Contest

Iniziative speciali, concorsi, eventi a tema per raccontare il territorio del Friuli Venezia Giulia anche attraverso le tue esperienze!

Blogger per caso

I NOSTRI INVIATI

Ecco qui i 4 vincitori di Blogger Per Caso, il concorso organizzato in collaborazione con Turisti Per Caso, che sono diventati i nostri inviati speciali in nel nostro Friuli Venezia Giulia.

Elena Roppa alias “Elena_FVG”, Serena “Jambalaya” Ferti, Valentina Macciotta alias “Valemac82″ e Alberto “Ladal22″ Rosa hanno superato una selezione di oltre cento iscritti e sono stati eletti vincitori del concorso dalla giuria composta da dalla redazione di turistipercaso.it e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Per loro però la vera sfida sta nel mettersi in viaggio e raccontarci in diretta il loro percorso. Grazie ai loro reportage li seguiremo da vicino, interagendo con loro durante tutto il tragitto.

Alberto ha viaggiato in Friuli Venezia Giulia a metà dicembre. Scopri i suoi racconti nei post di questa pagina!

Weekend da Blogger per Caso in Friuli Venezia Giulia: la terza giornata
Sacile il Canale della Pietà

La nostra ultima giornata come blogger per caso, la passiamo nella bellissima cittadina di Sacile, una vera scoperta, sia dal punto di vista architettonico che culturale. Anche nella giornata di oggi avevamo la visita guidata con una bellissima sorpresa finale, ma di cui vi parlerò più avanti! Cliccate qui per le info

[caption id="attachment_8805" align="alignnone" width="580"]Sacile il Canale della Pietà Sacile il Canale della Pietà[/caption]

Non si può parlare di Sacile senza parlare del Livenza, il fiume che la attraversa letteralmente e che ne ha caratterizzato lo sviluppo urbano nei secoli. Questo fiume è tra i più importanti della pianura veneto-friulana e nasce da un riaffioramento spontaneo delle acque; questo fenomeno si ha quando le acque piovane e fluviali trovano materiali molto permeabili, vi  penetrano in profondità nel sottosuolo, formando una falda freatica,  e poi  tornano in superficie in corrispondenza di materiali impermeabili. L’acqua che fuoriesce da risorgive ha sempre una temperatura costante compresa fra i 9 – 10 °C in inverno e i 12 – 15 °C in estate.

Fiume caratterizzato da un regime permanente e da una elevata portata già alla fonte,  il Livenza fu navigabile fin dai tempi più remoti, assumendo in questo modo un’importanza straordinaria per i commerci con il Nord Europa e per lo stesso sviluppo di Sacile. Già nel 1512 delle piccole imbarcazioni venivano usate per risalire e discendere la corrente di questo fiume fino al mare e ovviamente influì sul ruolo commerciale di Sacile durante la dominazione veneziana.

[caption id="attachment_8807" align="alignnone" width="580"]La Piazza del Popolo di Sacile La Piazza del Popolo di Sacile[/caption]

Il centro storico di Sacile nacque così in stretta relazione con il fiume. Il luogo di attracco per le barche mercantili era il “portus Sacili”, l’attuale piazza. Tutte le case padronali  di allora avevano due diverse entrate: quella dal fiume e quella dalla strada, e questa particolare strutturazione simboleggia tuttora il fascino di Sacile.

La guida ci porta a vedere quelli che sono i punti salienti di Sacile, a partire dalla Piazza Del Popolo (come già detto in antichità vecchio porto della città) ora caratterizzata da un intero colonnato di portici che la delimitano, fino al Palazzo Ragazzoni, l’elegante palazzo cinquecentesco che porta il nome delle ultime famiglie che lo abitarono, e che forse è l’edificio meglio rappresentativo del passato di Sacile.

Fu rimaneggiato intorno al ’500, su un preesistente palazzo fortificato del Quattrocento, per volere della famiglia Ragazzoni, che qui si stabilì, per rafforzare il proprio potere e controllare le proprietà terriere, acquisite da anni di esperienza come armatori e mercanti. Questa dimora, quindi, ne voleva simboleggiare la potenza, ma anche essere il convoglio dei loro commerci. Un’ illustre famiglia che ebbe il suo apice nella figura di Giacomo Ragazzoni, abile mercante, diplomatico, che aveva accessi a tutte le corti reali d’ Europa del tempo (fra cui anche la corte inglese, nella Regina Maria Tudor, figlia di Enrico VII Tudor), dinastia che purtroppo finì con il nipote di Giacomo, uno scapestrato che dilapidò tutti i beni e l’ immenso patrimonio della famiglia, morendo senza neanche un erede legittimo. Il suggestivo ciclo pittorico di affreschi  all’interno  del palazzo rappresenta le passate gesta e glorie della famiglia.

[caption id="attachment_8804" align="alignnone" width="387"]Il Campanile del Duomo di Sacile Il Campanile del Duomo di Sacile[/caption]

Visitiamo anche il Duomo che si trova nell’omonima piazza, il cui campanile ne è il simbolo inconfondibile. Il Duomo di Sacile è dedicato a San Nicolò ed è la principale chiesa di Sacile. Purtroppo, a causa del terremoto del 1976, subì gravi danni e dal restauro che ha subito possiamo vedere i dipinti contemporanei dell’abiside.

[caption id="attachment_8806" align="alignnone" width="580"]La nostra crociera sul Livenza, insieme alla scuola di canottaggio di Sacile La nostra crociera sul Livenza, insieme alla scuola di canottaggio di Sacile[/caption]

Finita la visita guidata a piedi, veniamo accompagnati verso la sorpresa di cui vi accennavo poco prima… Ovvero veniamo invitati a salire su delle piccole canoe, in gruppi di 3-4 persone, e, indossato il giubbotto di salvataggio di ordinanza, insieme alla scuola di canottaggio di Sacile (che annovera fra i suoi  iscritti anche campioni italiani) navighiamo sereni sulle placide acque del Livenza, godendo di un’altra prospettiva della città. Se volete potete tranquillamente pagaiare anche voi, in tutta sicurezza, anche se non l’avete mai fatto. Che dire, un’esperienza indimenticabile, e sicuramente bella da fare anche se si ha bimbi piccoli (anzi potrebbe essere usata come premio, in cambio dell’attenzione alla visita guidata a piedi!). In tutto la crociera dura circa 40 minuti, e verrete portati a scoprire piccoli scorci o angoli caratteristici, sempre sotto la supervisione del “capo” dei canottieri, che vi fornirà anche una piccola spiegazione!

Forse una delle più belle esperienze del nostro weekend da blogger per caso!!

Con questa bella escursione, purtroppo, è finito il nostro week end in Friuli Venezia Giulia; spero che attraverso il nostro racconto e le nostre foto vi abbiamo invogliato a venire a vedere con i vostri occhi le bellezze che questa regione ha da offrire!

Alla prossima

Elisa e Alessio

Week end da Blogger per Caso in Friuli: la seconda giornata
Il Corso Vittorio Emanuele, addobbato per Pordenone Legge, a Pordenone

La nostra seconda giornata come Blogger per Caso in Friuli Venezia Giulia inizia con la bella città di Pordenone. Parcheggiamo nel parcheggio gratuito Marcolin, praticamente alle porte della città, e andiamo in Piazza Cavour, davanti all’Ufficio turistico, punto d’ incontro per  la visita guidata della città!

[caption id="attachment_8799" align="alignnone" width="580"]La manifestazione Pordenone Legge a Pordenone La manifestazione Pordenonelegge a Pordenone[/caption]

In queste giornate la città di Pordenone ospita la manifestazione “Pordenonelegge”, ovvero il festival dedicato ai libri e ai suoi autori; in questa occasione importanti scrittori italiani e internazionali presentano i propri libri in luoghi simbolo della città a orari cadenzati. Le entrate sono gratuite ed è stato molto bello vedere l’intera Pordenone (negozi, ristoranti e bar) addobbata con le bandiere gialle e il simbolo della manifestazione (quest’anno una liquirizia). L’ organizzazione è stata impeccabile anche grazie agli Angeli, ovvero i ragazzi volontari che aiutavano dando tutte le informazioni possibili sull‘evento… Angeli per le ali disegnate sul dietro delle loro magliette, un simbolo inequivocabile di riconoscimento al pubblico! Qui il link del programma.

Iniziamo la nostra visita e anche oggi siamo stati fortunati e abbiamo avuto una simpatica e ottima guida che ci ha mostrato tutti i punti salienti e le chicche di Pordenone, come ad esempio la Chiesa di San Giorgio Martire, che ha la sua particolarità nel suo campanile a forma di colonna dorica in pietra bianca, sovrastata dalla statua di San Giorgio.

[caption id="attachment_8797" align="alignnone" width="580"]Il Corso Vittorio Emanuele, addobbato per Pordenone Legge, a Pordenone Il Corso Vittorio Emanuele II addobbato per Pordenonelegge, a Pordenone[/caption]

Passeggiamo in quello che è il viale più importante e centrale della città: Corso Vittorio Emanuele II, ovvero l’ antica Contrada Maggiore, sulla quale si affacciano ancora oggi i più antichi palazzi, di notevole interesse artistico e architettonico, di vago stile veneziano. Sotto i portici che lo delimitano ci sono tutti i negozi, ristoranti e locali più “in” di Pordenone, e chi viene qui non può mancare di fare una sosta al famoso Caffè Peratoner, di proprietà degli stessi proprietari del Caffè degli Specchi in Piazza dell‘Unità d’Italia a Trieste.

[caption id="attachment_8816" align="alignnone" width="580"]I locali del Caffè Peratoner di Pordenone I locali del Caffè Peratoner di Pordenone[/caption]

Questo locale ha un arredamento che ricorda l’originale di fine Ottocento, come il bancone in stile viennese che accoglie un centinaio tra mignon e pasticcini secchi. Bellissima è l’ampia vetrina, lunga quasi quattro metri, in cui sono esposte una cinquantina di diverse praline di cioccolato. Al bancone del bar potete ordinare il vostro caffè che poi potete gustare nelle ampie sale interne! Una curiosità: se ordinate un caffè espresso qui, ma specialmente a Trieste, dovete chiedere un “nero”!

Visitiamo le sale del Museo Civico d’Arte, che si trova all’ interno del Palazzo Ricchieri: il museo contiene  numerose opere legate alla produzione del territorio friulano e veneto e perfino il tesoro del Duomo di San Marco, ovvero 16 reliquiari di epoche e stili diversi.

Dal 2009 nel museo si è avviato uno studio di un progetto finalizzato a rendere accessibili e fruibili alcuni manufatti d’arte da parte di persone ipo e non vedenti mediante la realizzazione di copie eseguite a rilievo e di descrizioni dei reperti e delle opere in linguaggio Braille, per permettere a tutti di poter godere dell‘arte! Un’idea stupenda che io non avevo mai visto in nessun altro museo italiano!

Palazzo Ricchieri è uno degli edifici più antichi della città: in origine era molto più piccolo ed era una casa-torre fortificata, così come venivano costruiti tutti i palazzi medioevali, per essere maggiormente difendibili. L’edificio è stato costruito durante il Duecento in prossimità dell’ingresso alla città dal porto fluviale sul Noncello (il fiume della città). Il nucleo più antico corrisponde alla parte d’angolo del palazzo verso il campanile e la loggia del comune. Proprietaria del palazzo è la famiglia Ricchieri che, con il passare del tempo, diviene sempre più importante sia dal punto di vista economico che politico, a tal punto che decide di rinnovare il palazzo, per adeguarlo al nuovo status di ricchezza del casato, e la piccola casa-torre viene trasformata in un grande palazzo  in stile veneziano; ma la sua tipica architettura non è più visibile ad oggi a causa dei continui rinnovamenti e restauri nel corso dei secoli. Una curiosità: sulla facciata del palazzo potrete vedere un affresco che rappresenta il Diavolo mentre consuma un rapporto sessuale con una donna… una cosa molto sconcertante e strana per quei tempi, vista la vicinanza con il Duomo… il Sacro e Profano assieme!

[caption id="attachment_8798" align="alignnone" width="387"]La Loggia del Municipio della città di Pordenone La Loggia del Municipio della città di Pordenone[/caption]

Arriviamo sotto la Loggia del Municipio, forse il palazzo simbolo di Pordenone. La Loggia è stata costruita in pieno medioevo fra la fine del 1200 e fine 1300, completamente in laterizio, e sulla cima del palazzo, due statue di mori sorvegliano la città e battono ogni ora la campana civica! Andiamo eccezionalmente anche dentro la sala del consiglio comunale e ci affacciamo direttamente sul balcone che da su tutto il Corso Vittorio Emanuele II!

Vicino c’è la Piazza San Marco, di forte impatto veneziano (già dal nome), dove troviamo il Duomo di San Marco, eretto a partire dal XIII secolo: presenta al suo interno opere dei più famosi artisti del rinascimento friulano. Un’‘altra curiosità è data dalla presenza sul portale d’entrata del Duomo di segni zodiacali… anche questo molto misterioso…. Il campanile adiacente è di stile romanico-gotico.

La nostra visita guidata finisce sul Ponte di Adamo ed Eva sul fiume Noncello, punto ideale di partenza per conoscere il centro storico di Pordenone!

Per pranzo ci fermiamo a un  locale tipico, ovvero la Prosciutteria Martin Dok Dall’Ava, dove si possono gustare prodotti tipici come il prosciutto di San Daniele. Questo ristorante rientra di diritto nel Club di prodotto “Gusti in FVG”, che riunisce ristoranti, trattorie, osterie con cucina e agriturismi del Friuli Venezia Giulia rispettosi dei valori di qualità, genuinità, professionalità, cordialità e unicità dei prodotti. In queste strutture TurismoFVG ti garantisce una vera eccellenza culinaria!! Qui il link per avere più info!

[caption id="attachment_8800" align="alignnone" width="580"]Elisa e Alessio di Girandolina, insieme a Dario Vergassola, all' interno di Pordenone Legge Elisa e Alessio di Girandolina, insieme a Dario Vergassola, all’interno di Pordenonelegge[/caption]

Nel pomeriggio ci mettiamo in fila come altre centinaia di persone per assistere alla presentazione del libro del comico spezzino Dario Vergassola “La Ballata delle Acciughe”; ero molto curiosa di vederlo dal vivo e capire se le sue battute ironiche e pungenti (e spesso anche fuori luogo), fossero frutto di sceneggiature già programmate oppure tutta farina del suo sacco. Ebbene direi che è una persona gradevolissima e simpatica e si è prestato anche volentieri a posare per le foto e fare autografi!!

