportive. Queste iniziative hanno un fascino mistico e assolutamente peculiare. Uno degli eventi tradizionali è la celebrazione della befana: gli speleologi da trent’anni propongono al pubblico un pomeriggio di intrattenimento e forti emozioni calandosi in costume dal soffitto della grotta.

Visite guidate, eventi e ricerca scientifica. Nella Grotta Gigante vengono condotte preziose ricerche in collaborazione con istituzioni scientifiche di grande importanza internazionale. I lunghi cavi che vedete nella grotta compongono un pendolo geometrico, il più lungo al mondo, che monitora ogni minimo movimento delle pareti, amplificando gli spostamenti di ben 40.000 volte.

Grotta Gigante Friuli Venezia Giulia 150 scalini

Le sorprese non finiscono qui. Per raccogliere, elaborare e condividere in tempo reale i dati per le ricerche scientifiche è stato necessario portare all’interno della cavità la fibra ottica e così lo staff ha pensato di aggiungere un router per permettere ai visitatori di connettersi gratuitamente alla rete wi-fi. È possibile quindi condividere le proprie sensazioni e le immagini della grotta nel momento stesso della visita.

Le nostre aspettative sono state superate, questo luogo magnifico merita di essere visitato ed anche una deviazione di percorso. Il nostro consiglio è andare verso l’orario di chiusura (ultimi due turni) per assaporare in tranquillità la magia di questo luogo, oppure di vivere la Grotta Gigante in modo unico, durante uno degli eventi organizzati periodicamente.

Grotta Gigante Friuli Venezia Giulia forme

La Grotta Verde di Pradis invece ci ha un po’ spiazzati, capovolgendo le nostre aspettative. Nonostante il nome, la grotta non è l’aspetto più interessante di questo sito naturalistico o almeno non lo è stato per noi. L’appellativo “verde” non è così esotico come ci aspettavamo ed è legato all’inventiva di un prete. Nel 1964 il parroco di Pradis di Sotto, Don Terziano Cattaruzza, decise di trasformare il posto in un luogo di culto e attrattiva turistica, dedicando la grotta più grande alla Madonna e illuminandola con neon verdi. Durante la Messa Natalizia del 24 Dicembre 1968, la Grotta è stata denominata “Tempio Nazionale degli speleologi”. Ad oggi, è rimasto solo un neon verde posizionato dietro la statua della Madonna, mentre il resto della grotta è illuminato con una luce neutrale.

Grotta verde Friuli Venezia Giulia

Grotta Pradis Friuli Venezia Giulia

Per noi è stato molto più interessante il percorso che conduce fino alla forra del Torrente Cosa. Le cavità che circondano la Grotta Verde erano abitate da uomini e animali preistorici e all’interno sono stati rinvenuti numerosi reperti che sono esposti al museo di Pradis di Sotto. Scendendo la scalinata che porta nei meandri dell’orrido, abbiamo ammirato l’imponenza del fenomeno erosivo del Torrente Cosa che si è fatto spazio nelle rocce calcaree. Ci sono numerosi antri che si affacciano sulle pareti rocciose ed alcuni sono antiche testimonianze di affluenti sotterranei ormai estinti. Ci sono diversi percorsi e uno di questi porta sopra la cascata creata dalle acque del Rio Mola. Qui ci siamo soffermati alcuni minuti per ammirare la bellezza di questi luoghi, dove hanno vissuto i nostri antenati.

Rio Mola Torrente Cosa Friuli Venezia Giulia

Questo percorso ci ha portato in luoghi millenari, dove è la natura a fare da padrona. A posteriori mi è dispiaciuto non visitare il complesso di Villanova, quindi vi consiglio di aggiungerlo al vostro itinerario, noi lo teniamo a mente per il prossimo viaggio in Friuli Venezia Giulia.

Photo Credits: Alessandro e Kinzica http://blog.100days.it/

Friuli Venezia Giulia da gustare: prodotti e sapori tipici
Copertina_San_Daniele_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia

Nel weekend da blogger per caso abbiamo avuto il piacere di degustare alcuni dei prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia, seguendo anche i consigli che abbiamo ricevuto dopo aver pubblicato il post blogger per caso sottosopra.  La cucina friulana è ricca e saporita ed oltre alle tante ricette tradizionali vanta sette presidi Slow Food che hanno permesso di recuperare e promuovere sapori antichi a rischio d’estinzione. Questi prodotti sono espressione diretta dei territori e dei saperi delle comunità che abitano il Friuli Venezia Giulia. Zaino in spalla, pancia vuota: partiamo assieme per un viaggio molto saporito.

Iniziamo da Gradisca d’Isonzo dove siamo arrivati la sera del primo giorno. Dopo aver lasciato le valigie all’Hotel Franz ci siamo incamminati in centro e dopo pochi passi ci siamo trovati in Piazza Unità d’Italia, illuminata ad hoc per far risaltare il bel teatro comunale, inaugurato da appena 5 anni e realizzato recuperando l’edificio che ospitava le scuderie settecentesche. L’Hotel Franz dispone di un ristorante il cui menù ci aveva stuzzicato l’appetito, ma abbiamo preferito fare una passeggiata in centro, seguendo comunque i consigli dello staff dell’hotel. Via Marziano Ciotti la sera è piuttosto vivace, ci sono diversi locali, uno in particolare ci è sembrato molto popolare per un aperitivo pre e post cena. Noi però volevamo raggiungere un posto ben preciso, la Piccola Vienna. Quando siamo entrati abbiamo trovato il locale deserto e l’impressione è stata quella che stessero per chiudere (nonostante fossero poco più delle 21, di venerdì sera). Trovare un ristorante completamente vuoto in una sera del weekend non è esattamente un buon segno, ma non ci siamo lasciati scoraggiare ed abbiamo chiesto se fosse ancora possibile cenare. La risposta è stata positiva, così, con un misto di inquietudine e senso di colpa, abbiamo preso posto nella sala ristorante. La particolarità di questo locale dal fascino retrò è che si trasforma durante il giorno: bar pasticceria la mattina, tea room il pomeriggio e ristorante alle sera.

[caption id="attachment_8093" align="aligncenter" width="580"]tagliolini_San_ Daniele_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia Tagliolini con San Daniele e crema di Montasio[/caption]

Dalle ricerche che avevamo fatto e dal menù capiamo che le proposte principali riguardano il pesce, ma noi optiamo per un tagliere friulano con formaggi, mostarde e salumi, frico morbido, formadi frant e verdure; a seguire tagliolini con San Daniele e crema di Montasio, un altro formaggio tipico friulano (DOP). Il gran tagliere è un tripudio di sapori ed è stato un’ottima introduzione a due dei nostri prodotti tipici preferiti. Il formadi frant è anche il primo presidio Slow Food che abbiamo degustato, il suo sapore acuto e coinvolgente racconta la sua origine. Questo prodotto è nato per recuperare le forme di formaggio di malga dell’area Carnica ritenute “difettose”, che venivano quindi sminuzzate, amalgamante con sale, pepe, latte e panna di affioramento e il nuovo composto veniva lasciato stagionare per circa 40 giorni. Questo prodotto artigianale non solo evita sprechi inutili, ma regala al palato una esperienza gustativa intensa. Per concludere alla grande non abbiamo resistito al dolce, che poi è la punta di diamante di questo locale e datemi retta, lasciate un po’ di spazio, ne vale davvero la pena.

Il secondo giorno prevedeva alcune soste tra Gradisca e San Daniele del Friuli, ma una di queste ha preso il sopravvento sull’itinerario originale e per questa meravigliosa variazione dobbiamo ringraziare Elena Tirelli. In mattinata abbiamo raggiunto Fagagna e il nostro fiuto di buongustai ci ha condotti alla storica latteria di Borgo Paludo, fondata qui nel 1923 ed è oggi la più antica del paese. Poi abbiamo proseguito verso il castello. In realtà dell’antico castello c’è rimasto ben poco, ed anzi, sembra che già nel ’500 fosse in rovina, ma non troverete solo ruderi. Il torrione, la chiesetta di San Michele e la vista mozzafiato non possono non conquistare i vostri cuori. Proseguendo dietro la collina, abbiamo raggiunto il Casale Cjanor, dove siamo rimasti per diverse ore.

È così che ricorderemo questo casale: temperatura perfetta, un leggero vento piacevole, cielo azzurro, nuvole pannose, relax assoluto, ottimo cibo e lo spettacolo della natura. Questa azienda agricola immersa nel verde ogni venerdì, sabato e domenica (a pranzo e a cena) offre un eccellente servizio di ristorazione. D’estate è possibile mangiare anche all’esterno dove potrebbe aspettarvi una magnifica sorpresa. Proprio davanti all’ingresso, sopra ad un palo della luce, c’è un nido di cicogna che attualmente è abitato. Non so se avete mai visto una cicogna (libera) dal vivo, ma per noi è stata la prima volta e non riuscivamo a staccarle gli occhi di dosso.

[caption id="attachment_8088" align="aligncenter" width="580"]Casale_Cjanor_Cicogna_Fagagna Il nido della cicogna![/caption]

In realtà poi ci siamo riusciti eccome! I piatti del Casale Cjanor sono irresistibili. Abbiamo iniziato il pranzo degustando il formaggio di Fagagna nei suoi tre stadi di stagionatura (uno, sei e dodici mesi), poi siamo passati all’assaggio di un altro presidio slow food, il Pestât: un composto di lardo fresco macinato con verdure, erbe aromatiche e spezie. Non viene utilizzato come insaccato ma viene fatto soffriggere per essere utilizzato come condimento nelle ricette tipiche. A dicembre 2013 il Gambero Rosso ha premiato il Pestât del Casale Cjanor, includendolo nella nuova guida “Grandi Salumi” d’Italia. Questo è anche il luogo ideale per assaggiare le ricette locali a base di oca e animali da cortile, tutto rigorosamente di produzione artigianale.

[caption id="attachment_8089" align="aligncenter" width="580"]Pestât_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia Il Pestât del Casale Cjanor[/caption]

Non contenti di questo magnifico pranzo, la sera abbiamo partecipato a un evento imperdibile per chi vuole scoprire tutti i prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia. Dal 2002 Sapori ProLoco si propone come un’occasione unica per scoprire l’anima di questa regione. Durante due fine settimana del mese di maggio, nella meravigliosa cornice di Villa Manin di Passariano, è possibile avere a portata di forchetta più di 30 Pro Loco del Friuli Venezia Giulia che propongono le specialità culinarie e le tradizioni dei propri territori. La bellezza della location, la bontà dei piatti proposti e il programma culturale e di intrattenimento non sono gli unici fattori di successo della manifestazione, perché anche i prezzi sono davvero sorprendenti: ogni stand propone tre piatti a prezzo fisso da un minimo di €1,50 fino a un massimo di €4. Qui ci siamo goduti una porzione davvero generosa di Prosciutto di San Daniele, il Ragognocco (un cestino di frico con gnocchi allo speck e ricotta affumicata della Pro loco di Ragogna) e del frico alle erbe con polenta della Pro Loco di Flaibano. Il frico è l’irresistibile unione di formaggio, patate e burro ed è considerato uno dei piatti più tipici del Friuli.