Nell’ora dell‘aperitivo tutta la città di Pordenone si è letteralmente svegliata e camminare per il Corso Vittorio Emanuele è diventato quasi faticoso…

Noi, ormai cotti dalla stanchezza, abbiamo preferito ripiegare verso il nostro albergo a San Vito al Tagliamento e, dopo una pizza veloce, abbiamo brindato insieme a Denis alla nostra ultima serata insieme in Friuli!

Al prossimo articolo per la nostra ultima giornata come Blogger per Caso in Friuli Venezia Giulia.

Elisa

Week end da Blogger per Caso in Friuli: la prima giornata
La Piazza della LIbertà di Udine

Come alcuni di voi sapranno, dal 18 al 20 settembre eravamo in Friuli Venezia Giulia, grazie anche a Turisti per Caso che ci ha selezionato come suoi blogger per caso, con l’intento di conoscere  le città di Pordenone e Udine, e di scoprire realtà urbane più piccole come Sacile e San Vito al Tagliamento. Proprio in quest’ ultima località avevamo il nostro alloggio, in un grazioso agriturismo di nome la Torre del Falco immerso nella campagna e con un piccolo mulino ad acqua ancora funzionante al confine del  giardino.

Arriviamo in tarda mattinata al nostro agriturismo e, dopo aver conosciuto Denis, il videomaker che ci avrebbe seguito nei nostri spostamenti, siamo andati nel centro di  San Vito, distante solo 1 km.

San Vito al Tagliamento è un piccolo paese di provincia, che vanta però una lunga storia dietro a sé: le sue origini già risalgono alla preistoria, come recenti scavi hanno confermato, ma il suo periodo d’oro è stato sotto la dominazione veneziana. I nobili veneziani, attirati dalle sue terre, vicino sia a Venezia che a Udine e Aquileia, hanno contribuito a crearne l’assetto urbano così come lo conosciamo oggi, arricchendolo con bei palazzi, giardini all’italiana e decori all’interno di ogni edificio.

[caption id="attachment_8769" align="alignnone" width="580"]Piazza del Popolo a San Vito al Tagliamento Piazza del Popolo a San Vito al Tagliamento[/caption]

Se avete occasione di arrivare a San Vito di venerdì mattina, potrete vedere il bel mercato settimanale, che con le sue bancarelle riempie tutta la cinquecentesca Piazza del Popolo (la piazza principale del paese). Non potete non notare il Campanile, che insieme all’Antica Loggia Comunale e l’Antico Teatro Sociale “Gian Giacomo Arrigoni” al suo interno, rappresentano il bene architettonico più antico della piazza.

Io mi sono letteralmente innamorata di questo piccolo teatro! Si parla del suo utilizzo già nel 1600 per rappresentazioni teatrali e musicali, ma la struttura è quella di un tipico teatro all’italiana di gusto veneziano. E’ veramente  di fattura squisita: con un bel palcoscenico e circa 100 posti a sedere nella platea di fronte e due piani di palchetti privati in alto. Tra il 1800 e il 1900 divenne così famoso da diventare un vanto per la città di San Vito. Viene tuttora usato per eventi teatrali o musicali ed è visitabile tutti i giorni!

Potrete continuare la vostra passeggiata alla scoperta di questo bel paese andando a visitare il Castello di San Vito la cui costruzione ha notevolmente influenzato il centro storico. Nato come semplice rocca difensiva, il Castello fu poi sede del potente Patriarcato di Aquileia, che ne fece una delle sue dimore private e divenne successivamente anche dimora della nobile famiglia Altan, di cui infatti si nota ancora l’influenza nell’edificio come residenza nobiliare. Una bella struttura solida dotata di cinta murarie, fossa e basamento delle mura. Al suo interno è possibile vedere degli affreschi con stemmi nobiliari friulani, splendide scene e figure di sibille del 1500.

L’Antico Ospedale della Confraternita di Santa Maria dei Battuti era l’ antico ospedale di San Vito al Tagliamento: già operante a fine 1300, fu costruito lungo le mura cittadine, sulle vie di transito, per  meglio accogliere e curare i pellegrini e i malati. Continuò il suo ruolo fino a fine 1800, quando l’ospedale si trasferì nell’odierno Ospedale Civile. Attualmente i suoi locali sono stati recuperati e nel suo cortile interno c’è un’antica Osteria dove ci siamo fermati a pranzare, e che consiglio vivamente. Innanzitutto per le pietanze tipiche friulane (qui ho mangiato il mitico Frico, ovvero patate tagliate a fettine, con cipolla e formaggi fusi aggiunti a fine cottura), e poi per la storia che le stesse pareti del locale emanano, in quanto fu per molto tempo la sala per i malati terminali dell’Ospedale, poi trasformato in falegnameria e ora in osteria!

Prima di lasciare San Vito, diamo uno sguardo alla Chiesa di Santa Maria dei Battuti, la chiesa annessa all’ospedale, che ospita un ciclo di affreschi bellissimi, dipinti dal famoso pittore Pordenone, che lascia la sua magia sulla cupola della chiesa con scene della storia della Vergine Maria.

[caption id="attachment_8767" align="alignnone" width="580"]La Chiesa di Santa Maria dei Battuti a San Vito al Tagliamento La Chiesa di Santa Maria dei Battuti a San Vito al Tagliamento[/caption]

Subito dopo pranzo ripartiamo verso la nostra prossima meta della giornata, ovvero la città di Udine e andiamo subito all‘ufficio turistico di Piazza Primo Maggio dove c’è anche un comodo parcheggio per lasciare l’auto. Lì ritiriamo le nostre FVG card, ovvero le chipcard nominative di durata diversa – 48 ore  (18 euro), 72 ore (21 euro) o 7 giorni (29 euro) – che dal primo utilizzo permettono di entrare gratuitamente nelle strutture convenzionate e di fruire di speciali scontistiche. Qui il link per tutte le info! Nello specifico caso di Udine, la card permette tra l’altro di partecipare gratuitamente alla visita guidata della città, della durata di circa 2 ore, che si svolge ogni venerdì alle ore 16:30 (punto incontro Ufficio Turistico), e che costerebbe 9 euro a persona!

Credo che queste visite guidate siano un ottimo modo di conoscere la città accompagnati da una guida esperta, come è successo a noi, che vi mostrerà tutti i punti salienti di Udine!

Partiamo con il nostro tour dal Palazzo Arcivescovile, all’interno del quale si trova il Museo Diocesano con preziose collezioni sacre, ma cosa più importante è che nel Palazzo, lungo la scalinata, si conserva il più bel ciclo di affreschi di G.B. Tiepolo. In alcuni affreschi il Tiepolo ha giocato con una specie di 3D, facendo “fuoriuscire” dal dipinto mani e piedi con elementi di gesso, ricreando così la tridimensionalità! Geniale! Da vedere sicuramente!

[caption id="attachment_8771" align="alignnone" width="580"]Il Palazzo Arcivescovile di Udine Il Palazzo Arcivescovile di Udine[/caption]

Poi tappa nel Duomo, costituito da tre navate e cappelle laterali su cui domina lo stile barocco, anche qui con opere del Tiepolo. Per gentile concessione del custode (di solito è chiuso), visitiamo brevemente anche l’Oratorio della Purità, con al suo soffitto una delle più belle opere del Tiepolo e ai lati affreschi del figlio del celebre pittore.

Finalmente andiamo a vedere forse la piazza simbolo della città di Udine, la Piazza della Libertà, considerata a pieno titolo una delle più belle piazze veneziani in terraferma! Sorge nello spiazzo al di sotto del colle del Castello.

Durante i secoli ha più volte cambiato nome, anche in base allo scopo per cui fungeva: piazza del Vino nel Medioevo, perchè qui si commerciava. Quando a metà del 1300 qui vi si stabilì la casa del consiglio comunale, assunse il nome di piazza del Comune, poi con l’arrivo dei veneziani nel 1500 assunse il nome di uno dei luogotenenti divenendo piazza Contarena. Dopo l‘annessione del Friuli all’Italia nel 1866 fu intitolata a Vittorio Emanuele II e solo dopo la seconda guerra mondiale la piazza acquisì il nome odierno. Sarà cambiato tante volte il nome, ma almeno la sua bellezza è rimasta sempre uguale nel tempo!

[caption id="attachment_8772" align="alignnone" width="580"]La Piazza della LIbertà di Udine La Piazza della Libertà di Udine[/caption]

Facciamo la scalinata che porta al Colle del Castello, mentre la guida ci racconta la leggenda della costruzione di questo colle, che si dice sia dovuta ad Attila, che per potersi godere dall’alto l’incendio della città di Aquileia, importante città dell’impero romano (da lui appena saccheggiata), fece riempire di terra ogni elmetto dei suoi soldati, terra poi usata per dare origine al colle odierno, alto 138 metri s.l.m. Il Castello ospita i Musei Civici di Udine.

Ai piedi del colle c’era la più antica cinta muraria del castello, con il fossato per tener lontani i nemici e, all’esterno, le case dei primi abitanti, che si dedicavano a varie attività commerciali. La via che percorreva questo borgo era l’attuale Via Mercato Vecchio, una delle più antiche e vivaci della città. Indovinate perché si chiamava così? Il primo mercato permanente di Udine fu creato nel 1200 proprio qui. Esso contribuì notevolmente allo sviluppo della città, attirando commercianti e nuovi cittadini. Anche adesso è una via molto importante, luogo di passeggio e incontri, ed è l’ideale per fare shopping.

Arriviamo in Piazza Matteotti, la piazza simbolo della movida udinese. E’ piena zeppa di locali e caffè, tutta contornata da portici e antichi e colorati palazzi. Al suo centro troneggia la fontana di Giovanni da Udine e, su un lato, la chiesa di San Giacomo. Il poggiolo con un piccolo altare sopra il portale maggiore di questa chiesta rappresenta una particolarità: nei giorni di mercato chi era in piazza per lavoro o per acquisti poteva seguire qui la messa, che veniva celebrata proprio da quel piccolo altare. Questa usanza è durata per oltre un secolo, dal ‘400 al ‘500.

Sicuramente questa piazza è l’ideale per fare il rito del tajut: un buon bicchiere di vino accompagnato da un crostino di pane con sopra qualche fetta di formaggio o prosciutto crudo! Infatti Udine è una città elegante ma anche conviviale e usanza vuole che nel tardo pomeriggio, dopo il lavoro, la gente si ritrovi per assaporare in compagnia un buon bicchiere di vino! E volete che noi non lo provassimo?

[caption id="attachment_8773" align="alignnone" width="580"]Il rito del tajut in Piazza Matteotti a Udine Il rito del tajut in Piazza Matteotti a Udine[/caption]

Per cena ci fermiamo all’Osteria al Cappello, tipica osteria locale, dove assaporiamo altre specialità friulane, accompagnati dalle nostre risate e altro buon vino!

Poi nanna in vista del programma dell‘indomani!

Elisa

Slow Friuli: Pordenonelegge, Udine e dintorni
Elisa e Luca - Girandolina blog

Salve a tutti, siamo due ragazzi pistoiesi di nome Elisa e Alessio, rispettivamente di 33 e 36 anni, compagni nella vita e compagni nel blogging, da quando abbiamo aperto il nostro blog di viaggi www.girandolina.it, in cui abbiamo unito la passione per lo scrivere e organizzare i viaggi di Elisa (sfruttando la sua precedente esperienza lavorativa come agente di viaggio) e la programmazione informatica di Alessio.

Il nostro sogno è viaggiare e poter scoprire tutto il mondo, perché un viaggio è qualcosa che arricchisce e aiuta a conoscere luoghi, persone e stili di vita differenti dal proprio. E abbiamo creato questo piccolo blog, dove scriviamo di tutti i nostri viaggi (che siano viaggi veri e propri, week end o gite fuori porta sia in Italia che all’Estero), sperando di poter essere d’aiuto ad altri viaggiatori come noi. Abbiamo iniziato a scrivere i nostri diari di viaggio, proprio sul sito di Turisti Per Caso, e abbiamo avuto anche alcune nostre pubblicazioni sulla rivista cartacea, dandoci un incredibile soddisfazione…

Immaginatevi la nostra faccia, quando veniamo informati di essere stati scelti per essere “Blogger per Caso”, e poter trascorrere un week end nella regione di Friuli Venezia Giulia, all’interno della manifestazione Pordenonelegge. Insieme a noi il video maker Denis Strickner, che riprenderà ogni attimo e immagine della nostra avventura.

Noi eravamo stati tempo fa a Trieste, e me ne ero completamente innamorata; avevamo già deciso di organizzare una nuova gita in questa bellissima regione in un prossimo futuro, e vista l’occasione, abbiamo aderito entusiasti! Come mio solito ho stilato un piccolo programma da poter fare nei 3 giorni di soggiorno, programma che potrà essere modificato anche sul momento e sull’improvvisazione che ogni viaggio comporta! Arriveremo di venerdì mattina, abbiamo prenotato a San Vito al Tagliamento in un piccolo agriturismo che fa parte del circuito Club Slow, ovvero un modo di vivere la vacanza con ritmi più slow e tranquilli, che scandiscono la vita dei piccoli borghi, circondati da una natura intatta. Conosceremo insomma il Friuli Venezia Giulia più autentico, le sue tradizioni e i gusti e profumi dei prodotti enogastronomici tipici della zona.

Non mancherà ovviamente una visita al borgo che ci ospita, San Vito al Tagliamento, famoso per l’architettura e affreschi tipicamente medioevali. Nel pomeriggio visiteremo la bellissima città di Udine con una visita guidata che ci porterà da piazza Primo Maggio lungo via Manin, fino a quella che è nota come la più bella piazza veneziana in terraferma, piazza Libertà con la scenografica Loggia del Lionello. Per la giornata del sabato, visiteremo la città di Pordenone e assisteremo ai programmi e agli eventi della manifestazione Pordenonelegge, ovvero la festa del libro e dei suoi autori. I temi trattati, sono i più disparati e vari, dall’arte, alla fotografia, ai viaggi, il cinema e adatti ad ogni età! Sono molto contenta di poter partecipare a questo evento, sono sempre stata un’accanita lettrice. Mi piace molto leggere e leggere un libro secondo me è un po’ come viaggiare, evadere con la mente e immaginare di vedere luoghi, o vivere situazioni diverse dalla realtà quotidiana!

Per la nostra ultima giornata di domenica, la mattina avremo la visita guidata di Sacile, che comprenderà un itinerario nel centro storico della città , con visita ai principali monumenti di interesse storico artistico e una bellissima crociera lungo il Livenza, da cui potremo godere della vista delle eleganti architetture veneziane, che si specchiano nelle acque del fiume.

Che dite? Ho fatto un bel programma? Avete qualche idea da proporci per il pomeriggio della domenica, o delle chicche da non perdere? Oppure se siete curiosi come me di conoscere questa bellissima regione e i suoi borghi nascosti, o di provare il rito del tajut nelle tipiche osterie… Basta seguirci nei nostri canali social, con l’hashtag #bloggerpercaso e #golivefvg!