[caption id="attachment_8090" align="aligncenter" width="580"]Sapori_ProLoco_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia Sapori Pro Loco[/caption]

Il terzo ed ultimo giorno volevamo assaggiare la Pitina (varianti: Peta, Petuccia), altro presidio slow food delle Valli Cellina e Tramontina che fanno parte della provincia di Pordenone. Questo prodotto di origine contadina è nato per conservare la carne nei mesi autunnali e invernali, sfruttando al massimo la ricchezza offerta dalla carne di camosci, caprioli, pecore e capre. La carne macinata veniva trasformata in polpette, passata nella farina di mais e affumicata sulla mensola del fogher (focolare). Si può mangiare cruda, oppure cucinata accompagnandola a vare preparazioni. L’intenzione era quella di fermarci a mangiare a La Ferrata, ma purtroppo non siamo riusciti a trovare posto, così alle 14 abbiamo iniziato a vagare per una deserta Pordenone in versione domenicale. Dopo diversi tentativi siamo approdati al Cavaliere Perso, dove la proprietaria ci ha subito avvisati che dovevamo mettere in conto un po’ di attesa perché «la cuoca ci ha abbandonate ieri sera». Non avendo molte alternative abbiamo deciso di non proseguire oltre, anche perché sia la proprietaria sia il locale ci sono sembrati molto particolari, abbiamo avvertito quella sensazione di stranezza che non sai in cosa si trasformerà. L’attesa è stata davvero (davvero) lunga, ma il cibo era molto buono ed abbiamo assaggiato i prodotti tipici che la stessa Sonia (la proprietaria) va a prendere nelle valli della provincia di Pordenone. Zaino in spalla, pancia piena: è tempo di rientrare a casa.

[caption id="attachment_8091" align="aligncenter" width="580"]Pitina_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia Assaggiamo la Pitina[/caption]

Che ve ne pare di questo viaggio tra i prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia? Gli altri presidi Slow Food che non siamo riusciti a degustare in questo viaggio sono l’aglio di Resia, la cipolla di Cavasso e della Val Cosa, il radic di mont (prelibato radicchio selvativo della Carnia) e il Pan di Sorc (un pane dolce e speziato prodotto con tre farine diverse, noci, fichi e semi di finocchio). Oltre a questi quattro prodotti peculiari, conoscete altri piatti che non dovremmo perdere la prossima volta?

Ps: dimenticavamo di avvertirvi che il frico crea una forte dipendenza!

Kinzica e Alessandro, blog100days.it

Blogger per caso sottosopra
Grotta_Gigante

Questo weekend io ed Alessandro esploreremo il Friuli Venezia Giulia, saremo  blogger per caso sottosopra. L’itinerario che ho creato ci porterà a scoprire il lato più nascosto, genuino e gustoso di questa regione. Sono tre gli elementi che guideranno il nostro viaggio #golivefvggrotte, sapori e borghi tipici.

  • Il primo giorno nel Friuli Venezia Giulia, visiteremo Aiello del Friuli, un piccolo borgo di poco più di 2000 anime che ha una caratteristica davvero particolare, quella di essere tempestata di meridiane. Sono ben settanta le meridiane di stili e periodi diversi che si possono ammirare passeggiando tra le vie del borgo e per un pelo ci perdiamo la Festa delle Meridiane, che si svolge annualmente l’ultima domenica di maggio. Dopo Aiello ci dirigiamo in direzione di Borgo Grotta Gigante per visitare, assieme ad una guida egrazie alla FVG card, la Grotta Gigante, famosa per la sala più grande al mondo inserita nel Guinness dei Primati dal 1995. Prima del tramonto raggiungeremo Gradisca d’Isonzo, un piccolo villaggio agricolo che nel tempo si è trasformato in un proprio e vero borgo fortificato. Il primo giorno andremo anche alla ricerca sapori del Carso (nella prima parte della giornata, quando saremo nei dintorni della Grotta Gigante) e alla scoperta della gastronomia tipica di Gradisca d’Isonzo, ad esempio speriamo di assaggiare la jota (una zuppa molto sostanziosa).
  • Il secondo giorno sarà tutto dedicato alla scoperta del territorio “in superficie”, tra relax e soste gustose. Per adesso abbiamo in mente di partecipare a Sapori Pro Loco, la manifestazione che da oltre un decennio racchiude il meglio della produzione enogastronomica tipica del Friuli Venezia Giulia, poi di visitare i borghi di Arcano Inferiore e Superiore (e perché no, assaggiare i vini biologici del Castello di Arcano) e Fagagna, senza dimenticare di degustare il suo formaggio, le ricette a base d’oca e il pestât. La seconda giornata terminerà a San Daniele del Friuli, una Città Slow (certificata dal movimento Slow Food) arroccata sulla sommità di un colle, famosa in tutto il mondo per la produzione del prosciutto DOP. Sarà infantile, ma sono davvero contenta di visitare questo centro, poiché conosco e apprezzo il suo prodotto di punta da sempre.
  • Il terzo e ultimo giorno, dopo aver degustato i sapori del Friuli Collinare, torniamo a visitare il lato nascosto del Friuli Venezia Giulia e abbiamo in programma la Grotta di Pradis, frequentata da uomini e animali fin dalla preistoria. Una delle ragioni per cui abbiamo scelto questa grotta, fra le altre quattro del FVG, è che vogliamo vedere con i nostri occhi (e magari immortalare con la nostra macchina fotografica) il color verde smeraldo che illumina le sue pareti! Infine, sulla strada del ritorno, speriamo di avere il tempo per visitare Pordenone e i suoi affascinanti portici ed eleganti palazzi.

Ti piace questo tour? Ci teniamo molto a ricevere suggerimenti perché vorremmo provare un itinerario unico e autentico, quindi aspettiamo le tue osservazioni e ti invitiamo a seguirci durante questo weekend #golivefvg da #bloggerpercaso! Ora è il tuo turno, cosa ci consigli?

Kinzica e Alessandro, blog100days.it

[caption id="attachment_8050" align="aligncenter" width="580"]Alessandro_Kinzica_blog100days Alessandro e Kinzica, blogger per caso del travel blog 100days[/caption]
Palmanova-Aquileia-Cividale del Friuli: un itinerario d’arte, storia e sapori – parte 3
Cividale del Friuli

Splende il sole su Cividale del Friuli: siamo stati davvero fortunati in questo intenso weekend da #bloggerpercaso, che ci ha portati a Palmanova e Aquileia prima di giungere tra le valli del Natisone.

Palmanova-Aquileia-Cividale del Friuli: un itinerario d’arte, storia e sapori – parte 1
Friuli - siti Unesco

“Mandi!” è il tipico saluto friulano, una formula di commiato benaugurante che ho imparato ad utilizzare durante il weekend da #bloggerpercaso alla scoperta di 2 (+1) siti Unesco del Friuli Venezia Giulia. Un viaggio che mi ha svelato la bellezza e la ricchezza culturale e soprattutto umana di una regione che mi era quasi del tutto sconosciuta. E dove spero di tornare presto, per approfondire ancora meglio alcuni aspetti di questo suggestivo territorio dalle numerose sfaccettature.

Da Malborghetto a Grado: rotolando verso il sud.
Il lungomare di Grado

E l’avventura da Blogger per Caso tra il nord e il sud del Friuli Venezia Giulia riprende. C’è un’altra montagna da scalare, c’è un mare da raggiungere. Io e il videomaker Emiliano salutiamo Sauris, isola in mezzo al bosco, dal suo lago che si vede dall’alto e ripercorriamo al contrario la via che porta in questo spicchio di Carnia.

[caption id="attachment_7884" align="alignnone" width="580"]Il lago di Sauris E c’è chi si ferma a guardare questo punto e gli sembra un punto perfetto.[/caption]

La strada per Tolmezzo corre tranquilla, sotto un bel sole. Lungo il tragitto verso valle, e verso un altro lago, quello di Cavazzo Carnico, incontriamo Enemonzo: lì vicino c’è Raveo, dove si produce la “Esse di Raveo” un biscotto buonissimo, che mi ricorda gli anni dell’università a Udine. Begli anni quelli, si volava in alto con nulla in tasca…

Raggiungiamo il lago di Cavazzo (o dei Tre Comuni) in circa un’ora. Parcheggiamo nell’ampio piazzale sotto gli alberi e ci accorgiamo che il lago specchia il cielo tanto da pensare che il cielo sia sceso da queste parti. Il lago è guardato a vista da due sentinelle inflessibili, due cigni inseparabili che dettano i tempi alla popolazione dell’acqua e dei canneti attorno: anatre e germani reali soprattutto.

Il lago dei cigni di Cavazzo… ha una lunghezza di 6.500 metri ed è il più esteso dei laghi del Friuli e bagna le sponde di tre comuni Cavazzo, Bordano (dove c’è un parco dedicato alle farfalle) e Trasaghis.

C’è chi corre attorno alle sponde, chi fa nordic walking, chi passeggia e ti saluta allegro. Due fidanzati si baciano, qualcuno rema dentro una canoa presa a noleggio al chiosco. C’è chi fotografa i giochi di luci e i riflessi delle montagne e dell’acqua.

E’ inizio dicembre, sembra primavera. Magie della Carnia che ci fanno perdere un po’ la cognizione del tempo, tanto che quando ripartiamo inizia a calare il sole.

La nostra prossima tappa è Venzone, dove ci sono le zucche, la lavanda e la mummie. Dove lo stile medioevale è stata riscoperto dopo che la città è stata rasa al suolo dal terremoto del 1976 ed oggi è l’unico esempio in Friuli di città fortificata del 1300. E mentre attraversiamo il Tagliamento, sul nei pressi di Osoppo, guardando a destra intercettiamo gli ultimi raggi del sole e l’orizzonte prende colori californiani.

[caption id="attachment_7877" align="alignnone" width="580"]laguna di osoppo Osoppo. E dalla neve si passa alla laguna[/caption]

Venzone ha una particolarità. È colorata. Ci sono le zucche color arancione, c’è la lavanda color… lavanda. La lavanda è una pianta autoctona, viene coltivata a Venzone, portata ad essiccare altrove, poi ritorna a Venzone dove viene lavorata. Da queste parti ci fanno di tutto. Oggetti di artigianato, saponi, profumi, arredi per la casa. Gli amanti delle sfumature viola possono raggiungere livelli di esaltazione rari.

E a Venzone ci sono le mummie. Cercatele: sono sotto terra (naturalmente), nella cripta dalla Cappella di San Michele, di fronte al Duomo di Sant’Andrea. Per accedere alla cripta delle mummie (una quarantina) bisogna acquistare il gettone nella cartoleria vicina… qualcuno diceva in effetti che una telefonata allunga la vita. Dopo la rampa di scale che conduce alla cripta ci si trova dinanzi ad un sipario di tessuto color ocra. Atmosfera da candele e silenzio. Lì inizia la Venzone underground.

Le sorprese di questa giornata non sono ancora finite. Anzi, la più intensa si è nascosta nel punto più lontano del viaggio. Lontano da che cosa poi non è chiaro. Forse “lontano” è una dimensione che appesantisce il viaggio.

L’automobile riparte da Venzone verso Tarvisio e il confine con l’Austria.

Anche “confine” è una dimensione che appesantisce il viaggio.

Non abbiamo prenotato nulla (anche “prenotare”…) e quasi all’ultimo momento, grazie alla mia amica Cristina e a qualche app dedicata al turismo, abbiamo trovato albergo e un indirizzo per la cena a Malborghetto, 10 minuti di strada Tarvisio, subito dopo Pontebba. Due telefonate e ci aspettano.

Il passa parola rimane il miglior social network della storia.

Dopo circa 40 minuti di strada (tra autostrada A 23 e statale) arriviamo a Malborghetto e ci dirigiamo nella piazza principale dove si trova Casa Oberrichter, un albergo di otto camere, un ristorante, un altro cambio di dimensione, una casa delle fate, una cucina a km zero, un cuoco cantante lirico esperto di musica antica, un albero di Natale che sembra voler sfondare il tetto per uscir fuori a riveder le stelle, una stube, mille colori, tessuti che diventano folletti, carta e inchiostro che diventano favole, scacchiere e giochi da tavolo. E’ un palazzo del ’400, una volta ci viveva un alto funzionario pubblico… ora è un albergo ristorante… un luogo che non riesco a definire.