Aspetto i vostri commenti, e anche dei suggerimenti!

Alla prossima

Elisa e Alessio

Dolomiti Friulane Wild Trekking
Diga del Vajont – Claut

Diga del Vajont – Claut

La nostra tappa prima di raggiungere Claut è stata la Diga del Vajont. Un luogo triste, dove nel 1963 si consumò la tragedia che noi tutti conosciamo e che segnò la scomparsa di 1910 persone. Un luogo commemorativo, dove sia per ricordare, sia per ammirarne il paesaggio, una tappa è quasi d’obbligo. E’ possibile scegliere due opzioni di visita, sia quella privata, che con la guida. Il comodo parcheggio che troverete lungo la strada, è la partenza perfetta per qualsiasi sia la vostra opzioni di visita.

Riprendendo la macchina è possibile seguire la strada verso Claut. Come avrete già notato arrivati a questo punto, il panorama comincia a farsi sempre più bello. Claut è un piccolo centro abitato, ma offre molte comodità, tra cui la posta, un piccolo supermarket, bar, guardia medica, e diversi alloggi. Personalmente, abbiamo avuto il piacere di soggiornare nell’Hotel Miramonti, che oltre ad offrire ottime camere, pulite e spaziose, è anche meta di turisti e persone del posto per il servizio Ristorante, con deliziose pizze e piatti tipici a prezzi più che onesti!

[caption id="attachment_8657" align="alignnone" width="580"]Claut Claut[/caption]

Claut – Lesis e itinerario trekking

Partenza da Claut per raggiungere Lesis, dove dopo qualche km, abbiamo potuto comodamente lasciare l’automobile in un parcheggio molto spazioso tra il Pian de Crode e la Col Pilusel.  Seguendo le indicazioni lungo l’itinerario della Strade degli Alpini, oltre ad avere il piacere di vedere paesaggi naturalistici a dir poco stupendi, siamo passati per la Casera Casavento (947mt) e da lì, siamo saliti seguendo lo stesso percorso, fino alla Forcella Clautana (1.432mt). Il percorso è morbido, l’itinerario è sempre ben tracciato e il tempo di percorrenza, con un andatura media, è di circa 1 ora e 45 minuti per la salita e altrettanti per la discesa.

Per chi volesse avere una vista ancora più alta e panoramica, si può procedere ancora per qualche metro, fino a raggiungere la cresta della montagna (il percorso è decisamente più ripido, ma comunque percorribile e di pochi metri. La troverete subito dietro le targhe commemorative alla vostra sinistra.) Arrivando alla Forcella, si ha la possibilità di scegliere tra tre opzioni; la prima è quella di scendere, percorrendo lo stesso itinerario dell’andata. La seconda è continuare a percorrere la Strada degli Alpini e la terza è di procedere a destra, verso la C.Ra Colciavth.

La nostra scelta è stata quella di tornare indietro dall’itinerario percorso all’andata, per poter prendere l’altro itinerario di fronte la Casera Casavento, che porta verso il Triassik Park e la piccola cascata del Rio di Casavento. Nella zona del “Triassik Park” si trova un masso caduto dalla parete rocciosa, dove sono conservate due impronte di dinosauro! Se vi trovate in zona, magari anche con dei bambini, consiglio di farci un salto, ne rimarranno sicuramente sorpresi :)

Alle spalle del masso, troverete la piccola cascata del Rio di Casavento, piccola, ma molto carina e particolare. Tornando verso l’automobile, parcheggiata in precedenza a Lesis, se avete ancora voglia, potrete percorrere il letto asciutto del fiume, che offrirà paesaggi insoliti, ma affascinanti. Inoltre, in questa zona, c’è un area Boulder per gli appassionati di arrampicata. Percorrendo lo stesso itinerario, prendendola con calma, potrete trascorrere una piacevolissima giornata immersi in paesaggi davvero incantevoli, senza sforzare troppo il corpo e le gambe, ma percorrendo comunque un bel itinerario.

[caption id="attachment_8658" align="alignnone" width="580"]Lesis Lesis[/caption]

Barcis – Lago di Barcis

Partendo da Claut, raggiungiamo Barcis in circa 20 minuti di automobile. La strada che percorriamo è tipica di montagna, superiamo alcuni piccoli paesi e altri paesaggi notevoli, che vi viene voglia di fermarvi ad ogni chilometro. Come iniziate a scorgere il lago sulla vostra destra, potete cominciare a parcheggiare la vostra auto e continuare a piedi (inizialmente troverete dei parcheggi con sosta gratuita, andando verso il paese invece, troverete quelli a pagamento). Da lì, potete comodamente iniziare il vostro percorso a piedi (o con la bicicletta, visto la comodità e la perfetta manutenzione del sentiero che circonda l’intero lago.)

Prendete questo itinerario trekking, più come una piacevole passeggiata. Proprio come abbiamo fatto noi; sole alto, temperature sui 30 gradi e il lago a farvi sempre compagnia. Passerete subito il paese, Barcis, e continuando, troverete un ponte. Attraversatelo e girate a destra… Dopo qualche centinaio di metri, vi troverete sopra la diga di Barcis. Se volete trascorrere una tranquilla giornata di riposo dalla confusione o dal traffico, il Lago di Barcis è quello che fa per voi. Troverete punti di ristoro, ampi spazi verdi e attrezzati per grigliate, scivoli ed altalene qua e la, per i più piccoli. Insomma, un posto veramente bello da vedere e da vivere sia in Estate che in Inverno (nelle vicinanze ci sono diverse partenze e seggiovie per le vostre sciate invernali :-) ).

[caption id="attachment_8659" align="alignnone" width="580"]Barcis Barcis[/caption]

Approfondimenti, cosa vedere se vi avanza del tempo? 

Se avete ancora tempo a disposizione, posso consigliarvi di visitare Erto e Casso, il Trenino della Valcellina (attivo tutti i giorni dalle 10 alle 18)  e per finire, il parco tematico Tree Village.

[caption id="attachment_8660" align="alignnone" width="580"]Lago di Barcis Lago di Barcis[/caption]
Trekking nelle Dolomiti Friulane, patrimonio dell’Unesco
Il #bloggerpercaso Edoardo di Mente Nomade

Amante del mondo, innamorato della natura.

Mi chiamo Edoardo Massimo Del Mastro e sono il fondatore di Mente Nomade.

Ho 29 anni e sono padre di un bellissimo bambino di nome Thomas.

Artista nella vita e per professione, con una grande passione per i viaggi in solitaria.

Negli ultimi anni ho potuto approfondire questo mio hobby, percorrendo in lungo e largo le strade d’Europa; ho attraversato a piedi l’Irlanda, parte dell’Inghilterra in mountain-bike e girato intorno all’Islanda, alla scoperta di scenari mozzafiato. Ho avuto il piacere di viaggiare molto in solitaria, scavando sempre di più dentro di me.

“Scoprendo il mondo, scoprirai te stesso” è il mio motto, che in questi ultimi anni, mi ha dato la forza di affrontare e superare degli ostacoli, piccoli e grandi, che la vita mi ha posto davanti.

ITINERARIO

In questi giorni, avrò l’enorme piacere di recarmi in una delle regioni più belle d’Italia: il Friuli Venezia Giulia.

Facendo base a Claut (Pordenone), percorreremo degli itinerari a piedi nel Parco delle Dolomiti Friulane e faremo visita ad alcuni paesi tipici della zona, tra cui Erto e Casso, Frisanco e Poffabro.

Con le sue vette dolomitiche, patrimonio dell’UNESCO, e sconfinati paesaggi naturalistici, il Friuli Venezia Giulia si conferma un vero e proprio “parco giochi” per gli amanti dell’alpinismo e trekking.

Per costruire il mio itinerario, sto consultando il sito ufficiale del turismo del Friuli Venezia Giulia e per cercare alloggio e itinerari ho trovato interessante valutare le proposte del Club Walking Experience.

Seguitemi e datemi consigli con #bloggerpercaso!

A pedali tra le anse del Tagliamento
Venzone

Le acque cangianti del lago di Cavazzo risplendono sotto i raggi del sole, danzando armoniose al ritmo della brezza mattutina friulana. Le bici sono pronte, le borracce piene d’acqua fresca, l’umore è a mille, siamo in pace con il mondo. Il bacino lacustre è il punto di partenza del nostro fine settimana friulano in bicicletta che ci permetterà di pedalare nella valle del But e lungo la ciclovia Alpe Adria.

Pedalando tra laghi e monti
Leo e Vero di lifeintravel.it

“Quella della bicicletta è l’unica catena che ti rende libero”… abbiamo fatto nostro questo aforisma ed abbiamo deciso di applicarlo alla nostra vita, viaggiando per l’Italia e per il mondo in bicicletta!

Siamo Leo e Vero, cicloviaggiatori con la passione per la montagna e la mountain bike. Negli anni abbiamo continuato a vagabondare per i quattro angoli del mondo ma amiamo anche riscoprire la nostra meravigliosa penisola ed ogni volta che possiamo saltiamo in sella alla nostra bici che è divenuta una fedele compagna con cui esplorare i sentieri dietro casa così come le più remote strade della terra.

BabyTrekking in Tarvisiano e Carnia, una montagna tutta a prova di bambino
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Da sempre amo le montagne, ma mai ero stata su quelle Friulane… certo, ne avevo sentito parlare, avevo visto anche qualche foto, ma mai avrei potuto immaginare la bellezza che ho trovato! Laghi, altipiani, montagne ancora innevate, rifugi, farfalle e buon cibo… cosa decidere di vedere in un weekend con bambino di un anno e mezzo a seguito? Qualcosa che fosse accessibile anche a lui, che non lo stancasse troppo e che consentisse anche a noi genitori di goderci appieno le meraviglie “formato famiglia”. Ebbene: Tarvisiano e Carnia offrono davvero moltissimo a mamma e papà, il brutto è solo… dover scegliere!

Visitare il Friuli Venezia Giulia e respirare la sua “aria”
prosciutto san daniele

Come ci è capitato parecchie volte partecipare ad un festival ci ha dato la possibilità di scoprire parti d’Italia e del mondo che fino ad allora non conoscevamo.
Questa volta il ruolo di “grimaldello” l’ha svolto Aria di Friuli Venezia Giulia, il festival diffuso che è partito dalla storica festa di San Daniele del Friuli -  un evento che non si può liquidare semplicemente come la festa del noto prosciutto, tanto imponenti sono le sue dimensioni e importanti i nomi coinvolti negli spettacoli – per ampliarsi quest’anno con percorsi gastronomici e culturali volti alla scoperta di dodici località della regione, dando vita a un viaggio alle radici del gusto e della storia del Friuli Venezia Giulia.

aria-di-fvg-02
Tenendo come base la località di San Daniele del Friuli abbiamo visitato in un weekend parte del patrimonio del territorio che lo circonda, scoprendo delle vere e proprie eccellenze nazionali.
Partiti nella tarda mattinata del venerdì siamo arrivati a San Daniele nel pomeriggio e la prima tappa non poteva non essere la visita ad uno dei numerosi prosciuttifici della zona.

L’addetto alla qualità dello stabilimento Nuova Mondial ci ha illustrato tutti i processi produttivi dell’azienda, da quando arriva la carne macellata all’accurata selezione, dall’importantissima salatura e fino alla sala della stagionatura alle cui pareti si aprono le caratteristiche finestre strette ed alte che permettono all’aria di entrare e di perfezionare il lavoro dell’uomo sin lì svolto. Questo è il vero segreto del prosciutto San Daniele, il microclima del luogo formato dalle correnti di aria calda e fredda provenienti dal mare e dalle montagne poco distanti.

Terminata la visita ci siamo diretti verso il centro di San Daniele e più precisamente in via Roma a due passi dalla piazza di Pellegrino da San Daniele per scoprire l’antico tesoro di inestimabile valore custodito nel cuore della città: la Biblioteca Guarneriana. San Daniele del Friuli possiede la prima biblioteca pubblica del Friuli e una delle prime dell’intera nazione. Guarnerio d’Artegna nei primi anni del XV secolo ne è stato il suo fondatore e poco prima di morire donò alla comunità del paese ciò che nel corso di decenni aveva accumulato sui suoi scaffali, e cioè un’insieme di 173 manoscritti, affinché fossero di dominio pubblico e chiunque ne potesse usufruire.

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L’odore dei secoli di cui è impregnata la carta di questi volumi è qualcosa di straordinario, così come la vista dei brillanti colori delle miniature che ne decorano i capolettera.
La mattina seguente abbiamo programmato visita e colazione presso la Latteria Sociale di Muris, piccola località in comune di Ragogna, a pochi chilometri da San Daniele.
Dopo una breve introduzione sulla storia degli allevatori che da secoli portano al pascolo il loro bestiame sulle colline che circondano Muris, siamo entrati negli ambienti della latteria scoprendo cosa avviene una volta che viene consegnato il latte in mano al casaro.

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latteria sociale menis

Sarà perché quando ero bambino spesso facevo visita al caseificio vicino casa dei miei genitori nella campagna modenese, ma fatto sta che il mondo del formaggio mi ha sempre affascinato.
Per nostra grande fortuna al termine della visita praticamente tutta la gente di Muris, alpini compresi, ci stava attendendo nel giardino di fronte per assaggiare ciò che di squisito viene realizzato nella latteria e cioè formaggio, ricotta, yogurt, più vari prodotti e piatti tipici della tradizione contadina friulana, come la frittata con erbe e l’immancabile polenta. Il tutto innaffiato da latte e, altrettanto immancabile, vino bianco.

menis alpino
Il nostro tour è proseguito, sempre a  Ragogna, verso il suo castello, sede dello Scriptorium Foroiuliense, associazione culturale nata nel 2012 dedicata all’insegnamento dell’arte calligrafica. A fianco delle aule didattiche della Scuola Italiana Amanuensi abbiamo visitato l’Opificium Librorum (possibile solo su prenotazione), una sorta di piccolo museo vivente in cui ammirare gli antichi mestieri del cartaio, legatorista, miniaturista e amanuense. Varcando la soglia sembra quasi di essere sul set del film “Il nome della Rosa”.

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Tra queste antiche mura vengono realizzate opere di pregiatissima fattura, tant’è che tra i committenti e clienti ci sono anche la Santa Sede e la Regione Friuli Venezia Giulia, per la quale è stato realizzato il logo ufficiale di Expo. L’arte amanuense non è qualcosa di morto e senza futuro, anzi, sembra quasi che in un’epoca come i giorni nostri, dominata dall’“usa e getta”, riscoprire gli antichi mestieri, scanditi da ritmi completamente diversi, sia una sorta di salvezza.
Dai bastioni del castello rimaniamo affascinati nel vedere il corso del fiume Tagliamento che, completamente libero da argini, punta placido verso valle con il suo colore azzurro ghiaccio.
Da un castello all’altro: quello di Fagagna. O almeno quello che ne resta. Abbiamo consumato un ottimo pranzo nel giardino del ristorante San Michele che sorge a fianco della chiesa costruita sulle fondamenta del castello di Fagagna. Il castello fu realizzato in epoca medioevale e abbandonato agli inizi del XV secolo quando ormai risultava obsoleto ed inutile in favore del borgo che andava formandosi lungo le pendici del colle, ancora aggi visitabile e molto suggestivo. Dell’edificio oggi rimangono solo un rudere e una delle torri adattata in seguito a campanile, ma il colle su cui sono ospitati offrono incantevoli panorami sulle colline moreniche tutt’intorno, che vantano la più alta densità di castelli di tutto il Friuli Venezia Giulia.

La visita a Fagagna è continuata nel pomeriggio al Museo della Vita Contadina Cjase Cocel. In una struttura agricola, parte della quale risalente al 1600, è stato realizzato un’interessante progetto didattico che consiste nel ricreare gli ambienti che costituivano le abitazioni dei contadini tra l’800 e il ‘900, ma non solo. Come nel caso dell’Opificium Librorum anche qui è stata utilizzata l’idea di creare un museo vivente, quindi passeggiando tra le stanze e i vari edifici che compongono la struttura si incontrano uomini e donne all’opera in mestieri ormai dimenticati come il fabbro con incudine e martello, la merlettaia, la filatrice.

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Ogni particolare è stato studiato e realizzato con estrema cura. Questo museo è caldamente consigliato non soltanto per chi quel periodo storico l’ha vissuto e vuole rivivere un pomeriggio nostalgico, ma anche e soprattutto per chi, come i bambini, non lo conoscono e ignorano le proprie origini.
Il comune di Fagagna oltre al percorso storico offre al possibilità anche di immergersi nella natura attraverso l’Oasi dei Quadris. Nata attorno ai laghi formatisi negli scavi rettangolari (ecco l’origine del nome “quadris”) utilizzati dall’antica fornace della zona per estrarre la torba, combustibile per la cottura dei mattoni, questa oasi naturalistica è la sede di una associazione onlus il cui scopo è custodire gli animali ospitati e proporre iniziative volte all’educazione ambientale dei visitatori, in special modo dei più piccoli. I protagonisti dei Quadris, oltre alle varie specie di uccelli, sono le cicogne e gli ibis, che grazie al lavoro e alla passione dei volontari dell’associazione sono tornati a ripopolare queste terre.

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Avendo a disposizione solo una mattina, quella della domenica, ultimo giorno per noi qui in terra friulana, abbiamo optato per qualcosa di davvero originale: la Scuola di Mosaicisti Friulani di Spilimbergo.

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È stata davvero un’esperienza stupenda essere guidati nelle aule e nei corridoi di questo istituto in cui tradizione e innovazione non sono mai stati così tanto in armonia. Una delle professoresse ci ha spiegato in breve la tecnica utilizzata per realizzare un mosaico tradizionale e qualche trucco del mestiere.

scuola mosaicisti friuli

Vederla lavorare armata di tessere, pinzette e mazzetta è stato un vero spettacolo. La visita è continuata attraverso le tre diverse sezioni della scuola, ognuna dedicata ad uno degli anni scolastici, i primi due improntati all’insegnamento della tecnica mentre l’ultimo alla ricerca e allo sviluppo della creatività.
La Scuola Mosaicisti racchiude forse in sé tutto lo spirito friulano, custode della tradizione con i piedi ben piantati nel presente e gli occhi rivolti verso il futuro.
Questa è l’aria che si respira in Friuli Venezia Giulia. Per organizzare un viaggio in questa terra di confine dalle mille sfaccettature, si può consultare il sito ufficiale www.turismofvg.it, dove si trovano informazioni su tutte le risorse turistiche, il booking on line e i club di prodotto (Bike, City Stay, Mare Family, Montagna Family, Gusti (dove mangiare), Trekking, Slow e altri in preparazione) con vantaggiosi proposte e servizi con cui ognuno può organizzare il proprio viaggio in base alle proprie passioni.

Baby trekking tra monti e laghi
Azzurra Baby Trekking

Sono Azzurra e fin da piccolissima ho iniziato ad amare le montagne, grazie ai miei nonni nati sulle meravigliose Dolomiti; mi è sempre piaciuto camminare tra le cime e fermarmi a guardare gli splendidi panorami che si possono ammirare soltanto solcando i sentieri, ma da quando sono mamma (di due piccoli terremoti di 20 mesi e 3 anni) questa passione è diventata ancor più forte, perché ho scoperto che non c’è cosa migliore che condividere le bellezze della natura con chi di più di prezioso abbiamo al mondo: i nostri bimbi! Ho deciso di creare il blog babytrekking.it per raccontare delle escursioni effettuate con miei pargoletti, e ispirare anche gli altri genitori a farlo: diventare mamma e papà non vuol dire dover rinunciare a fare ciò che ci piace, ma significa riuscire a conciliare le esigenze di grandi e piccini, per divertirsi tutti assieme!

Per il nostro weekend tra le montagne del Tarvisiano e della Carnia, da venerdì 10 a domenica 12 luglio, ho pensato di provare attività adatte ai bimbi piccini, come il mio di 20 mesi che mi accompagnerà, ma senza rinunciare anche a scoprire panorami e località che possano appagare anche i genitori: ecco quindi che passeggeremo lungo le rive dei laghi di Fusine e di Predil, ma non ci faremo mancare la visita alle miniere di quest’ultimo e l’ascesa al santuario dei Monti Lussari; entreremo nella casa delle farfalle a Bordano e ci specchieremo nelle acque del lago di Cavazzo, per poi incontrare da vicino gli animali in una fattoria didattica.

[caption id="attachment_8497" align="aligncenter" width="580"]Il monte Lussari, nel Tarvisiano (ph. Claudio Costerni) Il monte Lussari, nel Tarvisiano (ph. Claudio Costerni)[/caption]

Abbiamo deciso di pernottare all’Hotel il Cervo di Tarvisio, facente parte del club di prodotto Family Montagna, che riunisce sotto la sua egida tutte quelle strutture che hanno fatto dell’accoglienza ai genitori con bimbi a seguito il loro fiore all’occhiello: potevamo perderci grandi sale tutte piene di giochi, menù ad hoc e piccole sorprese tutte studiate per rendere il soggiorno dei più piccoli davvero indimenticabile?

E se pioverà? Niente panico, non ci perdiamo mai d’animo; troveremo senz’altro un programma alternativo per divertirci comunque! (visto che le possibilità non mancano, anzi!).

Seguiteci con #bloggerpercaso e #FVGlive!

Elisa e Luca blogger per caso ad Aria di Friuli Venezia Giulia!
Elisa e Luca mi prendo e mi porto via

Buongiorno a tutti!

Siamo Elisa e Luca, coppia nella vita e nel blog Mi prendo e mi porto via che gestiamo dal 2011. Siamo moglie e marito: Elisa viaggia da sempre e Luca non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n'R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi dal primo appuntamento in un ristorante turco a Berlino. Da un paio di anni siamo mamma e papà di un bellissimo bambino viaggiatore che tutti in rete conoscono come Manina.

Abbiamo aperto il nostro blog perché ci piaceva scrivere di viaggi, i nostri primi racconti di viaggio sono stati pubblicati su Turistipercaso.it ed è per questo che siamo veramente contenti di essere stati nominati blogger per caso da Turismo Friuli Venezia Giulia in collaborazione appunto con questa grande testata di viaggi. Quando viaggiamo ci piace andare alla scoperta di posti insoliti fuori dalle solite mete, siamo appassionati di enoturismo, birraturismo e terme&spa ma ciò che ci attrae maggiormente è cercare l’insolito anche dentro mete super conosciute. Appena possiamo acquistiamo un volo aereo per conoscere un’altra meta al di là dell’Oceano.

[caption id="attachment_8436" align="aligncenter" width="580"]Il prosciutto di San Daniele  [Ph. Ulderica dA pozzo (POR FESR 2007-2013)] Il prosciutto di San Daniele [Ph. Ulderica dA pozzo (POR FESR 2007-2013)][/caption]Del Friuli Venezia Giulia vi racconteremo Aria di Friuli Venezia Giulia (che si tiene dal 26 al 29 giugno a San Daniele e in 12 località storiche della regione), saremo per voi i vostri occhi, il vostro cuore e senza dubbio le vostre papille gustative, assaggeremo per voi questo piatto prelibato accostandolo a vini e birre artigianali. Saremo presenti ai concerti che caratterizzeranno l’evento, vi racconteremo del nuovo spettacolo di Vinicio Capossela e della prima data del tour italiano di Bob Dylan. Andremo per voi alla scoperta di piccole chicche del Friuli Venezia Giulia come Aquileia, Codroipo, Spilimbergo e Ragogna raccontandovene segreti e peculiarità.

Vi aspettiamo il weekend dal 26 al 28 giugno per viaggiare insieme, lasciatevi prendere e portare via con noi, non ve ne pentirete! Intanto se volete qualche anteprima su questa festa alla radici del gusto, piena di eventi culturali e musicali, ecco il sito ufficiale: www.ariadifriuliveneziagiulia.it !

FVG tra mare e terra
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Viaggio in Friuli Venezia Giulia, tra mare e terra, Trieste, Lignano Sabbiadoro, Marano e Grado

Arriviamo in Friuli Venezia Giulia un sabato mattina di fine maggio, è la laguna di Grado a darci il benvenuto, entrando all’isola del sole, così è chiamata anche questa località, la troviamo proprio sulla destra, il panorama con sullo sfondo il Santuario dell’isola di Barbana è un quadro, ci siamo già innamorati.

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Per il nostro week-end di inizio stagione abbiamo scelto il campeggio Tenuta Primero, è il primo di una serie di tre, poco prima di entrare a Grado Pineta, fa parte delle strutture che aderiscono al Club Family Experience Mare, qui le famiglie sono benvenute con una serie di servizi family dedicati. Ritiriamo il nostro Family Experience Mare Carnet che ci consegnano alla Reception, un libretto con numerosi buoni sconto per accedere alle attrazioni family nelle principali località di mare della Regione.

Ci sistemiamo nel nostro bungalow a pochi passi dal mare, sarà la nostra casa per i prossimi due giorni, nella struttura c’è pure una bella piscina dove i nostri piccoli sguazzeranno un bel po’ passando dalla zona idromassaggio, quella con le bolle per dirla alla loro, alla vasca più grande dove perfezionarsi nel loro stile ancora cucciolesco.

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Grado è una bella cittadina di mare, la particolarità che la contraddistingue rispetto altre località similari è il fatto che è abitata anche fuori stagione, questo dettaglio la rende viva e poco impersonale, è piacevole incontrare la gente del posto che parlando in dialetto la chiama ancora “Gravo”. La prima cosa che facciamo è noleggiare un’imbarcazione e farci un giro in laguna, possiamo così approfittare di un punto di vista privilegiato su questo tratto di costa, bimbi felici a prua ed a poppa buttano ogni tanto il retino a mare, si sentono pescatori, adorano il mare, siamo pure fortunati a vedere uno stormo di cigni che in perfetta formazione si destreggia sopra le nostre teste.

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Il nostro approccio a Grado continua con un giro in centro per scoprire il cuore della città vecchia, tra edifici caratteristici in pietra a vista ci sono scorci dove lasciare il cuore, un gelato vicino al porticciolo davanti alle barche dei pescatori, una sosta al parco giochi nella piazza dietro l’ingresso principale della spiaggia ed il tempo fila veloce, tra uno scatto e l’altro, una risata e magari un piccolo capriccio che si spegne in un attimo davanti alla prospettiva di una corsa ed un castello costruito con la sabbia.

C’è un bel sole il nostro secondo giorno nel Friuli Venezia Giulia, abbiamo già scelto il nostro itinerario perciò non ci resta che fare una bella colazione davanti al porticciolo da diporto della Tenuta Primero e metterci in auto con direzione Marano. Per arrivarci percorriamo la strada che taglia in due la laguna, l’altro collegamento alla terra ferma di Grado, e porta a Belvedere, non per nulla si chiama così, clic! Sfiliamo Aquileia con la grande cattedrale ed il grande Parco Archeologico con i reperti di epoca romana, in circa 30 minuti siamo a destinazione, è una cosa del Friuli Venezia Giulia che apprezziamo particolarmente il fatto che tutto si raggiunge abbastanza velocemente.

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Marano è un’altra cittadina di laguna, vive principalmente di pesca e le numerose imbarcazioni di pescatori si specchiano nel canale che va verso il mare aperto con i loro colori sgargianti. E’ il classico clima di paese, oggi è domenica mattina, il vociare della gente che si riunisce nei bar del centro, camminiamo nell’area pedonale sino alla piazza principale con l’antica torre, le campane suonano mentre i nostri bimbi prima giocano a fare i prigionieri davanti all’antica porta di legno, poi in una gara di salto il lungo. Il clima del dì di festa, gli edifici del centro storico con quei tratti che ricordano vagamente Venezia, il sole e la tranquillità di questa località ci mette di buonumore, ne approfittiamo per un tradizionale cappuccino e cornetto seduti ai tavolini all’aperto di un caffé mentre i bimbi possono giocare liberi nella piazza. Poco distante partono le imbarcazioni per le gite nella Riserva Naturale della Valle Canal Novo, ne approfitteremo un’altra volta, oggi abbiamo ancora un paio di tappe.

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Lignano Sabbiadoro pare fatta apposta per le famiglie, mare, spiaggia e divertimento. Abbiamo promesso la spiaggia ai bambini e non gliela facciamo mancare, lasciamo l’auto vicino alla Terrazza a Mare e ci avviamo verso il mare, l’accesso è libero, abbiamo solo che da scegliere il parco giochi e lasciarli andare, chiaramente i birbanti scelgono quello più grande, nuovo e colorato al bagno 10! Noi nel frattempo ci godiamo il sole sulle sdraio di un ombrellone poco distante,

Per evitare di assumere il colore delle aragoste sfogliamo il carnet delle attrazioni family friendly e scopriamo che proprio in centro c’è il Parco Junior, un enorme parco a tema con attrazioni come trenino, barchette a motore, automobiline, gonfiabili giganti e percorsi avventura, i nostri bambini con la valigia non si perdono in indecisioni, come vedono l’ingresso partono a razzo verso il divertimento.

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Un’ora e mezzo di divertimento sono sufficienti a stancare i bimbi, ci rimettiamo in auto e mentre loro scivolano velocemente tra le braccia di Morfeo ci dirigiamo ad est, verso Trieste.