[caption id="attachment_7879" align="alignnone" width="580"]Casa Oberrichter Casa Oberrichter[/caption]

E c’è Marina. Un incontro che è un altro viaggio. Marina è un’artista che ha fatto del suo albergo ristorante un laboratorio creativo. Tutti gli arredi sono realizzati da lei e dal marito, così come i dipinti alle pareti e sulle sedie e i tavoli. Racconta dei suoi progetti realizzati, come il presepio con 150 personaggi, che ricordano gli abitanti del paese, realizzati in nove mesi con tutta la comunità di Malborghetto: tutti insieme ogni giovedì sera e tutte le sere man mano che si avvicinava dicembre.

Il silenzio artistico di Malborghetto osserva gli incontri di questa seconda giornata di viaggio nel nord del Friuli. La Carnia regala incontri che sono sorprese piacevole, specie perché si rivelano proprio quello che stavamo cercando, anche se non lo sapevo.

Ci alziamo di buon ora e facciamo una ricca colazione con tante marmellate prodotte a Casa Oberrichter. Prima di partire però, vogliamo trovare un libro speciale.

La sera prima Marina ci ha detto di aver pubblicato uno dei libri per bambini scritto e disegnato da suo figlio, che vive a Milano. Ma non c’è carta in questo libro. E la pagine sono … alte più di due metri. Il libro si intitola “Il Pium ostro“, dove Pium sta per piumone, ed è diventato un affresco sulle pareti dell’edificio alla spalle di Casa Obirrichter.

Se vi capita di passare da queste parti andate a cercare il libro murale pubblicato da Marina. Letteralmente: sembra di stare dentro la pagine della storia.

[caption id="attachment_7881" align="alignnone" width="580"]La fiaba del Piumostro Prima di lasciare Malborghetto bisogna leggere un libro che racconta una fiaba per bambini…[/caption]

Tanti libri incontrati in questo viaggio. Quelli della Biblioteca Guarneriana di San Daniele, i racconti di viaggio dell’ospitale di San Tomaso a Majano, il libro sulla parere a Malborghetto. E Alice nel Paese delle meraviglie … sugli orecchini di una ragazza incrociata per caso.

[caption id="attachment_7886" align="alignnone" width="580"]ragazza con orecchino di libro La ragazza con l’orecchino… di libro![/caption]

Questo viaggio ha un unico percorso di base: va dal nord al sud del Friuli. Dalla neve della Carnia, all’acqua salata della laguna di Grado. E da Malborghetto, a pochi passi dall’Austria, al mare c’è lo spazio di un viaggio di un’ora e qualcosa in autostrada. Si prende la A23, direzione Udine, e proseguendo poi verso Trieste si esce al casello di Palmanova. Poi Aquileia e via, sopra il ponte che congiunge Grado alla terraferma. Sì, perché Grado è un’isola in realtà.

A Grado c’ero già stato nel mio secondo viaggio da Blogger per caso in Friuli Venezia Giulia e, mentre scoprivo dal mare la laguna tra Grado e Marano (che mi è rimasta nel cuore) mi ero ripromesso di tornarci d’inverno. La curiosità di vedere la stessa terra da diverse prospettive con diversi colori, suoni, silenzi, sapori. Gustare il cambiamento con lo sguardo.

Andare in riva al mare durante l’inverno può sembrare una scelta bizzarra. In effetti io ed Emiliano ci siamo chiesti: ma cosa si fa a Grado in un sabato di dicembre?

Si va alle terme. Terme marine per essere precisi, acqua di mare, presa dalla laguna e filtrata, temperatura di 31 gradi. Fuori: pochi gradi sopra lo zero. Le terme a Grado esistono per volontà dell’imperatore Francesco Giuseppe, forse anche l’imperatore era un blogger per caso ante literam?

L’attuale impianto delle terme di Grado sorge proprio di fronte alla laguna, a metà tra il centro città e la spiaggia, che è affacciata verso il sud. Ci dicono che questa è l’unica spiaggia del mare Adriatico esposta a sud. Ripasso mentalmente la carta geografica e decido che probabilmente è vero.

La vasca termale guarda la spiaggia grazie ad una lunga vetrata.

Così ci troviamo in acqua di mare calda, mentre fuori il mare è spettinato dal primo vento dell’inverno. L’atmosfera è molto rilassata, distesa.

Ho spento la testa e mi sono fatto rapire dal momento.

Scopriamo che il relax alle terme mette appetito. Seguendo i consigli di Cristina, una ragazza che da Clauzetto si è trasferita a Grado per lavoro, io ed Emiliano andiamo a mangiare del pesce in uno dei tanti ristoranti e trattorie che ci sono per la alli di Grado. Cercate quelli non turistici, sono più buoni.

Anche il cibo è un viaggio: baccalà freddo su polenta calda, linguine con la canoce, cicale di mare in italiano, e il boreto, che è un modo tutto lagunare per cucinare il pesce.

[caption id="attachment_7878" align="alignnone" width="580"]antipasti invernali Antipasti invernali![/caption]

Cristina, nostra guida per caso, ci indica anche la mostra dei presepi di Grado. È una tradizione e attira turisti da tutta la regione e persino dalla Slovenia e dall’Austria. Nell’edizione 2013 sono stati esposti 262 presepi di tutti i materiali: ferro battuto, lana cardata, cordame, cime nautiche, plastica, vinile, legno, conchiglie, plexiglass…

Il mare ha sempre qualche storia da raccontare. Forse nel periodo invernale, più lento rispetto all’estate, si trova più tempo per ascoltare.

Il Friuli è al confine di tante cose, anzi il Friuli Venezia Giulia, come giustamente mi fa notare Luigi, friulano andato a Milano per lavoro e tornato in Friuli per scelta, è una tavolozza dai tanti colori e dalle molte possibilità. Massimo, mastro birraio di Sauris, mi aveva chiesto: “Come siamo secondo te noi friulani?” Secondo me c’è energia da queste parti, c’è vitalità discreta e concreta. Basta scoprirla, e la voglia di scoperta, quella vera, va al di là delle distanze, dei confini e viene prima della necessità di raccontare quello che si fa in un viaggio.