Facciamo tappa al Castello di Duino, questo antico maniero costruito sulle falesie calcaree che si tuffano nel Golfo di Trieste, è costituito da due corpi principali, il castello e la rocca della Dama Bianca, il primo seppure aperto al pubblico è tuttora residenza del Conte di Torre e Tasso, la seconda, pare realizzata sui resti di un antico Castrum romano, è il castello più antico, è il secondo ad affascinarci particolarmente, in specialmodo per la leggenda che parla del fantasma della signora del castello, che ancora si aggirerebbe di notte per le stanze in rovina della fortezza.

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Ancora direzione est, verso Trieste, una breve sosta nella piazzola panoramica a destra subito dopo la grotta naturale della Strada Costiera, che spettacolo il golfo, e parcheggiamo nel porticciolo di Grignano, la località di mare dove Massimiliano Arciduca d’Austria ha fatto erigere uno dei più bei castelli affacciati sul mare al mondo, Miramare.
Dal parcheggio si sale un tratto a piedi lungo una scalinata e si entra direttamente nel Parco del Castello, una grande area verde dove sono stati piantumati piante ed alberi provenienti da ogni parte del mondo, alcuni centenari. Il primo scorcio del castello lo abbiamo dalla cosiddetta piazzola dei cannoni sul fronte mare, tra gli alberi spicca la bianca sagoma merlettata di Miramare, ed è a ancora amore.

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Il castello è realizzato tutto in pietra bianca d’Istria, le sue forme armoniose si specchiano nel tratto di mare antistante e nel porticciolo creato proprio per accogliere i principi d’Austria al tempo. Narra la leggenda che in una notte di tempesta, Massimiliano si riparò nella Baia di Grignano, proprio qui volle realizzare la residenza per lui e sua moglie. Purtroppo la vita un po’ si sceglie ed un po’ sceglie lei, Massimiliano finì trucidato in Messico, la moglie divenne pazza, tutto senza che potessero di fatto godersi la loro bella residenza sul mare. Qualcuno dice che sia la maledizione della sfinge egiziana sulla punta del molo del porticciolo, sono dicerie, ma noi gli stiamo lontani ;) Consideriamo i castelli il luogo perfetto per una visita con i bambini, c’è la magia della favola per i piccoli, quel pizzico di cultura per i grandi, Miramare ha pure il parco dove scorazzare liberi, approvato a pieni voti.

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Il tramonto ci riporta sulla strada verso Grado, non prima di fermarci sullo spiazzo dell’Obelisco di Opicina per un’ultima occhiata a Trieste, le prime luci accese della città che di distende sul mare sono un colpo all’anima, ciao Trieste e ciao Friuli Venezia Giulia, ripasseremo da queste parti, magari per riprenderci quel pezzetto di cuore che lasciamo in questa terra di mezzo, dove il mare incontra la terra.

Per saperne di più: http://www.turismofvg.it/Club-Family-Experience-Mare

Blogger per caso dove la terra incontra il mare
Giulia e la sua famiglia @ Bambini con la valigia

Giulia e Fabio, siamo una famiglia viaggiatrice ed il nostro blog è Bambini con la Valigia un family travel blog nato realmente per caso dopo il nostro primo importante viaggio in Scozia, l’idea di buttare giù quattro righe in un diario di viaggio, un Moleskine con la copertina nera e l’elastico al tempo, raccogliendo emozioni e spunti di viaggio in una piccola avventura da Edimburgo sino alle Highlands, ci ha condotto sino ad oggi in giro per diversi paesi europei ed oltre, la Cambogia è stata la nostra ultima tappa di viaggio.

Viaggiamo per conoscere, per incontrare la gente, per scoprire con gli occhi, anche quelli dei nostri figli, una bimba ed un bambino di rispettivamente di 5 ed 8 anni, com’è fatto il mondo, per raccontare attraverso le parole, le immagini ed i video che realizziamo, le nostre emozioni ed esperienze di fronte a nuove scoperte, spesso per capire ed apprezzare le differenze. Norvegia, Danimarca, Germania, Spagna e Baleari, Austria, Slovenia, Croazia, come Irlanda ed Inghilterra ci hanno dato molto, ora è tempo di dedicare un po’ del nostro tempo anche all’Italia.

Dal 30 al 31 maggio saremo in Friuli Venezia Giulia come Blogger per Caso per scoprire alcune località della costa: Lignano Sabbiadoro, Marano lagunare, Grado e la costiera triestina con i suoi due castelli affacciati sul blu del Golfo di Trieste, Miramare e Duino. L’idea è quella di conoscere il Friuli Venezia Giulia proprio dove la terra incontra il mare, i territori cosiddetti di mezzo, la laguna, le spiagge ma anche le falesie che da Duino conducono lungo la strada litorale verso la città di Trieste.

Alloggeremo in una delle strutture del Club Family, il Camping Tenuta Primero, lo conosciamo da anni è una delle eccellenze sul territorio gradese per l’accoglienza alle famiglie. Miniclub, piscina, attività per bambini e una spiaggia di sabbia dorata ideale per costruire qualche castello in riva al mare. Monteremo su una batela, tipica imbarcazione gradese, per provare, come i vecchi pescatori facevano, ad addentrarci tra i canneti ed i casoni della laguna, cercando di vedere gli uccelli migratori. Entreremo nel Castello memoria della favola triste di Carlotta e Massimiliano e in quello di Duino per cercare la mitica Dama Bianca, per poi ricostruirli con la sabbia, paletta e secchiello alla mano sulle spiagge di Grado e Lignano.

Chiaramente ogni suggerimento è benvenuto per aiutarci a scoprire gli angoli più caratteristici o nascosti durante il nostro itinerario in Friuli Venezia Giulia!

NB Seguite il viaggio di Giulia e Fabio su twitter @bambiniCLV, facebook Bambini con la valigia e Instagram @bambiniconlavaligia, sui nostri canali social e su quelli di Turisti per Caso! Partecipate usando gli hashtag #bloggerpercaso e #goliveFVG, oppure #mareFVG #familyFVG :)

Neve e gastronomia in Carnia, accoppiata perfetta
Diqua&Dilà sulle Ciaspole in Carnia

Ci eravamo lasciati con il racconto del nostro piano B in Carnia, fra relax delle terme e una cena alquanto insolita in un ristorante biblioteca.
Il tempo è imprevedibile e spesso gioca a sconvolgere i tuoi piani mettendo alla prova la tua creatività. Fortunatamente qui in Carnia le attività sono numerose, la scelta non manca basta solo sapersi organizzare.
Secondo giorno, ci svegliamo con il sole che fa capolino dalle montagne innevate: e vai!

[caption id="attachment_8354" align="aligncenter" width="580"]Il sole c'è! Il sole c’è![/caption]

Una colazione energizzante e un giro veloce per Sutrio, il paese del legno che ospita fra le sue vie molte sculture, ovviamente in legno. Ogni angolino sembra parlare di sé, il tempo pare essersi fermato, qui a Sutrio. Sono le nove di mattina ma già il sole colora le strade di una luce calda.

[caption id="attachment_8355" align="aligncenter" width="580"]Le sculture in legno di Sutrio Le sculture in legno di Sutrio[/caption] [caption id="attachment_8356" align="aligncenter" width="580"]A Sutrio il tempo sembra essersi fermato A Sutrio il tempo sembra essersi fermato[/caption]

Partiamo per Forni di Sopra, oggi finalmente potremo utilizzare le nostre FVG card e partecipare alla ciaspolata che avevamo prenotato.
Vi state chiedendo cos’è una FVG Card? Ve lo spiego subito!
La Fvg Card è un pass che puoi acquistare presso gli uffici d’informazione turistica del Friuli Venezia Giulia, che offre tanti servizi per conoscere la Regione, spendendo meno!

[caption id="attachment_8357" align="aligncenter" width="580"]L'itinerario personalizzato con FVG Card L’itinerario personalizzato con FVG Card[/caption]

La Card è nominativa e dura 48ore per 18€, 72ore per un costo di 21€, un week end per un costo di 29€ o 7 giorni e per ottenere gli sconti va esibita assieme ad un documento.

Utilizzando questo pass i vantaggi sono tanti, soprattutto è possibile personalizzare il percorso alla scoperta del Friuli con l’itinerario che fa al caso vostro: arte, cultura, mare, montagna e benessere! Qualche approfondimento lo trovate qui e potete anche scaricare la lista dei vantaggi in pdf.
Come vi ho già detto, la scelta del mio itinerario è ricaduta sulle attività neve che qui in Carnia sono varie e vanno ben al di là dello sci per la gioia di chi vuole godere degli scenari innevati praticando altri sport invernali.
Ad incuriosirmi c’erano diverse tipologie di ciaspolata (alle quali potete partecipare gratuitamente esibendo la FVG Card, per tutte le info sulle ciaspolate consultate qui) e io ho optato per quella fotografica. In realtà il nostro percorso è stato una variante perché a causa delle condizioni meteorologiche la nostra guida ha preferito farci prendere una strada più sicura.
La mia prima volta sulle ciaspole è stata molto divertente, in fondo è come avere delle ciabatte ai piedi e la cosa bella è che per camminare non devi far altro che trascinare i piedi senza alzarli.

[caption id="attachment_8358" align="aligncenter" width="580"]La ciaspolata fotografica in Carnia La ciaspolata fotografica in Carnia[/caption] [caption id="attachment_8359" align="aligncenter" width="580"]Il dietro le quinte sulla neve di un bloggerpercaso :) Il dietro le quinte sulla neve di un bloggerpercaso :)[/caption]

Abbiamo provato a camminare in discesa e in salita imparando le varie tecniche per restare in piedi.
I panorami della Carnia, visti dall’alto della montagna, sono molto affascinanti anche con un velo di foschia. Vedere per credere.

[caption id="attachment_8360" align="aligncenter" width="580"]Panorami di Montagna in Carnia Panorami di Montagna in Carnia[/caption] [caption id="attachment_8362" align="aligncenter" width="580"]Panorama dalla seggiovia di Forni di Sopra Panorama dalla seggiovia di Forni di Sopra[/caption] [caption id="attachment_8361" align="aligncenter" width="580"]Montagne innevate e cielo azzurro Montagne innevate e cielo azzurro[/caption]

Una volta provata l’ebrezza della ciaspolata nei boschi e consumate le nostre energie è arrivato il momento di buttarsi sulla gastronomia! Siamo scesi a valle e ci siamo diretti verso un birrificio artigianale, siamo entrati in magazzino per conoscere il proprietario e ascoltare la storia di questa birra, le origini e le tecniche di produzione.

[caption id="attachment_8363" align="aligncenter" width="580"]Provando la birra artigianale a Forni Provando la birra artigianale a Forni[/caption]

Abbiamo brindato alzando i calici, o meglio, le pinte, a questa giornata così ben riuscita. Ce ne siamo portati anche a casa qualcuna giusto per non farci sfuggire di mente i sapori del Friuli.
Abbiamo terminato la nostra giornata nel migliore dei modi: finalmente abbiamo assaggiato polenta e frico, il piatto che tutti mi avevano consigliato di provare.

[caption id="attachment_8364" align="aligncenter" width="580"]Frico e polenta Frico e polenta[/caption] [caption id="attachment_8365" align="aligncenter" width="580"]Il famoso prosciutto di Sauris Il famoso prosciutto di Sauris[/caption]

Che vi posso dire di polenta e frico? Un trionfo di sapori di montagna, un pasto completo e molto calorico, la giusta ricompensa dopo una mattinata sulla neve. Sapori golosi, di quelli che ti appagano. Siamo davvero sazi ma siamo bloggerpercaso e il nostro “dovere” è quello di provare un po’ tutto per poi raccontarlo a chi ci leggerà. :) La scusa pare reggere, abbiamo ordinato uno strudel di mele che ci hanno portato con una montagna di panna affianco che si è sciolta al solo contatto con l’impasto caldo.
Poi niente, ci siamo messi in marcia verso casa: soddisfatti ma con quel pizzico di voglia di tornare e scoprirele altre meraviglie friulane che ancora ci aspettano!

Stefania di Diqua&Dilà

Blogger per caso, sulla neve!
Stefania Pozzi - Blogger per Caso

In Friuli Venezia Giulia non ci sono mai stata. Esatto, mai. Giro il mondo ma mi manca ancora qualche perla della nostra bella Italia.
Sto per partire e mai termine fu più azzeccato che Blogger per Caso. Con me, oltre a mio marito ci sarà anche il videomaker Emiliano, pronto a catturare ogni bellezza del territorio e ogni istante degno di nota.

Vi confesso che non sono mai stata brava a creare l’itinerario perfetto, solitamente improvviso lasciandomi trasportare dal luogo, dal tempo e dagli incontri che faccio. Mi piace un sacco perdermi nei miei viaggi ed, in fondo, questa si è rivelata quasi sempre la scelta migliore per conoscere meglio il territorio, per fare mio un luogo anche se non mi appartiene.

Quindi non programmerò dettagliatamente ogni momento di questo week end che mi aspetta, ma ci sono delle attività che non voglio perdermi. Ad esempio ho deciso che il mio week end da Blogger per Caso sarà sulla neve, perché quest’anno mi è proprio mancata.
Perché vivo a Milano fra il grigio e il cemento e da troppo ho la voglia di sentire gli scarponi che affondano facendo scricchiolare la neve fresca.
Ho voglia di mettermi i guanti solo quando le mie dita saranno rosse come un peperone dopo aver giocato a palle di neve, di vedere l’alba o il tramonto da dietro le montagne e di svegliarmi con il profumo di legna che arde nel fuoco. Avrei anche voglia di leccarmi i baffi di cioccolata calda.
Ve l’ho detto che sono golosa? Vorrei assaggiare tutto, ma proprio tutto di questa regione. Sto cercando di documentarmi sui piatti tipici; chi me ne consiglia qualcuno assolutamente di provare?

Vorrei andare al di là dello sci, sport che ho praticato fin da bambina. Vorrei provare altre attività come le ciaspole, di cui tutti mi parlano e che mi hanno sempre incuriosito. Voglio vedere panorami mozzafiato.

[caption id="attachment_8320" align="aligncenter" width="580"]Ciaspolata panoramica Zoncolan/Ravascletto Carnia Ciaspolata panoramica Zoncolan/Ravascletto, Carnia (ph. Ulderica Da Pozzo / POR FESR 2007-2013)[/caption]

Insomma, un itinerario di massima c’è, ma tutto potrebbe cambiare. Certo, i vostri consigli da esperti potrebbero renderlo ancora più unico!

Arriverò a Sauris e pernotterò in un rifugio della zona perché sabato mattina vorrei partecipare ad un bellissimo phototrekking per catturare la magia della montagna in inverno con la mia reflex, a Forni di Sopra.
Se non chiedo troppo alle mie gambe, sabato mi piacerebbe anche provare la ciaspolata notturna con cena in baita alpina.
Domenica mattina invece vorrei dedicarla al meritato relax nelle terme di Arta Terme per poi ripartire verso Milano.
Ma come già detto, valgono tutti i consigli possibili, quindi mi affido fedelmente a voi!