Prima di ripartire e ritornare a casa guardo il mare e grazie alla suggestione di un viaggio come questo mi sembra di scorgere in lontananza le montagne. Il Friuli Venezia Giulia è anche questo.

Curioso, no?

Ciao ciao

Alberto

Blogger per caso

[caption id="attachment_7880" align="alignnone" width="580"]Feel Friuli Venezia Giulia Il Friuli Venezia Giulia spacca un sacco![/caption]
L’Epifania nelle Valli Incantate del Friuli Venezia Giulia. Alla scoperta di sapori e scorci da gustare tutto l’anno
La blogger per caso fotografa i falò epifanici friulani

Un viaggio è sempre un’avventura, anche se pianifichiamo i dettagli in precedenza e anche se, come nel nostro caso, il raggio di distanza da casa è di qualche decina di chilometri. L’essere viaggiatore è anche una disposizione mentale oltre che fisica, e accogliere l’entusiasmo e lo stupore dei nostri passi ha fatto vivere a me, al mio compagno Marco e al fotografo Gabriele il week end nelle Valli Incantate del Friuli Venezia Giulia come qualcosa di unico e da ricordare.

Le previsione meteorologiche ci avevano annunciato la pioggia per i primi due giorni, mentre il terzo giorno ci sarebbe stato il sole e così è andata. La pioggia non ci ha scoraggiato, anzi ci ha regalato dei panorami intrisi di mistero e magia creando a tratti un gioco di nuvole e nebbie tra le foreste e le vallate.

Siamo partiti di buon’ora Sabato mattina e ci siamo messi sulla via delle Valli del Natisone, i cui confini partono dal ponte di San Quirino a poca distanza da Cividale del Friuli, e terminano a ridosso del confine con la Slovenia, comprendendo una larga parte di monti, boschi, prati e vallate. E’ una zona ancora oggi incontaminata, che dona un grande senso di armonia e di benessere al viaggiatore: gli itinerari per scoprirla sono tanti, da quello ad hoc per lo sportivo e l’amante della natura a quello per l’esploratore del gusto e della cultura.

[caption id="attachment_7784" align="alignnone" width="580"]Assaggio dell'olio (foto © Gabriele Menis) Assaggio dell’olio (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Noi abbiamo scelto un percorso che ci raccontasse le bontà della tavola e delle produzioni tipiche e le tradizioni locali. La nostra prima tappa è stata all’entrata delle Valli del Natisone, sulle pendici della salita a Castelmonte, alla piccola azienda agricola Grinovero che produce olio extra vergine di oliva biologico. Qui Alberto e la moglie hanno deciso anni or sono di vendere la loro Mercedes di seconda mano – regalo del loro giorno di nozze – e con quei soldi acquistare piante di ulivo da mettere a dimora nei campi di famiglia. Sono orgogliosi del loro olio biologico da varietà Leccino, Pendolino e Bianchera, quest’ultima in particolare una miniera di antiossidanti che fa bene alla salute. Abbiamo partecipato all’assaggio dell’olio e ci siamo divertiti a testare il nostro olfatto e il nostro gusto.

[caption id="attachment_7788" align="alignnone" width="580"]L'ingresso della Chiesa di Castelmonte (foto © Gabriele Menis) L’ingresso della Chiesa di Castelmonte (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Da qui siamo saliti verso Castelmonte, il Santuario dedicato alla Madonna che si trova sulla cima di un monte e le cui origini sono molte remote. Una leggenda narra che un giorno il Diavolo sfidò la Madonna alla gara di chi arriva prima da Cividale a Castelmonte e fu lei la vincitrice della contesa, che conquistò così Cividale e rintanò il Diavolo negli Inferi. Il Santuario di Castelmonte è meta privilegiata di pellegrinaggi per la forte spiritualità che emana, anche grazie alla Comunità di Frati Cappuccini che qui risiedono da 100 anni.

[caption id="attachment_7789" align="alignnone" width="580"]Percorso delle Tre Chiese (foto © Gabriele Menis) Percorso delle Tre Chiese (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Castelmonte è il principale ritrovo spirituale delle Valli del Natisone, ma questa zona racchiude numerose piccole Chiese sparse sul territorio e immerse nella natura. Riprendendo la via ci siamo fermati ad ammirare la Chiesetta di San Giovanni, che si può raggiungere anche a piedi realizzando il sentiero delle tre Chiese – Castelmonte, San Nicolò e San Giovanni – che si snoda tra i boschi.

[caption id="attachment_7790" align="alignnone" width="580"]Lo Stupa di Polava (foto © Gabriele Menis) Lo Stupa di Polava (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Proseguendo sulla strada tra le Valli, abbiamo raggiunto Polava, frazione di Savogna, dove ha sede il Monastero Buddista Cian Ciub Ciö Ling. Chi raggiunge questo piccolo paese noterà che sembra essere un tempio a cielo aperto, dove le preghiere pendono a fili stesi tra una casa e l’altra e dove un breve percorso porta a scoprire una cascata che punta dritto alla roccia sulla quale è posizionato lo Stupa, un monumento buddista dedicato alla pace nel mondo. Si dice che i luoghi che si trovano vicino a dove è posizionato uno Stupa, sono contraddistinti da tranquillità, felicità e prosperità e questo mi sembra essere proprio il caso delle Valli del Natisone!

[caption id="attachment_7722" align="alignnone" width="580"]Gli strucchi lessi (foto Elena) Gli strucchi lessi (foto Elena)[/caption]

Riprendiamo il nostro cammino e dal ristoro dell’anima passiamo al ristoro del corpo grazie ad un pranzo davvero appetitoso. E’ sulla strada da Savogna a San Pietro al Natisone che ci imbattiamo nell’agriturismo Stara Baba, gestito con cortesia e maestria da due fratelli, e in cui si possono gustare piatti locali serviti con grande cura e attenzione. Qui assaggiamo anche gli strucchi lessi, un dolce tipico delle Valli del Natisone che per tradizione veniva preparato nelle case della zona nei momenti felici e in quelli tristi per condividere l’unione famigliare. E’ un dolce di pasta fresca dal goloso ripieno di noci e pinoli che viene cotto e servito con burro fuso e cannella.

[caption id="attachment_7792" align="alignnone" width="580"]Le barrique di affinamento per i distillati (foto © Gabriele Menis) Le barrique di affinamento per i distillati (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Nel pomeriggio ci attende Bruno Tosolini a Marsure di Povoletto per la visita alla distilleria Tosolini, dove da sessant’anni producono grappe, acquavite e amari. Si tratta di una distilleria storica del Friuli Venezia Giulia, una di quelle che ha fatto in modo che la grappa non fosse semplicemente un prodotto alcolico, ma uno spirito raffinato e speciale da degustare. La grappa viene fatta con le vinacce del mosto dell’uva che, grazie agli alambicchi, si trasformano in vapori alcolici che mantengono i profumi e gli aromi dell’uva e la trasmettono nella distillazione. Bruno ci spiega che la degustazione della grappa è un’arte, poiché l’olfatto e il gusto sono i recettori di molteplici sensazioni che ci derivano da questo spirito. Per esempio la grappa andrebbe bevuta ad una temperatura tra i 16 ed i 18 gradi, prima annusata per cogliere le percezioni aromatiche che la contraddistinguono e poi assaporata lentamente e gustata in tutte le sue sfumature, anche retro- nasale. Visitiamo la barricaia che solitamente riteniamo collegata ad una cantina vitivinicola, ma che in questo caso custodisce i distillati che sono in affinamento nel legno di frassino e rovere, per divenire ancora più ricercati e preziosi nella loro espressione di gusto. Dopo un brindisi con l’amaro alle erbe salutiamo Bruno e ritorniamo verso Cividale del Friuli.

[caption id="attachment_7793" align="alignnone" width="580"]Tagliere di affettati friulani (foto © Gabriele Menis) Tagliere di affettati friulani (foto © Gabriele Menis)[/caption]

La sera pernottiamo all’agriturismo Borgo dei Sapori di Spessa di Cividale, dove possiamo anche cenare con i prodotti biologici di loro produzione. Non manca mai nei menu dei ristoranti locali del Friuli Venezia Giulia la scelta di un delizioso tagliere di affettati e formaggi, magari come in questo caso accompagnati da cren (radice di rafano) e da composta di pere fatta in casa. A fine pasto ci coccoliamo con una fetta di Gubana, della cui ricetta ci racconta Irene, la proprietaria originaria di Montefosca, e ci dice che ogni paese e addirittura ogni famiglia nelle Valli del Natisone ha la sua variante. Di sicuro c’è che se si è di passaggio da queste zone, non si può non assaggiarla!

[caption id="attachment_7797" align="alignnone" width="580"]I formaggi di capra di Zore (foto © Gabriele Menis) I formaggi di capra di Zore (foto © Gabriele Menis)[/caption]

La mattina della domenica partiamo alla volta della Valle del Torre e raggiungiamo Taipana. Da qui saliamo ancora verso la frazione di Zore, dove Alessia ha costruito alcuni anni fa la stalla per il suo allevamento di capre. Alessia è una giovane casara che, per non abbandonare il suo paese natio, si è rimboccata le maniche e produce formaggi di capra davvero buonissimi che vende nel suo spaccio. Devo ammettere che non conoscevo molto le capre e quindi mi sono stupita a vedere quanto sono docili ed affettuose ed ho lasciato a malincuore una di loro che si faceva accarezzare proprio come un animale domestico. Alessia ci confida che ama i suoi animali e si vede che loro sono felici. Tra i formaggi ci ha colpito soprattutto un caprino che viene stagionato nel carbone vegetale e che si chiama “Covone”, non l’avevamo mai mangiato!

[caption id="attachment_7798" align="alignnone" width="580"]L'agriturismo Brez Mej a Prossenicco (foto © Gabriele Menis) L’agriturismo Brez Mej a Prossenicco (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Da Zore procediamo sempre dritti verso Prossenicco, passando per vie strette e in salita e per paesaggi naturali e paesi che sembrano uscire da una favola di gnomi e fate. Raggiunto il punto più alto di Prossenicco, ci fermiamo all’agriturismo Brez Mej – Senza Confini. Qui il giovane gestore Alan ha rilevato una vecchia caserma punto di osservazione sulla Valle e ci ha realizzato un grazioso ristoro per i viaggiatori, che possono mangiare piatti tipici dai nomi di derivazione slovena. Noi assaggiamo gli gnocchi di pane con burro e salvia e la polenta con formaggio e pancetta, e siamo molto soddisfatti. A fine pasto Alan ci offre un calice di Ramandolo, il ricercato vino dolce friulano che viene prodotto nel paese da cui prende il nome e a Nimis, che dista solo pochi chilometri da qui.

[caption id="attachment_7803" align="alignnone" width="580"]Il Palio dei Pignarulars a Tarcento (foto © Gabriele Menis) Il Palio dei Pignarulars a Tarcento (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Ripartiamo in direzione Tarcento, dove ci aspetta una delle tradizioni storiche dell’Epifania in Friuli Venezia Giulia, il Palio dei Pignarulars, cioè la corsa con i carri infuocati. Quando inizia ad imbrunire i margini delle strade della città, chiuse al traffico per l’occasione, si riempiono di migliaia di spettatori che vengon accolti dapprima dal passaggio dei Krampus – le mostruose maschere che raffigurano demoni armati di fruste e bastoni infuocati – e poi dalle squadre dei borghi che guideranno i carri infuocati in una corsa in cui vince il più veloce. A Tarcento l’Epiafania è uno dei momenti dell’anno più importanti e si festeggia con tre giorni interi dedicati da oltre ottant’anni. Anche il 6 Gennaio è una giornata solenne, in cui sempre all’imbrunire il Vecchio Venerando dà fuoco al Pignarul Grant e, a seconda della direzione del fumo che si sprigiona dal covone di fieno e legna, ricava gli auspici per l’anno nuovo. Assistiamo affascinati al Palio dei Pignarulars, osservando le fiamme che attraversano veloci la strada di fronte a noi e tifando per i più svelti che arriveranno al traguardo con fatica e passione. A sera inoltrata rientriamo nel nostro alloggio e, dopo aver gustato una frittata alle erbe di campo ed un bicchiere di vino, ci addormentiamo stanchi e felici.