Bimbieviaggi in Friuli: quando il programma lo decidono i bambini!
parchi-gioco-a-Lignano-aquilone

Dopo la giornata di ieri dedicata all’escursione in motonave nella Laguna di Marano, oggi abbiamo affidato l’organizzazione della giornata alla principessa di casa.

Bimbieviaggi in Friuli: esplorando la Laguna di Marano
Laguna di Marano - bimbieviaggi

L’acqua al posto dell’asfalto, cenni della mano al posto dei semafori e gli stessi identici cartelli stradali: la Laguna di Marano è un po’ come un’autostrada, che unisce Lignano a Marano, ma anche Venezia a Grado.

Active Friuli: in cielo sul monte Chiadenis e sottoterra a Tarvisio
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La nuova tappa del viaggio è Forni Avoltri per un’intera giornata dedicata alla montagna. All’alba la strada è vuota e comoda. Non servono navigatori sofisticati o app collaudate, le indicazioni stradali sono lineari.

Active Friuli: la “forra” di Barcis e il dog trekking a Fusine!
Il lago di Barcis

Un viaggio in velocità. Nel senso, un viaggio pensato in 48 ore e poi vissuto strada facendo. In velocità, appunto. Con il “per caso” che ha messo uno dopo l’altro incontri, episodi, aneddoti, esperienze che intrecciano adrenalina e serenità.

Blogger per caso…con famiglia!
Bimbieviaggi Blogger per caso

Dopo aver esplorato le strade del Friuli assieme alla grande biker Chiara Meriani e all’avventuriero Alberto Rosa, il prossimo weekend tocca a noi di Bimbi e Viaggi la missione di essere blogger per caso: una famiglia alla scoperta del Friuli!

Bike tour, la seconda giornata: Grado – Smartno (56 km)
ciclabile Versa Judro

Lasciare “l’Isola del Sole” non è facile (non perché la ciclabile non si trova… anzi! Ma la spiaggia è invitante e il sole finalmente ha preso coraggio.) Ma noi rimontiamo in sella: nella seconda giornata di tour ci aspettano 56 chilometri, e non tutti pianeggianti. Quindi, passato il lungo ponte da cui la vista sulla laguna è splendida, imbocchiamo la ciclabile Fvg1 Grado – Palmanova: prima tappa della giornata, Aquileia. In un’area archeologica di eccezionale importanza, considerata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, basta deviare di pochi metri e la Basilica di Santa Maria Assunta ci aspetta, con i suoi famosi mosaici paleocristiani (IV sec.) che costituiscono un tassello fondamentale nella storia dell’arte italiana.

[caption id="attachment_8185" align="aligncenter" width="580"]Seconda tappa: l'uscita da Grado Seconda tappa: l’uscita da Grado[/caption]

Passate Terzo d’Aquileia e Cervignano del Friuli, la tappa a sorpresa è Strassoldo: con i suoi due castelli, Strassoldo di Sopra e di Sotto, è un raro esempio di antico borgo medievale, piccolissimo ma estremamente ben conservato e ricco d’atmosfera. Vien voglia di far finta di essere una principessa e fermarsi qui, almeno una notte… le stanze per gli ospiti ci sono e non hanno nemmeno prezzi inaccessibili!

Ma la nostra meta è ancora lontana e ripartiamo, di nuovo sulla ciclabile Alpe Adria, questa volta fino a Palmanova: varcate le Porte Monumentali della “città stellata” – così chiamata per la sua pianta poligonale a stella con 9 punte – ci fermiamo a fare un rebechin, pranzetto veloce, in Piazza Grande che  sembra quasi troppo vasta per la cittadella che la circonda, mentre i turisti fotografano il Duomo.

Di nuovo on the road e sulla strada, nella località di Medeuzza, mi devo fermare per fotografare uno dei tanti gioielli quasi sconosciuti della nostra regione: una bella chiesetta che sembra fatta di biscotto! Poi in sella, verso la prossima ciclabile: passata  Villanova imbocchiamo la nuova ciclopedonale Versa – Judrio e già si vede Cormons all’orizzonte, lassù, sulla collina…

Ancora qualche pedalata e raggiungiamo il nostro atteso pit-stop: il Bikeways Point di Cormons dove possiamo lasciare le city bike noleggiate al Point di Trieste, per scambiarle con delle MTB, più adatte alle colline che ci attendono. Sempre elettriche… che pensavate?! Da qui, Andrea – uno dei due ragazzi che gestiscono il noleggio presso il Greenpoint.go, ci accompagna verso il castello di Spessa che fa spettacolo, adagiato com’è su un verdissimo campo da golf. Ci racconta dei vini pregiati: le cantine di invecchiamento, scavate proprio sotto il castello, sono le più antiche del Collio e si sviluppano sue due livelli. ll più antico risale al periodo medievale (una volta utilizzato per la produzione del vino, oggi viene usato come barricaia); il secondo è un vecchio bunker militare del 1939, scoperto durante i lavori di ristrutturazione. Grazie alla temperatura costante di 14° funge da cantina di affinamento per i prestigiosi rossi Cru del Castello, oltre che per la celebrata Grappa Riserva Conte Ludovico, invecchiata più di 20 anni. Ma noi decliniamo l’invito all’assaggio: il sole picchia, la salita ci aspetta e il bicchiere di vino lo degusteremo una volta parcheggiate le biciclette!

[caption id="attachment_8186" align="aligncenter" width="580"]Confine di Stato Italia Slovenia Confine di Stato Italia Slovenia[/caption]

Entriamo in territorio sloveno: “Zivijo!” ci salutano da quel che un tempo fu il confine, ora utilizzato dagli allegri paesani come sosta pic-nic! Ricambiamo, e iniziamo la salita verso un altro castello-fortezza, quello di Dobrovo, eretto nel 1600 sopra i resti del precedente medioevale. Anche qui ci tenta una cantina, quella cooperativa di Goriška Brda. Ma la luce è meravigliosa, la voglia di pedalare non si è esaurita e…nemmeno la batteria delle e-bike: così approfittiamo e andiamo ancora più su, togliendoci lo sfizio di raggiungere il borgo di Šmartno, incastonato nelle sue mura e ridipinto tutto di bianco.

[caption id="attachment_8188" align="aligncenter" width="580"]Fortezza di Dobrovo Fortezza di Dobrovo[/caption]

Il poeta sloveno Gradnik lo paragona al nido d’ aquila, da dove lo sguardo può abbracciare tutta la zona: dal monte Nanos alle Alpi Carniche e la Pianura Friulana fino al mare Adriatico. Luogo perfetto dove fermarsi. Finalmente il bicchiere di vino ci aspetta ed è quello offerto dalla nipote di Marica: un bianco fresco, il Belica. Vien voglia di fermarsi qui, a Casa Marica, che prende il nome dalla nonna, ricordata con affetto perché viziava i bambini con la sua cucina, semplice ma gustosa. Questa sera, tagliere di salumi locali e frittata alle erbe. Sua nipote, ha viziato anche noi!

Leggi la tappa 1 del bike tour di Chiara e Stefano: BIKE TOUR: IN BICI DA TRIESTE A GRADO (66 KM)

[caption id="attachment_8184" align="aligncenter" width="580"]All'arrivo All’arrivo[/caption]
Bike tour: in bici da Trieste a Grado (66 km)
La laguna di Trieste

Amici di vecchia data, giornalisti, in bici (e non per caso): questa volta, a raccontare la nostra regione, ci andiamo in bicicletta, Stefano De Franceschi ed io! Ed ora, mentre io scrivo e Ste monta le immagini, speriamo davvero sia stata la prima gita di una lunga serie, tanto ci ha affascinato attraversare slow e con gli occhi di turisti (per caso!) quel che c’è intorno alla nostra città.

[caption id="attachment_8177" align="alignnone" width="580"]Chiara e Stefano pronti a partire Chiara e Stefano pronti a partire[/caption]

Ritrovo in viale Miramare 5, dove abbiamo noleggiato le biciclette: non che non ne avessimo una… ma per bloggare by bike da Trieste fin su, sul Collio sloveno – 122 km in due giorni - ho ben pensato di scegliere un’e-bike! Già, una bicicletta a pedalata assistita: quella che tanti snobbano, commentando (a Trieste) “perché xè da veci”. E invece è una gran trovata: permette anche a chi ha polpacci normali, di raggiungere vette insperate e viaggiare, davvero viaggiare, in bicicletta, senza dover limitare i chilometri. Quindi, e-bike sia: e se la sceglierete anche voi, mi raccomando, non dimenticate di caricare la batteria durante la vostra sosta notturna ;)

Partenza prevista alle 9, da viale Miramare appunto: ma come si fa a partire da Trieste senza nemmeno passare per Piazza Unità? Ottima scusa per “un nero”, un caffè naturalmente, triestinissimo, prima di “sconfinare” in Bisiacaria. E poi si parte, direzione Porto Vecchio: poco prima della Stazione, entriamo in bicicletta in quello che un tempo fu il vecchio porto della città e che ora cerca la sua nuova identità, divertendosi intanto a far da palcoscenico a pellicole d’atmosfera, come l’ultima di Salvatores.

[caption id="attachment_8179" align="alignnone" width="580"]Partenza da Trieste, in bici! Partenza da Trieste, in bici![/caption]

Terminati i magazzini, ritorniamo su viale Miramare, sulla pista ciclabile un po’ sconnessa ma ombreggiata. Un passaggio al “barakin” di Barcola, la pineta del lungomare di Trieste dove i triestini “vanno al bagno” (leggi: vanno al mare, che qui si dice così). Un po’ di gimkana tra asciugamani e sdraio, e raggiungiamo la prima tappa: l’asburgico Miramare, “un castello di pietra bianca a picco sull’acqua che sembra ritagliato nel cartone da un bambino”.

[caption id="attachment_8180" align="alignnone" width="580"]Arrivata a Miramare! Arrivata a Miramare![/caption]

Ancora, strada Costiera: qui davvero ci vorrebbe una ciclabile! Poco prima della famosa galleria naturale, scavata nella roccia, il Belvedere: all’orizzonte, si scorge Duino, borgo di principi e pescatori, seconda tappa del nostro bike tour. Dallo splendido castello, anche questo a picco sul mare, si vede la rocca stagliarsi contro il mare, con il suo fascino di rudere antico e la tenebrosa leggenda che vi aleggia: anche in questo castello, come in quello di Miramare, ombre di anime perse vagano ancora tra le rocce…

Usciamo da Trieste. Da Duino, attraversando Monfalcone, si raggiunge finalmente la ciclabile del Litorale, che porta a Marina Julia, direzione Punta Barene: dalle rocce a picco sul mare passiamo ai ciotoli di spiaggia e poi alla laguna: paesaggio inaspettatamente bello a Quarantia, dove l’acqua salata e dolce si mescolano e già inizia la Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo. Prossima tappa, l’Isola della Cona: scendiamo dalle biciclette per un po’, per ammirare splendidi cavalli, uccelli da National Geographic e una piccola lontra!

[caption id="attachment_8181" align="alignnone" width="580"]Pedalando verso l'Isola della Cona Pedalando verso l’Isola della Cona[/caption]

Ripartiti, superiamo il ponte sull’Isonzo e giriamo verso Punta Sdobba: ora Grado è già vicina, e la laguna torna pian piano ad essere mare. L’arrivo, per la foto di rito, è sulla passeggiata che s’affaccia sulla spiaggia sabbiosa; la conclusione del biketour, all’hotel Diana, scelto non a caso, visto che anche l’alloggio delle biciclette è a 4 stelle! E per finire la giornata, una cena davvero meritata: boretto tipico gradese, alla trattoria “Al Pescatore” nella zona del canale, dove i pescherecci si stan preparando all’uscita notturna. Io ho assaggiato quello di “canoce”, che sarebbero le canocchie: da leccarsi le dita!

Leggi la tappa 2 del bike tour di Chiara a Stefano: Grado – Smartno (56 km)

Blogger per caso in movimento
Canyoning (ph Massimo Crivellari POR FESR 2007-2013)

Prendo il testimone da The Lady Bike e mi preparo per un nuovo viaggio in Friuli Venezia Giulia con i panni del Blogger per Caso, nel fine settimana dall’8 al 10 agosto.

Per me è il quarto: l’ultimo, a dicembre, mi ha portato dal nord al sud, dalla (poca) neve della Carnia al mare d’inverno di Grado. In mezzo: libri misteriosi, viaggi di epoche passate, birre nate in mezzo al bosco, mummie, artigianato a base di lavanda. Nel frattempo ho continuato a scoprire il Friuli Venezia Giulia, per me sempre più una tavolozza di colori che si mischiano per dare tinte davvero uniche. Basta aver voglia di arrivarci e lasciarsi vivere.

Questa volta si sale e si scende all’insegna dei contrasti che trovano armonia: quella con i cani a Tarvisio per il dog trekking, quella con la natura selvaggia e garbata delle Dolomite friulane, quella del lago di Barcis da scoprire a bordo di un gommone, quella dell’adrenalina del rafting e del canyoning (spero!), per finire tra i tasti bianchi e neri di un pianoforte che suonerà vicino al cielo in Sella Nevea.

E come sempre l’improvvisazione sarà la compagna di viaggio discreta, sorniona, riservata. A raccontare con me questo viaggio ci sarà Dada, un video maker che video maker non è… e forse una misteriosa Lei che viaggia con il corpo e con la mente. Ma questa è davvero un’altra storia ed è un forse.

Per scoprire come andrà a finire, seguitemi e magari ci incontreremo sui nostri cammini.

Ciao,

Alberto

[caption id="attachment_8165" align="aligncenter" width="580"]trekking (ph. Mario Verin) trekking (ph. Mario Verin)[/caption]
Da Trieste al Collio in bicicletta!
Trieste Piazza Unità

Rocce carsiche a picco sul mare, laguna e spiagge sabbiose, villaggi di pescatori, siti archeologici e ben tre castelli prima di giungere alla meta, tra colline di boschi e vigneti, con tutti i prodotti dell’enogastronomia di frontiera: tutto ciò in 100 km, per un weekend in bicicletta tra Trieste e il Collio, prima friulano e poi sloveno.