[caption id="attachment_7804" align="alignnone" width="580"]Rievocazione storica a Cividale (foto © Gabriele Menis) Rievocazione storica a Cividale (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Il 6 Gennaio ci alziamo presto perché ci aspetta un appuntamento importante: in questa data si celebra ogni anno la solenne Messa dello Spadone nel Duomo di Cividale del Friuli. E’ un rito antico e sicuramente uno dei più suggestivi tra i riti religiosi, legato ai tempi in cui il Patriarca deteneva potere religioso e temporale. Nel corso della celebrazione, il Diacono fa volteggiare dal pulpito la spada appartenuta al Patriarca Marquardo di Randeck in segno di benedizione. Terminata la Messa, ci riversiamo nel centro storico di Cividale per assistere alla spettacolare Rievocazione storica, che mette in scena con tantissimi figuranti in costume l’entrata in città del Patriarca avvenuta nel 1366. Si susseguono in sfilata dame e cavalieri, cavalli e carri, famiglie dignitarie e nobili fino all’arrivo in pompa magna del Patriarca che sale al trono e riceve i saluti ed i tributi dei presenti. Lo svolgimento del corteo è accompagnato da musiche e tamburi, che rendono ancora più vivida ed emozionante la rappresentazione. A conclusione dell’evento, ci godiamo una passeggiata nella città patrimonio dell’Unesco per la sua storia e che custodisce uno dei centri storici più belli della regione.

[caption id="attachment_7805" align="alignnone" width="580"]La Befana a Iesizza (foto © Gabriele Menis) La Befana a Iesizza (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Nel pomeriggio ci dirigiamo nelle Valli del Natisone perché abbiamo saputo che alle 14.30, nel piccolo paese di Iesizza (frazione di San Leonardo), arriverà la Befana. Da diversi anni i circa 40 abitanti di questa località mantengono viva la tradizione per grandi e piccini e si riuniscono intorno alla vecchina che porta caramelle e dolci a tutti i bambini. E’ un’occasione di dialogo tra i compaesani, che brindano all’anno nuovo e che tengono a mantenere saldi legami di vicinanza. Assistiamo al ritrovo degli uomini intorno ad un tavolaccio di legno e al via del gioco popolare della morra, che ha radici antichissime in Friuli. Ci mescoliamo tra i presenti, mangiamo qualche dolcetto e beviamo tè caldo, respiriamo l’affiatamento ormai perduto del fare comunità.

[caption id="attachment_7807" align="alignnone" width="580"]Le cascate di Kot a San Leonardo (foto © Gabriele Menis) Le cascate di Kot a San Leonardo (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Oggi è una bella giornata di sole e le temperature sono miti, quindi non ci lasciamo sfuggire l’opportunità di fare una passeggiata lungo il sentiero che porta alle Cascate di Kot a San Leonardo. Il percorso per raggiungerle è stato da poco risistemato completamente ed è percorribile da tutti, grandi e bambini. Camminiamo lungo il sentiero che risale il torrente nel bosco e raggiungiamo lo spettacolo della natura che è questa cascata che sgorga da un’alta roccia. Ammiriamo il fluire copioso dell’acqua e il paesaggio circostante, estasiati dal dono della bellezza della natura.

[caption id="attachment_7811" align="alignnone" width="580"]Il Kries di Mersino (foto © Gabriele Menis) Il Kries di Mersino (foto © Gabriele Menis)[/caption]

Per concludere il nostro week end nelle Valli Incantate nel giorno dell’Epifania, raggiungiamo Mersino in località Pulfero, dove al tramonto assistiamo all’accensione del falò epifanico, detto anche Kries. Il paese si riunisce attorno alla grande pira, composta da legni e arbusti ricavati dalla pulizia dei boschi, in attesa di vedere levarsi alto il fuoco in segno di purificazione dell’anno nuovo e per far risplendere di luce il paese in uno dei giorni dell’anno a più breve esposizione solare. Ai presenti viene offerto il vin brulé, vino bollente cotto con spezie e zucchero, ideale nelle serate invernali. La luna splende in cielo e fa a gara con il bagliore brillante che si sprigiona dal falò, noi rientriamo a casa con questa immagine negli occhi e con quel calore nel cuore.

Guarda le tre fotogallery dei Blogger per Caso!

RITUALI E FUOCHI DELL’EPIFANIA, tra Tarcento, Cividale e le valli (foto Gabriele Menis)

TRADIZIONI E RITI EPIFANICI NELLE VALLI INCANTATE (foto Gabriele Menis)

CARTOLINE DAL FRIULI VENEZIA GIULIA (foto Gabriele Menis)

SAPORI E SAPERI DAL FRIULI VENEZIA GIULIA (foto Gabriele Menis)

Il video: da nord a sud, in Friuli Venezia Giulia non mi annoio mai!
FVG_inverno

Ecco il video di Emiliano, che ha viaggiato con il blogger per caso Alberto attraverso un Friuli Venezia Giulia in abito invernale, da sud a nord e di nuovo a sud, tra colli, montagne e mare.

people follow

Seguici anche su

© Agenzia Turismo Friuli Venezia Giulia – Villa Chiozza, via Carso 3 – 33052 Cervignano del Friuli (UD) – info@turismo.fvg.it

numero verde 800 016 044/+39 0431 387130 tel. +39 0431 387111 – fax +39 0431 387199 – P.I. 02422260303 – C.F. 94096480309

Progetto cofinanziato dall’Unione Europea con il POR FESR 2007- 2013 – attività 3.2.b “Sviluppo servizi informatici avanzati per il sistema turismo”