Borghi del Friuli Venezia Giulia
Copertina Borghi friuli Venezia Giulia

Nel nostro viaggio da #bloggerpercaso sottosopra, abbiamo visitato due delle cinque grotte principali del Friuli Venezia Giulia ed abbiamo degustato alcune delle prelibatezze tipiche di questa terra. Il nostro breve road trip ci ha fatto conoscere delle località interessanti, che abbiamo incontrato lungo l’itinerario che avevamo disegnato. Sono quasi tutte piccole realtà e si possono visitare in mezza o in una giornata, perfette se volete spostarvi in zone diverse ed avete a disposizione solo un weekend. Ecco, in ordine, i borghi del Friuli Venezia Giulia che abbiamo visitato:

Aiello del Friuli

Aiello del Friuli (Dael in friulano) è una piccolo paese adagiato nella bassa pianura friulana che sembra assomigliare a tanti altri, ma passeggiando per le sue vie, osservando le pareti delle case, vi accorgerete che questo luogo è speciale. Aiello, di antica tradizione rurale, è stato soprannominato “Paese delle Meridiane“, perché qui si possono ammirare 70 meridiane, gli antichi orologi solari, di stili e periodi diversi.

[caption id="attachment_8136" align="alignnone" width="580"]aiello del friuli meridiana Casa Comar - Virgulini Casa Comar – Virgulini[/caption]

Potete decidere di passeggiare senza una particolare meta oppure prendere una mappa gratuita messa a disposizione dal Circolo Culturale “Navarca”, per esplorare tutte le zone, seguendo l’itinerario che preferite, ammirando le particolarità e individuando i motti di ciascuna meridiana. La domenica il Circolo Culturale è disponibile (su prenotazione, per gruppi) per effettuare delle visite guidate e il nostro consiglio è di non perdere questa opportunità perché è l’unico modo per scoprire curiosità che non potrete reperire da nessun’altra parte. Se avete poco tempo fate un salto nel Cortile delle Meridiane, qui ne ammirerete facilmente più di 20 e se avete fortuna potrete anche visitare il Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale (aperto la domenica dalle 15 alle 18).

[caption id="attachment_8134" align="alignnone" width="580"]Aiello del Friuli Museo Contadino Cortile delle Meridiane[/caption]

Una curiosità: Aiello è gemellata “Nel segno del tempo” con Pesariis, un piccolissimo paese di montagna famoso per la produzione di orologi. Questo borgo ha avviato un progetto per la costruzione di 24 orologi monumentali nel centro per raccontare l’evoluzione dell’industria locale e al momento ne sono stati costruiti 10.

Gradisca d’Isonzo

Gardiscje (in friulano) ci ha davvero sorpreso, perché non pensavamo che potesse conquistarci così tanto. Complice l’aria frizzante e un timido sole, abbiamo esplorato il centro storico che è quasi interamente pedonale e percorribile in due ore, se volete passeggiare senza fretta o se volete fare diverse soste fotografiche.

[caption id="attachment_8137" align="alignnone" width="580"]Gradisca d'Isonzo Galleria d’Arte Contemporanea Galleria d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”[/caption]

Le stradine, i palazzi storici, la Loggia dei Mercanti, il Teatro Comunale e la Galleria Regionale d’Arte contemporanea “Luigi Spazzapan”, tutto ci ha conquistato. L’unica nota triste di questa visita è stato constatare lo stato di abbandono della Fortezza di Gradisca d’Isonzo, è un peccato vedere una struttura storica (risale al 1176) chiusa, che non ha la possibilità di rinascere come punto di riferimento per eventi culturali.

Fagagna

Fagagna (in friulano Feagne) è uno dei borghi più belli d’Italia e l’angolo più suggestivo del paese è la collina dove si ergeva il castello, ormai ridotto a rudere. Solo il torrione è stato risparmiato dal passare del tempo perché nel 1922 è stato trasformato in campanile. Sul colle si trova anche la Chiesetta di S. Michele Arcangelo, che grazie ad un recente restauro è tornata alla sua architettura originaria. Questo luogo, soprattutto in una giornata di sole, regala una vista stupenda sulla pianura circostante, lo sguardo corre lontano senza incontrare ostacoli.

[caption id="attachment_8138" align="alignnone" width="580"]Castello di Fagagna Vista dal castello di Fagagna[/caption]

Saremmo rimasti tutto il giorno sdraiati sul prato, seguendo la danza delle nuvole, ma l’emozione più grande doveva ancora arrivare!
Dovete sapere che qui si trova un’oasi costruita per il reinserimento della cicogna bianca, ”Oasi dei Quadris“, che vi invito a visitare anche solo per sostenere il lavoro e l’impegno dei volontari che gestiscono la struttura. In realtà i nidi di cicogna sono sparsi per tutta Fagagna e ne viene monitorata l’attività. Una mappa affissa all’interno dell’oasi tiene traccia dei rilevamenti. Proprio qui ho visto, per la prima volta, una cicogna libera e a pochi metri da me, non so descriverei bene l’emozione che ho provato, ma vi assicuro che ho continuato a sorridere tutto il giorno.

[caption id="attachment_8140" align="alignnone" width="580"]cicogna a fagagna Nido di Cicogna davanti al Casale Cjanor[/caption]

Se passate nei dintorni di Fagagna nel periodo compreso tra aprile e luglio, non perdete l’opportunità di ammirare questi maestosi animali in libertà.

San Daniele del Friuli

Qui il tempo non ci ha graziato ed abbiamo visitato la patria del prosciutto crudo sotto la pioggia, accompagnati da un vento ghiaccio. Siamo entrati nel borgo attraversando la cinquecentesca Porta Gemona e il borgo ci è sembrato addormentato, silenzioso, quasi assente: un sabato mattina con pochissime persone per strada e negozi chiusi. Girovagando siamo arrivati nella piazza principale, dominata dal Duomo che si raggiunge salendo una scalinata, qui finalmente abbiamo trovato un po’ di vita, dei ragazzi in bici, un gruppo di signori al bar e qualche turista. Per la gioia dei nostri sensi ci siamo diretti alla Bottega del Prosciutto. Non ne abbiamo avuto il tempo, ma sicuramente una cosa da non perdere è una degustazione o una visita ad uno dei prosciuttifici della zona. Giugno è uno dei momenti migliori per visitare questo borgo, perché ogni anno il Consorzio del Prosciutto di San Daniele organizza “Aria di Festa” quattro giorni di musica, iniziative culturali e di riscoperta delle territorio e dei suoi sapori, in particolare del prodotto che ha reso famoso questo posto in tutto il mondo. San Daniele del Friuli custodisce un piccolo tesoro in Via Garibaldi: nella Chiesa di Sant’Antonio Abate ci sono degli affreschi sorprendenti realizzati da Martino da Udine (noto come Pellegrino da San Daniele) a cavallo tra il ’400 e il ’500 e da alcuni è stata definita La Sistina del Friuli.

[caption id="attachment_8141" align="alignnone" width="580"]Chiesa di Sant'Antonio Abate - San Daniele Del Friuli Affreschi nella Chiesa di Sant’Antonio Abate – San Daniele Del Friuli[/caption]

Non siamo degli appassionati di edifici religiosi, ma questa chiesa ci ha offerto una pausa dalla pioggia battente e scoprire questi bellissimi affreschi, in uno spazio sostanzialmente spoglio, è stato emozionante.

Pordenone

Abbiamo visitato Pordenone (Pordenon) la domenica mattina, rientrando verso casa. Come è facile immaginare, la città era piuttosto deserta ma dato che pochi giorni prima si era svolto il raduno degli alpini, le finestre e la città erano ancora addobbate a festa. Abbiamo passeggiato per il centro, passando sotto i suoi famosi porticati gotico-rinascimentali, ammirandone gli affreschi. Arrivati davanti al Palazzo Comunale (1291-1395) ci siamo ipnotizzati davanti al bellissimo orologio che caratterizza questa facciata, rendendola speciale.

[caption id="attachment_8142" align="alignnone" width="580"]Palazzo comunale Pordenone friuli Venezia Giulia Palazzo Comunale di Pordenone[/caption]

Qui ci sono molti ristoranti che meritano una sosta e per alcuni è necessaria la prenotazione. Pordenone ci ha dato l’impressione di essere un luogo che ha bisogno di tempo per dischiudersi, va vissuta nella quotidianità per coglierne l’anima. È un ottimo punto di partenza per esplorare il Friuli occidentale e quando torneremo in queste zone la sceglieremo con base.

Il Friuli Venezia Giulia ci ha regalato un weekend interessante tra  grotte, borghi e sapori tipici ma sappiamo che ci sono ancora tantissime esperienze che non abbiamo fatto e molti posti che non abbiamo visitato. Cosa non dovremmo perderci durante il prossimo viaggio in Friuli Venezia Giulia?

Alessandro e Kinzica, blog100days.it

Grotte del Friuli Venezia Giulia
Visita Grotta Gigante

Il nostro viaggio da blogger per caso sottosopra ci ha permesso di degustare alcuni dei prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia,  ma anche di scoprire il lato più nascosto di questa regione di confine.

Il Friuli Venezia Giulia è ricco di cavità naturali, ne sono state rilevate circa settemila ed è stato stimato che rappresentano solo il 10% delle grotte presenti sul territorio regionale. Di questa piccola percentuale, le grotte visitabili si contano sulle dita della mano, ma non sono per questo meno sorprendenti.

Pianificando il nostro weekend da #BloggerPerCaso abbiamo consultato la sezione “punti di interesse” presente sul sito www.turismofvg.it, perché permette di visualizzare su una mappa le località divise per temi ed argomenti. Nella sezione “grotte” ho trovato quelle accessibili da tutti:

  • Grotta di San Giovanni d’Antro
  • Grotta Verde di Pradis
  • Grotta Torri di Silvia (FVG card)
  • Grotta Gigante (FVG card)
  • Grotta Nuova di Villanova (FVG card)

Se, invece, siete degli specialisti di complessi carsici ed esplorazioni speleologiche potreste anche spulciare il sito web del catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia (http://www.catastogrotte.fvg.it/). Io l’ho fatto per pura curiosità ed ho scoperto una cavità con un nome davvero inconsueto: “Abisso dei Led Zeppelin”.

Purtroppo non siamo speleologi ed abbiamo dovuto scartare la discesa hard-rock, optando invece per la Grotta Verde di Pradis, che ci ha incuriosito con il suo nome esotico, e la Grotta Gigante, che detiene un Guinness World Record.

La Grotta Gigante si trova nei pressi di Trieste e venne esplorata nel 1840 durante le ricerche del fiume sotterraneo Timavo. L’attuale ingresso venne ampliato nel 1904 e nel 1908 vennero terminati i lavori che permisero l’apertura al pubblico.

La grotta è facilmente raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici (basta prendere il bus n°42 da Trieste); all’interno del centro accoglienza è allestito il Museo Scientifico Speleologico (ad ingresso libero) visitabile nei giorni di apertura della grotta. La Grotta Gigante di Sgonico è la caverna più grande del mondo tra quelle accessibili ai turisti e detiene il Guinness dei Primati dal 1995 grazie alla sua sala principale, il cui volume complessivo è di 366.000 m³.

Grotta Gigante Friuli Venezia Giulia scale

Prima di entrare abbiamo visto il video che mostra David Cusanelli, base jumper italiano, mentre realizza un’impresa quasi impossibile: lanciarsi con il paracadute all’interno della grotta. Avete capito bene, lancio con il paracadute dentro una grotta, la Grotta Gigante. Questo vi fa capire davvero quanto sia imponente. Non è la sola impresa sportiva da record che ha ospitato, da poche settimane il campione italiano di bike trial è riuscito a completare la risalita in bici dei 500 gradini – dislivello 114 m – della grotta. All’ingresso viene segnalato che ce ne sono 500 a scendere e altrettanti a salire ed anche questo è un dato impressionante, ma vi assicuro che si affrontano senza problemi anche perché sarà la bellezza della grotta a togliervi il fiato.

Questa cavità è interessante e affascinante per la grandezza e per la ricchezza delle sue stalattiti e stalagmiti. La visita guidata vi svelerà la storia, i segreti e le curiosità della Grotta Gigante, ma esistono altre modalità per conoscere e vivere questo luogo. In grotta vengono organizzati degli eventi davvero unici: aperitivi, concerti di musica medievale e gare sportive. Queste iniziative hanno un fascino mistico e assolutamente peculiare. Uno degli eventi tradizionali è la celebrazione della befana: gli speleologi da trent’anni propongono al pubblico un pomeriggio di intrattenimento e forti emozioni calandosi in costume dal soffitto della grotta.

Visite guidate, eventi e ricerca scientifica. Nella Grotta Gigante vengono condotte preziose ricerche in collaborazione con istituzioni scientifiche di grande importanza internazionale. I lunghi cavi che vedete nella grotta compongono un pendolo geometrico, il più lungo al mondo, che monitora ogni minimo movimento delle pareti, amplificando gli spostamenti di ben 40.000 volte.

Grotta Gigante Friuli Venezia Giulia 150 scalini

Le sorprese non finiscono qui. Per raccogliere, elaborare e condividere in tempo reale i dati per le ricerche scientifiche è stato necessario portare all’interno della cavità la fibra ottica e così lo staff ha pensato di aggiungere un router per permettere ai visitatori di connettersi gratuitamente alla rete wi-fi. È possibile quindi condividere le proprie sensazioni e le immagini della grotta nel momento stesso della visita.

Le nostre aspettative sono state superate, questo luogo magnifico merita di essere visitato ed anche una deviazione di percorso. Il nostro consiglio è andare verso l’orario di chiusura (ultimi due turni) per assaporare in tranquillità la magia di questo luogo, oppure di vivere la Grotta Gigante in modo unico, durante uno degli eventi organizzati periodicamente.

Grotta Gigante Friuli Venezia Giulia forme

La Grotta Verde di Pradis invece ci ha un po’ spiazzati, capovolgendo le nostre aspettative. Nonostante il nome, la grotta non è l’aspetto più interessante di questo sito naturalistico o almeno non lo è stato per noi. L’appellativo “verde” non è così esotico come ci aspettavamo ed è legato all’inventiva di un prete. Nel 1964 il parroco di Pradis di Sotto, Don Terziano Cattaruzza, decise di trasformare il posto in un luogo di culto e attrattiva turistica, dedicando la grotta più grande alla Madonna e illuminandola con neon verdi. Durante la Messa Natalizia del 24 Dicembre 1968, la Grotta è stata denominata “Tempio Nazionale degli speleologi”. Ad oggi, è rimasto solo un neon verde posizionato dietro la statua della Madonna, mentre il resto della grotta è illuminato con una luce neutrale.

Grotta verde Friuli Venezia Giulia

Grotta Pradis Friuli Venezia Giulia

Per noi è stato molto più interessante il percorso che conduce fino alla forra del Torrente Cosa. Le cavità che circondano la Grotta Verde erano abitate da uomini e animali preistorici e all’interno sono stati rinvenuti numerosi reperti che sono esposti al museo di Pradis di Sotto. Scendendo la scalinata che porta nei meandri dell’orrido, abbiamo ammirato l’imponenza del fenomeno erosivo del Torrente Cosa che si è fatto spazio nelle rocce calcaree. Ci sono numerosi antri che si affacciano sulle pareti rocciose ed alcuni sono antiche testimonianze di affluenti sotterranei ormai estinti. Ci sono diversi percorsi e uno di questi porta sopra la cascata creata dalle acque del Rio Mola. Qui ci siamo soffermati alcuni minuti per ammirare la bellezza di questi luoghi, dove hanno vissuto i nostri antenati.

Rio Mola Torrente Cosa Friuli Venezia Giulia

Questo percorso ci ha portato in luoghi millenari, dove è la natura a fare da padrona. A posteriori mi è dispiaciuto non visitare il complesso di Villanova, quindi vi consiglio di aggiungerlo al vostro itinerario, noi lo teniamo a mente per il prossimo viaggio in Friuli Venezia Giulia.

Photo Credits: Alessandro e Kinzica http://blog.100days.it/

Friuli Venezia Giulia da gustare: prodotti e sapori tipici
Copertina_San_Daniele_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia

Nel weekend da blogger per caso abbiamo avuto il piacere di degustare alcuni dei prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia, seguendo anche i consigli che abbiamo ricevuto dopo aver pubblicato il post blogger per caso sottosopra.  La cucina friulana è ricca e saporita ed oltre alle tante ricette tradizionali vanta sette presidi Slow Food che hanno permesso di recuperare e promuovere sapori antichi a rischio d’estinzione. Questi prodotti sono espressione diretta dei territori e dei saperi delle comunità che abitano il Friuli Venezia Giulia. Zaino in spalla, pancia vuota: partiamo assieme per un viaggio molto saporito.

Iniziamo da Gradisca d’Isonzo dove siamo arrivati la sera del primo giorno. Dopo aver lasciato le valigie all’Hotel Franz ci siamo incamminati in centro e dopo pochi passi ci siamo trovati in Piazza Unità d’Italia, illuminata ad hoc per far risaltare il bel teatro comunale, inaugurato da appena 5 anni e realizzato recuperando l’edificio che ospitava le scuderie settecentesche. L’Hotel Franz dispone di un ristorante il cui menù ci aveva stuzzicato l’appetito, ma abbiamo preferito fare una passeggiata in centro, seguendo comunque i consigli dello staff dell’hotel. Via Marziano Ciotti la sera è piuttosto vivace, ci sono diversi locali, uno in particolare ci è sembrato molto popolare per un aperitivo pre e post cena. Noi però volevamo raggiungere un posto ben preciso, la Piccola Vienna. Quando siamo entrati abbiamo trovato il locale deserto e l’impressione è stata quella che stessero per chiudere (nonostante fossero poco più delle 21, di venerdì sera). Trovare un ristorante completamente vuoto in una sera del weekend non è esattamente un buon segno, ma non ci siamo lasciati scoraggiare ed abbiamo chiesto se fosse ancora possibile cenare. La risposta è stata positiva, così, con un misto di inquietudine e senso di colpa, abbiamo preso posto nella sala ristorante. La particolarità di questo locale dal fascino retrò è che si trasforma durante il giorno: bar pasticceria la mattina, tea room il pomeriggio e ristorante alle sera.

[caption id="attachment_8093" align="aligncenter" width="580"]tagliolini_San_ Daniele_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia Tagliolini con San Daniele e crema di Montasio[/caption]

Dalle ricerche che avevamo fatto e dal menù capiamo che le proposte principali riguardano il pesce, ma noi optiamo per un tagliere friulano con formaggi, mostarde e salumi, frico morbido, formadi frant e verdure; a seguire tagliolini con San Daniele e crema di Montasio, un altro formaggio tipico friulano (DOP). Il gran tagliere è un tripudio di sapori ed è stato un’ottima introduzione a due dei nostri prodotti tipici preferiti. Il formadi frant è anche il primo presidio Slow Food che abbiamo degustato, il suo sapore acuto e coinvolgente racconta la sua origine. Questo prodotto è nato per recuperare le forme di formaggio di malga dell’area Carnica ritenute “difettose”, che venivano quindi sminuzzate, amalgamante con sale, pepe, latte e panna di affioramento e il nuovo composto veniva lasciato stagionare per circa 40 giorni. Questo prodotto artigianale non solo evita sprechi inutili, ma regala al palato una esperienza gustativa intensa. Per concludere alla grande non abbiamo resistito al dolce, che poi è la punta di diamante di questo locale e datemi retta, lasciate un po’ di spazio, ne vale davvero la pena.

Il secondo giorno prevedeva alcune soste tra Gradisca e San Daniele del Friuli, ma una di queste ha preso il sopravvento sull’itinerario originale e per questa meravigliosa variazione dobbiamo ringraziare Elena Tirelli. In mattinata abbiamo raggiunto Fagagna e il nostro fiuto di buongustai ci ha condotti alla storica latteria di Borgo Paludo, fondata qui nel 1923 ed è oggi la più antica del paese. Poi abbiamo proseguito verso il castello. In realtà dell’antico castello c’è rimasto ben poco, ed anzi, sembra che già nel ’500 fosse in rovina, ma non troverete solo ruderi. Il torrione, la chiesetta di San Michele e la vista mozzafiato non possono non conquistare i vostri cuori. Proseguendo dietro la collina, abbiamo raggiunto il Casale Cjanor, dove siamo rimasti per diverse ore.

È così che ricorderemo questo casale: temperatura perfetta, un leggero vento piacevole, cielo azzurro, nuvole pannose, relax assoluto, ottimo cibo e lo spettacolo della natura. Questa azienda agricola immersa nel verde ogni venerdì, sabato e domenica (a pranzo e a cena) offre un eccellente servizio di ristorazione. D’estate è possibile mangiare anche all’esterno dove potrebbe aspettarvi una magnifica sorpresa. Proprio davanti all’ingresso, sopra ad un palo della luce, c’è un nido di cicogna che attualmente è abitato. Non so se avete mai visto una cicogna (libera) dal vivo, ma per noi è stata la prima volta e non riuscivamo a staccarle gli occhi di dosso.

[caption id="attachment_8088" align="aligncenter" width="580"]Casale_Cjanor_Cicogna_Fagagna Il nido della cicogna![/caption]

In realtà poi ci siamo riusciti eccome! I piatti del Casale Cjanor sono irresistibili. Abbiamo iniziato il pranzo degustando il formaggio di Fagagna nei suoi tre stadi di stagionatura (uno, sei e dodici mesi), poi siamo passati all’assaggio di un altro presidio slow food, il Pestât: un composto di lardo fresco macinato con verdure, erbe aromatiche e spezie. Non viene utilizzato come insaccato ma viene fatto soffriggere per essere utilizzato come condimento nelle ricette tipiche. A dicembre 2013 il Gambero Rosso ha premiato il Pestât del Casale Cjanor, includendolo nella nuova guida “Grandi Salumi” d’Italia. Questo è anche il luogo ideale per assaggiare le ricette locali a base di oca e animali da cortile, tutto rigorosamente di produzione artigianale.

[caption id="attachment_8089" align="aligncenter" width="580"]Pestât_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia Il Pestât del Casale Cjanor[/caption]

Non contenti di questo magnifico pranzo, la sera abbiamo partecipato a un evento imperdibile per chi vuole scoprire tutti i prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia. Dal 2002 Sapori ProLoco si propone come un’occasione unica per scoprire l’anima di questa regione. Durante due fine settimana del mese di maggio, nella meravigliosa cornice di Villa Manin di Passariano, è possibile avere a portata di forchetta più di 30 Pro Loco del Friuli Venezia Giulia che propongono le specialità culinarie e le tradizioni dei propri territori. La bellezza della location, la bontà dei piatti proposti e il programma culturale e di intrattenimento non sono gli unici fattori di successo della manifestazione, perché anche i prezzi sono davvero sorprendenti: ogni stand propone tre piatti a prezzo fisso da un minimo di €1,50 fino a un massimo di €4. Qui ci siamo goduti una porzione davvero generosa di Prosciutto di San Daniele, il Ragognocco (un cestino di frico con gnocchi allo speck e ricotta affumicata della Pro loco di Ragogna) e del frico alle erbe con polenta della Pro Loco di Flaibano. Il frico è l’irresistibile unione di formaggio, patate e burro ed è considerato uno dei piatti più tipici del Friuli.

[caption id="attachment_8090" align="aligncenter" width="580"]Sapori_ProLoco_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia Sapori Pro Loco[/caption]

Il terzo ed ultimo giorno volevamo assaggiare la Pitina (varianti: Peta, Petuccia), altro presidio slow food delle Valli Cellina e Tramontina che fanno parte della provincia di Pordenone. Questo prodotto di origine contadina è nato per conservare la carne nei mesi autunnali e invernali, sfruttando al massimo la ricchezza offerta dalla carne di camosci, caprioli, pecore e capre. La carne macinata veniva trasformata in polpette, passata nella farina di mais e affumicata sulla mensola del fogher (focolare). Si può mangiare cruda, oppure cucinata accompagnandola a vare preparazioni. L’intenzione era quella di fermarci a mangiare a La Ferrata, ma purtroppo non siamo riusciti a trovare posto, così alle 14 abbiamo iniziato a vagare per una deserta Pordenone in versione domenicale. Dopo diversi tentativi siamo approdati al Cavaliere Perso, dove la proprietaria ci ha subito avvisati che dovevamo mettere in conto un po’ di attesa perché «la cuoca ci ha abbandonate ieri sera». Non avendo molte alternative abbiamo deciso di non proseguire oltre, anche perché sia la proprietaria sia il locale ci sono sembrati molto particolari, abbiamo avvertito quella sensazione di stranezza che non sai in cosa si trasformerà. L’attesa è stata davvero (davvero) lunga, ma il cibo era molto buono ed abbiamo assaggiato i prodotti tipici che la stessa Sonia (la proprietaria) va a prendere nelle valli della provincia di Pordenone. Zaino in spalla, pancia piena: è tempo di rientrare a casa.

[caption id="attachment_8091" align="aligncenter" width="580"]Pitina_prodotti_tipici_del_Friuli_Venezia_Giulia Assaggiamo la Pitina[/caption]

Che ve ne pare di questo viaggio tra i prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia? Gli altri presidi Slow Food che non siamo riusciti a degustare in questo viaggio sono l’aglio di Resia, la cipolla di Cavasso e della Val Cosa, il radic di mont (prelibato radicchio selvativo della Carnia) e il Pan di Sorc (un pane dolce e speziato prodotto con tre farine diverse, noci, fichi e semi di finocchio). Oltre a questi quattro prodotti peculiari, conoscete altri piatti che non dovremmo perdere la prossima volta?

Ps: dimenticavamo di avvertirvi che il frico crea una forte dipendenza!

Kinzica e Alessandro, blog100days.it

Blogger per caso sottosopra
Grotta_Gigante

Questo weekend io ed Alessandro esploreremo il Friuli Venezia Giulia, saremo  blogger per caso sottosopra. L’itinerario che ho creato ci porterà a scoprire il lato più nascosto, genuino e gustoso di questa regione. Sono tre gli elementi che guideranno il nostro viaggio #golivefvggrotte, sapori e borghi tipici.

  • Il primo giorno nel Friuli Venezia Giulia, visiteremo Aiello del Friuli, un piccolo borgo di poco più di 2000 anime che ha una caratteristica davvero particolare, quella di essere tempestata di meridiane. Sono ben settanta le meridiane di stili e periodi diversi che si possono ammirare passeggiando tra le vie del borgo e per un pelo ci perdiamo la Festa delle Meridiane, che si svolge annualmente l’ultima domenica di maggio. Dopo Aiello ci dirigiamo in direzione di Borgo Grotta Gigante per visitare, assieme ad una guida egrazie alla FVG card, la Grotta Gigante, famosa per la sala più grande al mondo inserita nel Guinness dei Primati dal 1995. Prima del tramonto raggiungeremo Gradisca d’Isonzo, un piccolo villaggio agricolo che nel tempo si è trasformato in un proprio e vero borgo fortificato. Il primo giorno andremo anche alla ricerca sapori del Carso (nella prima parte della giornata, quando saremo nei dintorni della Grotta Gigante) e alla scoperta della gastronomia tipica di Gradisca d’Isonzo, ad esempio speriamo di assaggiare la jota (una zuppa molto sostanziosa).
  • Il secondo giorno sarà tutto dedicato alla scoperta del territorio “in superficie”, tra relax e soste gustose. Per adesso abbiamo in mente di partecipare a Sapori Pro Loco, la manifestazione che da oltre un decennio racchiude il meglio della produzione enogastronomica tipica del Friuli Venezia Giulia, poi di visitare i borghi di Arcano Inferiore e Superiore (e perché no, assaggiare i vini biologici del Castello di Arcano) e Fagagna, senza dimenticare di degustare il suo formaggio, le ricette a base d’oca e il pestât. La seconda giornata terminerà a San Daniele del Friuli, una Città Slow (certificata dal movimento Slow Food) arroccata sulla sommità di un colle, famosa in tutto il mondo per la produzione del prosciutto DOP. Sarà infantile, ma sono davvero contenta di visitare questo centro, poiché conosco e apprezzo il suo prodotto di punta da sempre.
  • Il terzo e ultimo giorno, dopo aver degustato i sapori del Friuli Collinare, torniamo a visitare il lato nascosto del Friuli Venezia Giulia e abbiamo in programma la Grotta di Pradis, frequentata da uomini e animali fin dalla preistoria. Una delle ragioni per cui abbiamo scelto questa grotta, fra le altre quattro del FVG, è che vogliamo vedere con i nostri occhi (e magari immortalare con la nostra macchina fotografica) il color verde smeraldo che illumina le sue pareti! Infine, sulla strada del ritorno, speriamo di avere il tempo per visitare Pordenone e i suoi affascinanti portici ed eleganti palazzi.

Ti piace questo tour? Ci teniamo molto a ricevere suggerimenti perché vorremmo provare un itinerario unico e autentico, quindi aspettiamo le tue osservazioni e ti invitiamo a seguirci durante questo weekend #golivefvg da #bloggerpercaso! Ora è il tuo turno, cosa ci consigli?

Kinzica e Alessandro, blog100days.it

[caption id="attachment_8050" align="aligncenter" width="580"]Alessandro_Kinzica_blog100days Alessandro e Kinzica, blogger per caso del travel blog 100days[/caption]
Palmanova-Aquileia-Cividale del Friuli: un itinerario d’arte, storia e sapori – parte 3
Cividale del Friuli

Splende il sole su Cividale del Friuli: siamo stati davvero fortunati in questo intenso weekend da #bloggerpercaso, che ci ha portati a Palmanova e Aquileia prima di giungere tra le valli del Natisone.

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